Ginevra: Valentina Tarallo uccisa da un uomo con cui ebbe una relazione

Non un rapinatore, ma un uomo con cui ebbe una relazione. È lui ora a essere ricercato per l’omicidio della dottoranda torinese Valentina Tarallo, 29 anni, massacrata a colpi di spranga a Ginevra dopo essere uscita dall’università. Bersagliata da colpi sferrati probabilmente con una spranga di ferro di una sessantina di centimetri, la ragazza è giunta in gravissime condizioni all’ospedale morendo subito dopo.

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L’aggressore forse fuggito in Italia

Fonti della polizia ginevrina parlano di un giovane, forse nordafricano, con cui Valentina ebbe una storia. “C’è però massima cautela su questo aspetto, per una questione di evidente delicatezza”, spiegano al quotidiano Tribune de Geneve. Di certo, se di rapina si fosse trattato, non si spiegherebbe perché l’aggressore non ha portato via zainetto e portafogli.

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Faceva ricerca sulle cellule tumorali

Gli inquirenti hanno ragione di ritenere che il giovane, non oltre i 30 anni e alto circa un metro e 80 centimetri, si sia rifugiato in Italia. La ragazza è stata aggredita nella serata di lunedì 11 marzo mentre tornava a casa (la zona nella foto sopra), nel quartiere dell’ospedale universitario. Laureata in biotecnologie a Torino, voleva fare ricerca sulle cellule tumorali e aveva vinto un bando per l’università di Torino.

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