Sorriso e pollice alzato: Cesare Battisti è di nuovo libero

Il sorriso di sempre, il pollice alzato in segno di vittoria. L’ennesima. Cesare Battisti ce l’ha fatta un’altra volta. Dopo il suo arresto e la breve permanenza nelle carceri brasiliane l’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo condannato in via definitiva per omicidio  è stato rilasciato la scorsa notte.
Il presidente del Tribunale Regionale Federale ha accolto il ricorso del legale di Battisti e ne ha imposto l’immediato rilascio di Battisti.

 

Arresto lampo
L’arresto era avvenuto per ordine di un giudice che dieci giorni fa di un giudice federale aveva sostenuto che l’ex militante della sinistra extra-parlamentare avrebbe dovuto essere espulso dal Brasile in quanto condannato in via definitiva in un altro Paese. In queste condizioni, questa la tesi del togato,  non poteva ottenere un visto di residenza permanente.

 

“La decisione spetta al Tribunale Supremo”
Ieri però il presidente del Tribunale Regionale Federale ha sostenuto che la “posizione di Battisti non possa più essere decisa tramite processo nella Giustizia Federale, ma solamente da una decisione del Presidente della Repubblica o del Supremo Tribunale Federale”.
A Cesare Battisti è stato applicata anche la garanzia costituzionale dell’habeas corpus, concessa nei casi di detenzione ingiusta.

 

Di nuovo a casa
All’uscita da l carcere l’ex terrorista è stato descritto come “provato” ma sorridente. È salito su un taxi e ha raggiunto a casa sua moglie e sua figlia.

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