Copyright: Strasburgo vara la direttiva contro i big del web, giudizi opposti

Svolta storica all’Euparlamento. Approvata la nuova direttiva che limita i poteri dei big del web.

La proposta è stata adottata con 438 voti a favore, 226 contrari e 39 astensioni.

Dopo averlo respinto il 5 giugno giugno, gli eurodeputati avevano proposto una vasta serie di emendamenti al testo. Oggi hanno approvato alcune modifiche proposte dal relatore Axel Voss agli articoli 11 e 13 della proposta di direttiva sul Copyright, che erano stati contestati in una campagna a favore della libertà di internet. Il via libera della seduta plenaria apre ora la strada ai negoziati con il Consiglio.

 

Reazioni opposte

Opposte le reazioni alla notizia. “La direttiva sul diritto d’autore è una vittoria per tutti i cittadini”, dice il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani. “Oggi – aggiunge su Twitter – il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale”.

Invece l’europarlamentare 5Stelle Isabella Adinolfi parla di “Pagina nera”, che favorirà la censura.

 

La direttiva ha superato il voto

Oggi – 12 settembre – all’Europarlamento si vota la direttiva per imporre delle regole (e degli oneri) ai giganti dak web, da Google a tutti gli altri. La Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) e l’associazione degli editori europei (Enpa) hanno chiesto a gran voce agli eurodeputati di approvare la direttiva. L’opinione condivisa da giornalisti, musicisti, scrittori, registi e autori. Dalla loro parte anche la stragrande maggioranza dei cittadini: l’89% degli italiani è favorevole alla riforma. Il dato emerge da un’indagine “Copyright & US Tech Giants”.

Cosa prevede la direttiva

Oggi, dunque, a Strasburgo è previsto il voto per il via libera alla direttiva sul Digital single market, diventata nota come la “riforma del copyright”. Tra i punti più importanti della normativa l’articolo 11 prevede “giuste remunerazioni” per gli autori i cui contenuti finiscono su piattaforme digitali, come i social network e i motori di ricerca. L’articolo 13 prevede di “bloccare i contenuti coperti da copyright” qualora non ci sia un accordo con l’autore.

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