Mail di lavoro, mai rispondere da casa: fa male alla salute

Gli smartphone? Ci fanno ammalare. Specie se li utilizziamo per scaricare la posta fuori dall’orario di lavoro, magari mentre siamo davanti alla tv o giocando con i nostri figli. E, di punto in bianco, piantiamo tutto e torniamo con la testa al lavoro, per rispondere alla mail o attaccarsi al telefono.
Gli americano hanno anche dato un nome a questa sindrome ossessivo compulsiva, che ci spinge a restare sempre connessi, la “telepressure”. E non stupisce che paesi come la Francia e la Germania, abbiano cercato di tutelare i lavoratori imponendo per legge alle aziende di non inviare messaggi fuori dall’orario di ufficio.

Meno sani e meno produttivi
Adesso uno studio pubblicato sul Journal of Occupational Health Psychology ha rivelato che questo “vizio” ci rende in realtà meno sani, e, come se non bastasse, meno produttivi.
“Perché ci costringe a ‘ruminare’ sui problemi di lavoro, a trovare soluzioni nelle ore della giornata in cui invece dovremmo rilassarci”, ha spiegato Larissa Barber, docente di psicologia aalla Northern Illinois University e coautrice dello studio, “è come se la nostra lista mentale delle ‘cose da fare’ non si esaurisse mai, anzi, si allungasse progressivamente”.

Presto non significa “ora”
L’essere interconnessi, rivela lo studio, ci espone a esaurimento nervoso, con sintomi fisici e psichici, come insonnia e una maggiore predisposizione alle malattie, che si traduce, in un anno,  in un numero maggiore di giorni passati a letto.
La tendenza a non staccare, inoltre, è più causata da fattori caratteriali che non dalle condizioni di lavoro: “se sei una persona ansiosa, traduci l’espressione ‘il più presto possibile, con ‘ora’ “, spiega l’esperta.

La risposta automatica abbatte l’ansia
La soluzione? Impostare nelle ore in cui non si lavora la risposta automatica della posta elettronica, che a ogni mail arrivata, risponde con il messaggio: “La riposta arriverà domani”.
E, per sicurezza, togliere l’icona della mail dallo smartphone.

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