Scuola: precari assunti, ma restano fuori quelli delle materne

Ieri il Consiglio dei ministri ha varato il ddl sulla Buona Scuola, che contiene il provvedimento per stabilizzare circa 100.000 docenti precari.
L’intero disegno di legge potrebbe approvare alle Camere già dal prossimo lunedì. Precari e sindacati sperano che possa arrivare in Gazzetta Ufficiale entro l’inizio del prossimo anno scolastico, ma su questo Matteo renzi ha rassicurato:  “il Parlamento riuscirà a fare in tempo, in un modo o nell’altro”.

 

 

Fuori i 23.000 delle materne
Nel testo di legge che per l’anno accademico 2015/2016 saranno assunti 100.000 docenti per coprire altrettante cattedre vacanti. Si attingerà dalle Graduatorie a esaurimento e dai vincitori del concorso 2012.
Smaltite queste graduatorie si assumerà solo per concorso. Faranno eccezione i 23.000 docenti della scuola dell’infanzia: si mantiene l’impegno ad assumerli, ma “fare questo tipo di assunzione senza aver chiarito con i comuni la strategia sulle materne sarebbe stato un controsenso”, ha affermato il premier on conferenza stampa. Per questi ultimi l’assunzione sarebbe dunque rimandata al disegno di legge delega che vuole riformare il ciclo 0-6 anni. Quanto ci sarà da attendere, non si sa.

 

 

Minibonus per gli insegnanti bravi: solo 200 milioni
Gli scatti di carriera continueranno a basarsi sull’anzianità. Ma dal 2016 arriveranno i bonus per i più meritevoli. Si chiameranno “bonus annuali delle eccellenze”, e verranno assegnati dal preside. La spesa massima complessiva sarà di 200 milioni di euro all’anno. Una cifra oltremodo bassa, se si pensa che il numero degli insegnanti di ruolo, al netto delle nuove 100.701 assunzioni, sarà di 1.027.561 docenti.
Il bonus, insomma, rischia di essere assai misero.
Ogni anno il dirigente scolastico, sentito il Consiglio di Istituto, assegnerà il bonus al 5% dei suoi insegnanti per premiare chi si è impegnati di più.
I presidi avranno dunque piena autonomia nell’incentivare chi preferiscono, anche se una sorta di “linea” da seguire è abbozzata nel ddl: sulla scelta – si legge- peseranno la qualità dell’insegnamento, la capacità di utilizzare metodi didattici innovativi, il contributo dato al miglioramento complessivo della scuola.

 

 

500 euro all’anno per l’aggiornamento
In compenso i professori tutti avranno un voucher di 500 euro da spendere ogni anno per l’aggiornamento professionale nell’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, l’ingresso a mostre ed eventi culturali. Non è ancora chiaro se ciò accadrà a partire dal prossimo anno, e attraverso quali canali .

 

 

Assunzioni a chiamata: scelgono i presidi
Quanto ai presidi, oltre alla libertà di decidere chi premiare, potrà scegliere chi assumere, selezionando il personale docente dagli albi territoriali degli Uffici Scolastici Regionali. Il dirigente scolastico potrà individuare la persona più adatta, ha spiegato Renzi, senza automatismi. Negli albi confluiranno i docenti assunti nel primo anno attraverso il piano straordinario di assunzioni e poi tramite concorsi. Gli incarichi affidati saranno resi pubblici.

 

 

Il 5 per mille alle scuole, crediti di imposta per i donatori
Le spese per l’iscrizione del proprio figlio alla scuola paritaria si potranno detrarre dalla scuola dell’infanzia e fino alla scuola media. Inoltre il 5 per mille potrà essere destinato anche alle scuole. Con lo “school bonus”, invece chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all’occupabilità degli studenti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi.

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