L’allenatore dell’Arsenal: “Ho incontrato molte squadre con giocatori dopati”

Si parla tanto, in questi giorni, di doping nell’atletica o nel nuoto, del tutto fuori quadro il calcio. Ma ci pensa un personaggio molto autorevole come Arsène Wenger a riaccendere i riflettori su squadre e calciatori.

Wenger è da quasi 20 anni il rispettato allenatore dell’Arsenal, uno dei più affermati club inglesi e già il fatto che sieda da un ventennio sulla stessa panchina la dice lunga sulla sua autorevolezza.

 

Le dichiarazioni shock

Fanno riflettere molto, quindi, le dichiarazioni di oggi dell’allenatore: “Non ho mai considerato l’ipotesi di alterare artificialmente le prestazioni della mia squadra, ma sono sicuro che nel corso degli anni l’Arsenal abbia affrontato molte squadre che sul tema hanno una diversa opinione” – ha detto Wenger in un’intervista a L’Equipe Sport and Style, rilanciata in Italia per prima da gazzetta.it.
aaaaamour
Il fine non giustifica i mezzi
Per il tecnico francese, sulla panchina dell’Arsenal dal 1996, sè evidente che “il fine non giustifica i mezzi”: “Cerco sempre di restare fedele ai miei principi e di trasmetterli ai giocatori che alleno. Sono nel calcio da decenni e non ho mai chiesto ai miei calciatori di fare un’iniezione per migliorare illecitamente le prestazioni. Ma non tutti si comportano in questo modo”.
“Per me – ha proseguito Wenger – la bellezza dello sport risiede nel fatto che tutti vogliono vincere ma alla fine è soltanto uno che riesce a farlo. Viviamo però in un periodo nel quale si glorifica il vincitore senza considerare i mezzi che ha usato per raggiungere quel risultato. E dopo qualche tempo ci rendiamo conto che quello che ci sembrava un eroe in realtà è un bugiardo”.
Un’antica ostilità con Mourinho (che continua)
Sulle sue parole indagherà la Federcalcio inglese, che ora vuole convocare l’allenatore dei Gunners per avere maggiori delucidazioni. È nota alle cronache un’antica rivalità con Mourinho (nella foto in uno scontro a bordo campo con lui), ma non si sa se per Wenger è il portoghese a capeggiare la “Lista dei furbi”.
 aaaasandromazzola
Il caso di Sandro Mazzola, dell’Inter e del fratello
Nei giorni scorsi proprio Sandro Mazzola aveva ammesso che nella grande Inter di Helenio Herrera si faceva ricorso a pastiglie “Particolari”. Il fratello Ferruccio l’aveva detto da anni, ma neppure Sandro gli aveva creduto. Anzi aveva contribuito a soffocare le denunce.
Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto