Loris: di chi è l’ombra nella macchina della mamma?

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Un nuovo colpo di scena (se tale si confermerà) nella tragedia del piccolo Loris Stival. In attesa del 20 giugno, quando il giudice dovrà decidere se rinviare a giudizio la mamma Veronica Panarello, sulla base anche degli esiti dell’ultima perizia psichiatrica che la dichiarano capace di intendere e di volere, a “Quarto Grado” è stato rivelato l’asso nella manica della difesa della donna. Qui tutte le tappe del giallo.

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Un fotogramma con la figura di un adulto

Si tratta di un fotogramma nel quale si intravede la figura di un adulto, individuato nel nonno Andrea Stival, nel sedile posteriore dell’auto di Veronica, nei momenti precedenti la morte del piccolo Loris, la mattina del 29 novembre 2014.
Se la presenza di un uomo seduto nel sedile posteriore della vettura di Veronica venisse confermata da ulteriori analisi, rappresenterebbe una prova pesante a favore della donna, in carcere per la morte del figlio, che, nella sua ultima versione dei fatti, aveva chiamato in causa il nonno del bambino, Andrea Stival, suo suocero, con cui avrebbe avuto una relazione segreta.
Ma i dubbi non mancano. Il materiale è già stato sottoposto all’esame della Procura di Ragusa e quell’ombreggiatura, che per la difesa è inequivocabilmente la figura di un uomo, potrebbe invece essere solo un effetto ottico. Su questo ci sarà battaglia in aula.

 

La perizia: “Ha una personalità nonarmonica ma è capace di intendere”: le notizie del 7 giugno

Ha una “personalità non armonica” ma è “capace di intendere e di partecipare al processo”. Sono confermate le anticipazioni sulla perizia psichiatrica su Veronica Panarello (nella foto di apertura e sotto con il marito). L’accertamento è stato disposto dal gup di Ragusa davanti alla quale la donna è sotto processo con l’accusa di avere ucciso il figlio Loris, di 8 anni, e di averne poi occultato il cadavere nel canalone di contrada Mulino Vecchio a Santa Croce Camerina, il 29 novembre del 2014. Ora dunque è si apre l’ipotesi di una sentenza di condanna, che potrebbe arrivare fino a 30 anni di reclusione.

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in arrivo la perizia psichiatrica sulla mamma: “Rischia 30 anni di carcere”, le notizie del 6 giugno 2016

Depositata oggi, lunedì 6 maggio, la perizia psichiatrica su Veronica Panarello. Il gup di Ragusa, Andrea Reale, ha infatti dato tempo a oggi ai periti, Roberto Catanesi, ordinario di psicopatologia forense all’università di Bari ed Eugenio Aguglia, professore ordinario di psichiatria all’università di Catania. E fonti vicino all’accusa dicono che è già pronta la richiesta per la mamma: “Da condannare a 30 anni di carcere”.

I periti ascoltati il 20 giugno

In vista dell’udienza davanti al gup, fissata per il 20 giugno, si saprà dunque se la donna, quando ha ucciso il figlio Loris, 8 anni, era capace di intendere e volere oppure se eventuali malformazioni al cervello possano aver condizionato la sua condotta. E nel corso della stessa udienza saranno ascoltati anche i periti psichiatrici.

 

Loris, le indiscrezioni sulla perizia: “La mamma ha ucciso con lucidità”, le notizie del 19 maggio 2016

Veronica Panarello sarebbe stata capace di intendere e volere quando uccise il figlio Loris Stival, 8 anni (nella foto sotto). Almeno secondo il settimanale Giallo che anticipa le conclusioni della perizia psichiatrica a cui la donna è stata sottoposta per ordine del gup di Ragusa, Andrea Reale. Non ci sarebbe nemmeno alcuna malformazione al cervello che possa aver condizionato il gesto della donna. Si legge infatti che “Veronica ha agito con lucidità negli istanti in cui è morto suo figlio”.

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Le accuse di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere

Inoltre “per i consulenti nominati dal giudice, la Panarello ragiona”. Dunque, se le anticipazioni del settimanale fossero confermate dopo il deposito ufficiale della perizia, previsto tra una decina di giorni, Veronica Panarello dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e occultamento di cadavere rischiando fino a 30 anni di carcere. Per lei, infatti, non si profila l’ergastolo perché ha scelto il rito abbreviato.

 

Slitta la perizia psichiatrica, la mamma ha anomalie al cervello? Le notizie del 17 maggio 2016

Slitta di due settimane il deposito della perizia psichiatrica su Veronica Panarello, accusata dell’omicidio del figlio Loris, 8 anni. Il termine, infatti, fissato per oggi, martedì 17 maggio, è stato spostato per poter valutare attentamente l’esito della risonanza magnetica a cui la donna, in carcere a Ragusa, è stata sottoposta su richiesta dei legali della difesa. Scopo: valutare le sue condizioni “neuro, radiologiche, morfologiche e funzionali”.

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Roberta Bruzzone: “Rischia 30 anni”

Intanto al settimanale Giallo la criminologa Roberta Bruzzone (nella foto sopra) ha detto: “Dalle conclusioni della perizia mi aspetto una valutazione di piena capacità di intendere e volere. Se i periti, come sembra, la pensassero come me, Veronica Panarello rischia una condanna a 30 anni”. La prossima udienza davanti al gup di Ragusa, Andrea Reale, è prevista per il prossimo 20 giugno.

 

Loris, in attesa della perizia psichiatrica: la mamma ha malformazioni al cervello? Le notizie del 12 maggio 2016

La perizia psichiatrica, con i risultati della risonanza magnetica alla testa a cui è stata sottoposta Veronica Panarello, la mamma di Loris, ucciso a 8 anni a fine 2014, sarà depositata entro pochi giorni. Il termine è stato infatti fissato per il 15 maggio, in vista dell’udienza davanti al gip prevista per il 20 giugno prossimo. A quel punto si potrà sapere se la donna presenta malformazioni congenite al cervello che possano aver minato la sua capacità di intendere e di volere oppure se ha ucciso pienamente consapevole (e dunque processabile).

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Dissequestrati i cellulari di Andrea Stival

Si resta inoltre in attesa se ci sarà un faccia a faccia tra Veronica Panarello e Andrea Stival, il suocero della donna da lei accusato di aver assassinato Loris perché aveva scoperto la loro relazione. Nel frattempo, sono stati dissequestrati i cellulari del nonno di Loris e della sua compagna, consegnati spontaneamente da loro al sostituto procuratore Marco Rota, titolare delle indagini.

 

La mamma tenta la carta della follia? “Io più famosa di una diva di Hollywood”, le notizie del 6 maggio 2016

“Ma che bello, siamo tutti qui! Ci siete tutti, siete qui per me. Sono pronta, chiedetemi tutto quello che volete”. Non è un’occasione conviviale né un’intervista, ma l’incontro tra Veronica Panarello con la commissione medico-psichiatrica che deve stabilire se la donna era capace di intendere e volere quando avrebbe ucciso lo figlio Loris, 8 anni, Santa Croce Camerina (Ragusa).

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Strategia per simulare disturbi psichiatrici

Secondo quanto scrive il settimanale Giallo, la strategia della donna sarebbe quella di simulare disturbi o quanto meno di mal interpretare ciò che sta accadendo. Nell’incontro di gennaio, infatti, la donna avrebbe detto agli inquirenti: “Ormai sono diventata più famosa di una diva di Hollywood”.

 

Risonanza al cervello per la mamma di Loris: malformazioni? Le notizie del 29 aprile 2016

Ieri c’è stato un altro test significativo per la mamma di Loris. È stata effettuata, infatti, una risonanza magnetica al cervello per Veronica Panarello, la mamma accusata dell’omicidio del figlio Loris, 8 anni, avvenuto il 29 novembre 2014. Ancora sotto perizia psichiatrica disposta dal gup di Ragusa, Andrea Reale, l’accertamento diagnostico segue una richiesta del difensore della donna, l’avvocato Francesco Villardita, per “capire se ci sono malformazioni congenite”.

L’esame in una clinica di Catania

L’esame avverrà nel pomeriggio di ieri, mercoledì 27 aprile, e Veronica Panarello sarà portata dal carcere catanese di piazza Lanza in una clinica. In proposito hanno detto i consulenti della sua difesa, il neuropsicopatologo dell’università di Padova Giuseppe Sartori e lo psichiatra dell’ateneo di Pisa, Pietro Pierini: “Lo scopo è quello di verificare le condizioni neuroradiologiche, morfologiche e funzionali”.

L’accertamento è terminato alle 16,15, ma nulla si è saputo. Veronica è apparsa – nei pochi istanti in cui la si è vista – molto smagrita.

Si apre l’ipotesi della semi-infermità

Quando ci sarà l’esito, i legali della mamma di Loris potrebbero chiedere la sua semi-infermità mentale. Quindi, di seguito, dovrà essere il gup a chiedere il rinvio a giudizio della donna che è accusata di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e occultamento di cadavere.

 

“La mamma di Loris aveva molti amanti, il bambino ucciso perché voleva parlare”, le notizie del 26 aprile 2016

Non sarebbe stato solo per la relazione della mamma con il nonno Andrea Stival e con lo zio. Loris, 8 anni, sarebbe stato ucciso per era venuto a sapere di altre relazioni extraconiugali della madre, Veronica Panarello, e voleva raccontare tutto al padre. Secondo il settimanale Cronaca vera, infatti, le frequentazioni della donne avrebbero compreso almeno un altro uomo, forse 2.

Seconda vita conosciuta da molti

Tra questi ci sarebbe stato un operaio di 35 anni di Catania. Inoltre, sempre secondo il settimanale, a Santacroce Camerina (Ragusa), il paese in cui la famiglia viveva e dove si è consumato il delitto del bambino, fossero in molti a conoscere la seconda vita di Veronica, ma a lungo hanno preferito tacere.

 

Parla Andrea Stival: “Veronica era una mamma violenta”, le notizie del 21 marzo 2016

Veronica Panarello era capace di intendere e di volere quando il figlio Loris, 8 anni, venne ucciso. Lo stabilisce la perizie psichiatrica disposta sulla donna che ora rischia una condanna a 30 anni di carcere se venisse riconosciuta l’aggravante della premeditazione.

Andrea Stival: “Veronica era una mamma violenta”

Nel frattempo emergono particolari dell’interrogatorio di Andrea Stival, il suocero di Veronica da lei accusato di aver ucciso il bambino per nascondere la loro relazione. L’uomo definisce la nuova una “mamma violenta”. E aggiunge: “Veronica non era una madre perfetta. A volte lo sgridava… In un’occasione mi pare che lo picchiò, in un’altra Loris arrivò con un occhio nero e Veronica mi disse che i bambini si erano colpiti a vicenda”.

Il suocero: “Invidiosa, pettegola e litigiosa”

Dicendo di aver avuto un rapporto “stupendo” con il nipote, della nuova ha detto anche che era “ragazza particolarmente invidiosa, pettegola e litigiosa”.

“Così ho ceduto alle lusinghe di mio suocero”, le notizie del 18 marzo 2016

Nonostante i recenti elementi a favore di Andrea Stival (nella foto sotto), che non smette di dichiararsi estraneo all’accusa rivoltagli dalla nuora Veronica Panarello di aver ucciso il figlio di lei, Loris, 8 anni, continuano a emergere dettagli. Dettagli che riguardano la sua relazione con il suocero così come la giovane mamma li ha raccontati nel corso dell’interrogatorio nel carcere di Ragusa. Questa volta li pubblica il settimanale Giallo, secondo cui la donna ha detto: “Cedetti alle lusinghe di mio suocero verso la metà di agosto [2014, 3 mesi prima del delitto, ndr]”.

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“I bambini erano a pranzo da mia cognata”

Tutto sarebbe iniziato quando “mia cognata Jessica, avendo preparato una pietanza che piaceva a Loris, venne a casa mia e prelevò entrambi i bambini per farli pranzare a casa sua. All’ora di pranzo mio suocero, venuto a casa mia per mangiare, non trovò i bambini. Eravamo da soli. A un certo punto si avvicinò a me, mi abbracciò e da lì ne scaturì un rapporto sessuale”.

“Mostrava attenzioni verso di me”

La donna al pm avrebbe detto ancora: “Ho una relazione extraconiugale con mio suocero sin da quando mia cognata Jessica Stival, a seguito di una lite con il padre, è andata via di casa e lui è rimasto da solo. Mio suocero cominciò a frequentare casa mia con assiduità verso maggio 2014, soprattutto nelle ore di pranzo e cena. Presto iniziò ad avere un atteggiamento di attenzione verso di me; mi faceva dei complimenti relativi al mio fisico, anche nelle occasioni in cui ci recavamo al mare, seppur in compagnia di mio marito e della compagna dell’epoca, ma non in loro presenza”.

La ricostruzione del delitto secondo lei

La nascente relazione tra i due, afferma Veronica Paranello, sarebbe andata avanti fino al delitto. Di quel giorno, il 29 novembre 2014, dice: “Andrea e Loris erano in cameretta. Il bambino ripeteva che avrebbe chiamato papà e glielo avrebbe detto. Loris era agitato e mio suocero mi disse di prendere qualcosa per tenerlo fermo. Andai nello sgabuzzino, prelevai la prima cosa che vidi: le fascette. Ne prelevai una o due e le porta in cameretta e mentre mio suocero teneva Loris per le spalle unendogli i polsi, io li bloccai con una fascetta, Loris scalciava ma senza gridare”.

C’è una testimone a favore di Andrea Stival: “Era a casa con la compagna”, le notizie del 15 marzo 2016

C’è una testimone che rende più consistente l’alibi di Andrea Stival, il nonno di Loris accusato dalla nuova, Veronica Panarello, di essere l’assassino del bambino. “Ho visto uscire di casa Andrea Stival e la signora tra le 10.15 e le 10.30 del 29 novembre del 2014”. Una dichiarazione, questa, che conferma quanto aveva già detto la compagna dell’uomo, Andreina Fiorilla (nella foto sotto insieme a Stival), sostenendo di essere stata insieme a lui all’ora in cui il bambino veniva ucciso, tra le 8.30 e le 10.

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Anche i commercianti della zona confermano

A sostenerlo è stata una vicina di casa della coppia, che abita in via Monsignor Di Quattro, a Santa Croce Camerina, e lo ha fatto nel corso di una trasmissione televisiva. Intanto, sempre a favore di Stival, ci sono le dichiarazioni dei commercianti della zona, secondo i quali l’uomo era dalle parti di casa. Ora la magistratura dovrà riscontrare le parole di tutti i testimoni.

 

La mamma: “Ero gelosa della compagna di mio suocero”, le notizie del 14 marzo 2016

“Ero gelosa della compagna di mio suocero”. A sostenerlo Veronica Panarello, che ha accusato Andrea Stival, il nonno di Loris, dell’omicidio del bambino, 8 anni. In base a quanto avrebbe detto ai magistrati che l’hanno sentita nel carcere di Ragusa, la giovane mamma apprese dell’esistenza di una donna nella vita del suocero conosciuta in un’agenzia di viaggi.

“Avevamo rapporto meno frequenti”

L’inizio della relazione dell’uomo, che continua a proclamarsi del tutto estraneo alla morte del nipotino e all’occultamento del suo cadavere, con Andreina Fiorilla non sarebbe stato preso bene da Veronica Panarello. “Lui continuò a venire a casa con la stessa frequenza”, ha detto ai magistrati, “ma i nostri rapporti iniziarono a diradarsi. Abbiamo continuato ad avere rapporti ma con minore frequenza”.

 

Il nonno nega tutto: “Accuse infamanti, nessuna relazione con la mamma”, le notizie del 4 marzo 2016

“Sono sbigottito, sono solo accuse infamanti”. Il nonno di Loris contesta l’ultima versione di Veronica Panarello, che lo indica come il suo amante e l’assassino di suo figlio Loris.

Ieri è stato interrogato per 5 ore dal sostituto procuratore di Ragusa Marco Rota e Andrea Sitval “Non si spiega il perchè la nuora lo abbia accusato” ma resta fermo sulla propria posizione: Nnon l’ho ucciso io e non ho una relazione con lei”.

Dopo la nuova ricostruzione della donna lui è indagato per omicidio e occultamento di cadavere. Durante l’interrogatorio, rivela il suo legale, l’avvocato Francesco Biazzo, Andrea Stival ha “respinto ogni accusa per l’omicidio del piccolo Loris e quella infamante di avere una relazione con Veronica Panarello e ha fornito chiarimenti su quanto aveva già detto”.

L’alibi di Andrea Stival

Andrea Stival ha anche fornito il suo alibi, confermato dalla sua nuova compagna Andreina Fiorilla (con lui nella foto qui sopra).

Nell’ora in cui il medico legale stima sia stato ucciso il bambino l’uomo, che convive con la compagna, sarebbe stato lontano dal luogo del delitto.

I due si sono svegliati nella prima mattinata. Poi la coppia è uscita intorno alle 10.15 ed è andata prendere un caffè, poi è andata in farmacia e quindi è entrata nel Vanity House, il negozio vicino casa di Veronica Panarello, e infine si è recata in un supermercato.

Questa ricostruzione è stata confermata da Andreina Fiorilla, che è stata sentita per poco più di due ore come persona informata sui fatti dal Pm Rota: “Stavamo da poco insieme, perchè dovrei fornire un falso alibi a uno che ha ucciso un bambino?”.

“Lui non ha bisogno di alibi perchè nessuno lo vede, mai, sui luoghi dell’omicidio – osserva l’avvocato del nonno, Biazzo – e in ogni caso il fatto che lui quella mattina si trovava con la compagna è stato confermato. Le telefonate con Veronica? Ci sono state e rientrano nella gestione di un rapporto assolutamente familiare”, cerca di giustificarlo.

Le accuse di Veronica dal carcere

Dal carcere Veronica Panarello scrive al settimanale Giallo: “Tutti quelli che per 10 anni mi sono stati accanto ora sono spariti». E poi, nella lettera pubblicata sul numero in edicola in cui conferma le accuse al suocero (nella foto sotto insieme alla fidanzata, Andreina Fiorilla), aggiunge ulteriori elementi alle sue accuse: “Ho letto molte delle intercettazioni e la frase che non permetto che venga detta dalla compagna di Andrea è che io fracassavo di legnate tutto il giorno Loris”.

“Andrea Stival voleva lasciarla”

“Questa è una grandissima bugia e questo sarà uno dei tanti flash mentali che si faceva lei. Ultimamente i rapporti erano cambiati, da quando un giorno Andrea venne a casa mia dicendomi che la voleva lasciare. E lei dopo aver capito che sapevo tutto, molte cose erano cambiate. Andrea era molto schivo e si faceva vedere raramente inventando scuse”.

Slitta la perizia psichiatrica sulla mamma in carcere

Mentre Andrea Stival, arrivato in procura a Ragusa intorno alle 10, è sotto interrogatorio per l’omicidio del nipote Loris, 8 anni, slitta la consegna della perizia psichiatrica disposta sulla madre, Veronica Paranello, a fine dello scorso anno, prima che iniziasse ad accusare il suocero. L’udienza per la presentazione della relazione, disposta dal gup per il rito abbreviato sulla donna, doveva tenersi il prossimo 17 marzo e invece è già arrivata la richiesta rinvio, dato che non sarebbero sufficienti i 40 giorni concessi dal giudice.

Oggi in procura l’interrogatorio del nonno

Andrea Stival, il suocero di Veronica Panarello indagato per concorso in omicidio e occultamento di cadavere per la morte del nipote Loris, 8 anni, dopo le recenti accuse rivoltegli dalla mamma del bambino, viene sentito oggi, giovedì 3 marzo, in procura a Ragusa dal pm Marco Rota. È possibile che gli inquirenti sentano anche la compagna dell’uomo, Andreina Fiorilla.

Probabili domande sull’alibi del nonno

Secondo il legale di Andrea Stival, riporta il Corriere di Ragusa, non si avvarrà della facoltà di non rispondere, ma darà la sua versione dei fatti su quanto accadde il giorno dell’omicidio, il 29 novembre 2014. Alla sua compagna, invece, è probabile che vengano chiesti ulteriori dettagli sulla sue precedenti deposizioni in base al quale Stival aveva un alibi fornito da lei quando il bambino fu ucciso.

 

Versione choc di Veronica: “Loris mi vide fare sesso con mio suocero”, le notizie del 29 febbraio 2016

Nuova versione choc della mamma di Loris, Veronica Panarello. E ancora una volta le sue dichiarazioni coinvolgono il ruolo che avrebbe avuto il suocero. È emersa, venerdì sera, dalla trasmissione Quarto grado trasmessa da Mediaset.

La mamma del piccolo assassinato, che viene ritenuta finora sana di mente, ha dichiarato: “Voglio raccontare una cosa che non ho detto prima per la vergogna. Il 19 novembre i bambini erano a letto, pensavo che dormissero. Io e mio suocero abbiamo avuto un rapporto sessuale in cucina e Loris ci ha visti. All’improvviso è entrato Loris in cucina e ci ha beccati. Corse subito in camera sua e io lo raggiunsi. Io ero disperata, lui era molto arrabbiato”.

La piccola vittima avrebbe assistito, quindi, a un rapporto sessuale tra la mamma e il nonno. Loris avrebbe minacciato la mamma di raccontare tutto al papà. Dieci giorni dopo sarebbe intervenuto anche il suocero, Andrea Stival: “Andrea cominciò a discutere con Loris, poi chiese di andare a prendere qualcosa per farlo stare fermo… Quando tornai di là, Andrea aveva preso un cavetto usb grigio del computer, non so da dove, e lo stava stringendo attorno al collo di Loris”.

È la seconda volta, negli ultimi tempi, che la mamma di Loris affida le sue nuove versioni a Quarto grado.

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La donna dice: “Finora ho mentito”, la versione precedente

Emergono ulteriori particolari sulla nuova versione che Veronica Panarello sta dando ai magistrati in merito all’omicidio del figlio, Loris Stival, 8 anni. Questa volta sono state affidate alla trasmissione Mediaset Quarto grado, condotta da Alessandra Viero e Gianluigi Nuzzi, e in base a quanto emerso, la donna ha detto: “Ho mentito quando sono andata a fare il sopralluogo a casa, mi sono presa tutta la colpa. Quella mattina non ero sola”.

“Non l’ho strangolato io”

Per spiegare la presenza di un’altra persone, Veronica Panarello aggiunge: “Non avrei mai potuto portare Loris giù dalle scale, io peso 48 chili, lui 18 e quando è addormentato pesa anche di più”. In merito alle fase successive all’omicidio, del quale si dichiara estranea dopo essersi auto accusata, afferma ancora: “I polsi glieli ho legati io, ma non sono stata io a strangolarlo”.

“Ucciso con un cavo usb per il computer”

“Chi era con me stava discutendo con lui”, spiega. “Loris era agitato, non è morto soffocato da una fascetta, ma da un cavo usb di un computer. Non pensavo che andasse a finire così”. In merito alla presunta relazione da lei intrattenuta con il suocero, Andrea Stival, la madre di Loris ha aggiunto: “Negli ultimi giorni, mio figlio era nervoso e voleva dire tutto a suo padre perché aveva visto me e Andrea insieme. Aveva notato un gesto affettuoso, o forse qualcosa di più. Io gliene avevo già parlato, in quanto era più maturo dei suoi 8 anni”.

Loris: “Il suocero ha spedito 80 euro alla mamma in carcere”, le notizie del 22 febbraio 2016

Spunta una lettera in una busta che contiene anche 80 euro. L’avrebbe spedita Andrea Stival, che si sarebbe firmato “papà Andrea”, a Veronica Panarello, detenuta nel carcere di Catania per l’omicidio del figlio Loris, 8 anni. Ora i contenuti della lettera – di cui non si conoscono altri dettagli – devono essere vagliati dagli inquirenti, come ha detto il legale della donna, l’avvocato Francesco Villardita, in collegamento con la trasmissione Mattino 5. Ma non è l’unica novità, sempre secondo il difensore di Veronica Paranello, che emerge a valle degli interrogatori della settimana scorsa.

“Veronica rimosse l’accaduto”

La donna, infatti, ribadendo le accuse al suocero, ha aggiunto anche qualche altro elemento. Secondo il racconto di Villardita, “il piccolo Loris aveva scoperto la relazione tra il nonno paterno e sua mamma. Aveva visto quello che non doveva vedere circa una settimana prima del delitto, e minacciava di raccontare tutto al suo papà”. In merito ad affermazioni così tardive, l’avvocato ha spiegato che la mamma “inizialmente aveva rimosso l’accaduto, ricordando parte di verità quando si recò in cimitero dal figlio; in secondo luogo perché non era facile ammettere questi fatti, e perché aveva timore per l’incolumità fisica del figlio più piccolo”.

“Un’ora dopo il delitto davanti alla casa”

Sui presunti abusi su Loris, Veronica Panarello non si sarebbe soffermata più di tanto e – ha aggiunto il suo legale – “ora dovremo trovare risconti oggettivi di quanto da lei asserito, faremo tutte le verifiche necessarie”. Ma ci sarebbe un altro elemento di cui Villardita ha parlato: un’ora dopo il delitto, Andrea Stival e la sua compagna, sarebbero stato in un negozio di fronte alla casa di Veronica Panarello, il Vanity house, ma nessuno dei due ne avrebbe parlato agli inquirenti.

“La mamma non è in vendita”

“Difficile dimenticarsi un dettaglio così particolare avvenuto in quel luogo e in quel drammatico giorno, soprattutto quando a dimenticarlo si è in due”, ha detto ancora l’avvocato che, tornando alla lettera, ha dettagliato anche la posizione della sua assistita. “Lei non è in vendita”.

Davide Stival: “Non credo a mia moglie”

Sempre tramite il suo legale, l’avvocato Daniele Scrofani, ha preso la parola anche Davide Stival, il marito di Veronica e il padre di Loris. In merito alle accuse al genitore, ha fatto sapere di non ritenere “credibile la versione di Veronica Panarello ma, nel caso avesse fornito elementi certi, nessuno sconto a nessuno. L’obiettivo è la verità, chiunque sia il colpevole”.

 

La mamma contro il nonno: “Ho trovato Loris senza mutandine”, le notizie del 20 febbraio 2016

Emergono ulteriori dettagli, che in parte modificano quelli della settimana scorsa, dalle dichiarazioni che Veronica Panarello ha fatto ai periti del giudice per l’udienza preliminare. “Non lo copro più”, avrebbe affermato la donna riferendosi al suocero, Andrea Stival (nella foto sotto). “Io so chi è il mostro che ha ucciso il mio bambino. Quel giorno sono uscita per buttare la spazzatura, quando sono tornata a casa mio figlio l’ho trovato già morto, non portava le mutandine e aveva i pantaloni abbassati. Loris non è morto con le fascette, è stato strangolato con un filo elettrico”.

Una relazione col suocero per proteggere i figli

Difesa dall’avvocato Francesco Villardita, presente questa mattina, 19 febbraio, nel carcere di Catania insieme agli inquirenti, Veronica Paranello, 27 anni, ha parlato anche di “attenzioni particolari e strane” nei confronti non solo di Loris (nell’immagine sotto), ma di entrambi i suoi bambini, e di essersi concessa cercando di preservarli.

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“Loris me l’hanno messo in macchina”

Si tratta di una versione, l’ennesima, ancora tutta da verificare (Andrea Stival, indagato dalla procura di Ragusa, continua a proclamarsi del tutto innocente), ma che fa sta facendo molto discutere. A Mattino 5, infatti, sono state mandate in onda ulteriori dichiarazioni di Veronica sul giorno in cui il bambino venne ucciso. “Loris me l’hanno messo in macchina”, avrebbe detto ai magistrati, “Andrea Stival mi disse di farmi trovare al canalone, ero sola in macchina e quando arrivai lui era lì. Da sei mesi avevo frequenti rapporti sessuali con mio suocero quando i bambini non erano in casa. Non ero consenziente, ma questo era il patto”.

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Il nonno: “Gli volevo un bene dell’anima”

Il nonno, nei giorni scorsi ospite a Porta a porta (sopra un frame dell’intervista televisiva), aveva di nuovo respinto le accuse. “Se n’è andata via la metà di me”, ha detto riferendosi alla morte del nipotino, “gli volevo un bene dell’anima”.

Loris: nuovo interrogatorio per Veronica Panarello dopo le accuse al suocero

Nuovo interrogatorio in carcere per Veronica Panarello dopo le accuse al suocero, da lei indicato come l’autore dell’omicidio del figlio di lei, Loris, 8 anni. Nella mattinata di oggi, 19 febbraio, sono giunti a Catania, dove la donna è detenuta, il sostituto procuratore di Ragusa, Marco Rota, il capo della squadra mobile, Antonino Ciavola, e il capitano dei carabinieri, Domenico Spadaro.

 

Loris: indagato il nonno per omicidio e occultamento di cadavere, le notizie del 18 febbraio 2016

Incredibile svolta nella vicenda di Loris, il bambino assassinato il 29 novembre 2014 in Sicilia a Santa Croce Camerina.

La Procura di Ragusa ha indagato – infatti – per omicidio e occultamento di cadavere Andrea Stival, il suocero di Veronica Panarello, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del nipote dell’uomo, Loris.

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Un atto dovuto dopo le accuse della mamma

L’iscrizione, si sottolinea in ambienti vicini alle indagini, è un atto dovuto dopo le dichiarazioni della Panarello, che lo ha chiamato in correità, sostenendo che erano amanti.

“Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione, né formale né informale. La stampa lo sa e noi no…”, commenta con l’Agenzia Ansa l’avvocato Francesco Biazzo, legale del nonno di Loris, Andrea Stival (nella foto qui sopra).

“Il mio assistito – aggiunge il penalista – è estraneo alle accuse mosse dalla nuora, che quereleremo per calunnia appena avremo gli atti delle sue dichiarazioni. Non ha ucciso lui Loris e non era l’amante di Veronica Panarello”.

“Non avevamo dubbi”, dice l’avvocato di Veronica

“Certo a prima vista le dichiarazioni appaiono poco credibili, ma noi attendiamo con fiducia il lavoro della magistratura, certi che si arriverà al nostro unico obiettivo: raggiungere la verità”, afferma l’avvocato Daniele Scrofani, legale di Davide Stival.

“La notizia di stampa non ci sorprende, non avevamo dubbi: nel nostro ordinamento è obbligatorio esercitare l’azione penale in presenza di una notizia di reato”, afferma l’avvocato Francesco Villardita, legale di Veronica Panarello.

Nemmeno la sorella crede alla nuova versione della mamma di Loris e lo dichiara ai microfoni di Quarto grado.

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Antonella – questo il suo nome (nella foto) – non crede alla parole di Veronica per le troppe contraddizioni emerse dal giorno stesso della morte del bambino.
“Il suocero non c’entra nulla e poi perché una cosa del genere la ricorda dopo così tanto tempo?”, commenta la zia di Loris che continua dicendo che il nonno adorava il nipote e non avrebbe mai fatto nulla di simile.

“Smettila di fingere”

Antonella poi si rivolge alla sorella davanti alle telecamere invitandola a confessare tutto: “Smettila di fingere, di dire cavolate, di dare la colpa alle persone. Smettila. Se hai fatto un’azione del genere assumiti le tue responsabilità”.

Veronica, ultima versione: “Loris ucciso da mio suocero”

“Loris l’ha ucciso mio suocero”. Veronica Panarello cambia versione sull’omicidio del figlio, 8 anni, assassinato il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, e accusa Andrea Stival, il padre del marito Davide. Perché? “Eravamo amanti”, ha aggiunto la donna parlando a gennaio con la psicologa del carcere di Catania. E subito dopo la rivelazione, affidata al programma Quarto grado di Rete 4, arriva la smentita del suocero: “È l’ennesima follia della donna. Sono tranquillo, la mia posizione è stata vagliata da investigatori e magistratura dettagliatamente”.

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La versione alla psicologa

Insomma, secondo questa nuova versione della mamma, a processo per omicidio premeditato e occultamento di cadavere (sopra il luogo in cui il piccolo è stato trovato), il bambino “aveva visto qualcosa che non doveva vedere” e per questo è stato strangolato mentre lei, la mattina dell’omicidio, aveva accompagnato a scuola il figlio più piccolo. Ma al momento pare che di riscontri non ce ne siano, nemmeno le telecamere di sicurezza hanno ripreso Andrea Stival entrare, uscire o anche solo avvicinarsi alla casa del figlio il 29 novembre 2014.

Nuova ricostruzione a febbraio

Ma secondo Veronica, un mese dopo il colloquio con la psicologa, ci sarebbe una ragione anche per l’assenza di immagini: lei il suocero lo incontra mentre torna da scuola, lo carica in macchina e lui si sdraia sul sedile posteriore fino a casa. Poi salgono nell’appartamento di famiglia e c’è Loris che minaccia di rivelare al padre la relazione tra la madre e il nonno. Che, per zittirlo, lo avrebbe ucciso con un cavo elettrico costringendo lei a legargli le mani con le ormai note fascette.

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La replica: “Una grande bugia, l’ennesima”

La replica è affidata al legale di Andrea Stival, l’avvocato Francesco Biazzo: “La ricostruzione di Veronica Panarello è assolutamente irrilevante, frutto della sua fantasia, e non lo dico io, ma lo dicono gli atti del processo e le indagini che hanno escluso responsabilità di Andrea Stival. Lo dimostrano i tabulati telefonici e la testimonianza della sua compagna, Andreina. Veronica Panarello ha sposato una tesi giornalistica e l’ha fatta propria. Una relazione tra loro? Tutto falso, una grande bugia. L’ennesima”. Nessun commento invece da Davide Stival (nella foto sopra con Veronica, appena dopo l’omicidio), padre di Loris e marito di Veronica.

 

Ragusa: depressione per la mamma di Loris, trasferita in struttura psichiatrica, le notizie del 5 dicembre 2015

Dal carcere a un ex ospedale psichiatrico. Nuova struttura detentiva per Veronica Panarello, la donna accusata di avere ucciso, il 29 novembre 2014, il figlio Loris, 8 anni. La decisione del trasferimento è stata presa dall’amministrazione penitenziaria a causa della depressione manifestata dalla donna. Non c’entra invece con la decisione del gup di sottoporla a perizia psichiatrica dato che è stata assunta prima.

 

Le notizie del 3 dicembre 2015: perizia psichiatrica per la mamma di Loris, per lei processo con rito abbreviato

Perizia psichiatrica e rito abbreviato condizionato da questa per Veronica Panarello. Al termine dell’udienza preliminare, il gup di Catania Andrea Reale che ha disposto il giudizio per la donna accusata dell’omicidio del figlio a partire dal 14 dicembre prossimo. In quella sede saranno nominati i periti medico-legali e poi sarà rinviata alla data entro cui il giudice chiederà la consegna della relazione psichiatrica.

Questa mattina, 3 dicembre, l’imputata era presente in aula così come suo marito, Davide Stival, costituitosi parte civile nel procedimento per l’omicidio del bambino. I due sono assistiti rispettivamente dagli avvocati Francesco Villardita e Daniele Scrofani.

Si aggrava l’accusa per la mamma: omicidio premeditato

La Procura di Ragusa ha contestato la premeditazione nell’omicidio di Loris Stival alla madre Veronica Panarello. L’aggravante è stata depositata al gup a Palazzo di giustizia di Ragusa.

La contestazione è stata mossa dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota nell’aula del tribunale dov’è cominciata l’udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio della donna accusata dell’omicidio del figlio di 8 anni. Nella foto in basso Veronica mentre sale su un’auto dlela polizia nel corso dlel’ultima ricognizione sui luoghi della scomparsa del piccolo Loris.

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Non ha convinto l’ultima versione di Veronica

Nuova versione della mamma di Loris, rivelata, nel tardo pomerigigo di ieri, mentre era in corso un sopralluogo assieme agli inquirenti, a caccia dello zainetto del bambino.

Loris Stival – secondo l’ultimo racconto di Veronica Panarello – sarebbe morto mentre giocava con le fascette elettriche che lo hanno strangolato. Poi lo ha buttato in un canale. Questo ha detto la madre a investigatori e magistrati di Ragusa, secondo quanto apprende l’Agenzia Ansa. Per Veronica Panarello sarebbe stato un “incidente”, avvenuto dopo che lei era tornata a casa, dopo avere accompagnato a scuola il figlio più piccolo.

Sembrava che la donna fosse intenzionata a fare chissà quali rivelazioni, invece è arrivata l’ennesima “storia” di questa tortuosa vicenda.

La Cassazione: è giusto che resti in galera

Veronica Panarello è pericolosa e deve restare in galera: secondo i giudici della Prima sezione penale della Suprema Corte – che oggi hanno depositato la sentenza 45647 relativa all’udienza dello scorso 29 maggio che ha respinto il ricorso della Panarello contro il carcere – i magistrati del riesame di Catania, con ordinanza del 3 gennaio 2015, hanno fatto bene a convalidare la misura cautelare per i “gravi indizi di colpevolezza” a carico della donna. Secondo la sentenza tra gli elementi a carico della madre di Loris – che nei giorni scorsi ha detto al pm Marco Rota di non aver accompagnato il figlio a scuola il giorno del delitto, avvenuto il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina nel ragusano – ci sono “gli spostamenti dell’indagata accertati tramite le videoriprese delle telecamere pubbliche e private”, “il mancato arrivo a scuola del bambino mentre l’indagata ha continuato ad affermare di avere accompagnato a scuola Loris”, “la localizzazione della Panarello tra le ore 9,25 e le ore 9,36 di quella mattina in zona prossima a quella in cui è stato trovato il cadavere, successivamente giustificata con il percorso fatto per buttare l’immondizia, benché fosse in direzione opposta a quella per Donnafugata, luogo dove la donna si doveva recare”.

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Ulteriori elementi indizianti sono, prosegue la Cassazione, “il ritrovamento a casa dell’indagata di fascette di plastica del tipo di quella utilizzata per strangolare il bambino che la donna aveva giustificato sostenendo che il figlio le aveva portate in classe perché servivano per fare esperimenti, circostanza smentita dalle insegnanti”. E poi, – prosegue il verdetto della Cassazione, steso in 17 pagine – “le menzogne dell’indagata nella ricostruzione dei suoi spostamenti”, e “il fatto di non aver contattato il marito una volta resasi conto della scomparsa del figlio.

Oggi la donna è uscita con la polizia per cercare lo zainetto

Intanto oggi pomeriggio la Panarello (nella foto) ha lasciato il carcere su un’auto della polizia per ripercorrere la strada che sostiene di aver fatto la mattina in cui è scomparso Loris. Si dà la caccia, soprattutto, allo zainetto del bambino, finora non rinvenuto.

La donna è stata fatta uscire dal carcere per eseguire le ricerche, ripercorrendo all’interno di un’auto della polizia il tragitto fatto la mattina del 29 novembre scorso. Il nuovo sopralluogo è stato deciso dagli inquirenti alla luce delle dichiarazioni rese dalla madre di Loris la scorsa settimana quando ha ammesso di non aver portato a scuola il figlio.

L’ultimo interrogatorio è durato 7 ore

“Un interrogatorio durato ieri 7 ore, ma nessuna vera svolta nell’inchiesta sull’uccisione di Loris Stival: nel carcere di Agrigento, dove è detenuta per il delitto, è in corso l’interrogatorio di Veronica Panarello.

È stata la madre del bambino di 8 anni, strangolato e gettato in un canalone il 29 novembre del 2014 a Santa Croce Camerina, a chiedere di essere sentita. La sta interrogando il sostituto procuratore di Ragusa, Marco Rota, alla presenta del legale della donna, l’avvocato Francesco Villardita.Ma Veronica si è limitata a ripetere la sua versione dei fatti. Nessuna confessione, nessun pentimento. L’indagata ha ricostruito – seocndo la versione che ha prso corpo negli ultimi tempi – la giornata in cui il figlio Loris Stival è stato strangolato presumibilmente con fascette da elettricista.

“Non l’ho accompagnato a scuola”

“Il bambino non l’ho accompagnato a scuola ma non sono stata io ad ucciderlo”: è stata la frase chiave di questo lungo interrogatorio; una confessione che la donna aveva già fatto al marito Davide alcuni giorni fa, in carcere e che noi avevamo già riportato. In questi mesi diversi sono stati i ripensamenti dell’indagata: “Mi stai facendo venire i dubbi. Può essere che io mi ricordi di averlo lasciato e invece… sia rientrato a casa” (colloquio del 6 gennaio 2015); “Mi sa che ho preso un’altra strada”, “Ci sono cose che non posso dirti” (colloquio del 4 aprile 2015). Domina, insomma, un’apparente grande confusione in quella che la donna dice (e non dice).

La procura non ha mai creduto alla sua prima versione

Veronica Panarello ha sempre protestato la sua innocenza, sostenendo di avere accompagnato il giorno della morte di Loris il bambino a scuola. Una “bugia” per la Procura, Gip, Tribunale del riesame e Cassazione, svelata dalle telecamere del paese.

Il 6 novembre ha cambiato evrsione

Il 6 novembre scorso cambia in parte la sua versione e al marito, Davide Stival, al quale ha chiesto telefonicamente di andarla a trovare in carcere, rettifica la sua ricostruzione del 29 novembre 2014: non ha portato Loris a scuola, ma ribadisce che non l’ha ucciso lei.

Quella mattina non l’ho accompagnato a scuola

“Quella mattina il bambino io non l’ho accompagnato a scuola”. A parlare è Veronica Panarello, in cella dall’8 dicembre 2014 perché accusata dell’omicidio del figlio di 8 anni, Loris Stival, ucciso il 29 novembre precedente a Santa Croce di Camerina (Ragusa). Le parole sono state pronunciate nel carcere di Agrigento durante un colloquio con il marito, Davide Stival, al quale ha detto anche: “Non l’ho ammazzato io. Ho un buco, mi ricordo solo questo: non ti basta? Ora stammi vicino…”

Fissata per il 19 novembre l’udienza preliminare

L’udienza preliminare per la donna, 27 anni, inizierà alle 9 del prossimo 19 novembre davanti al gup di Ragusa Andrea Reale. Intanto rimane in custodia cautelare come voluto dal sostituto procuratore Marco Rota per il quale rimangono gli indizi a carico di Veronica Panarello contenuti nella misura cautelare confermata dal tribunale del riesame di Catania e dalla Cassazione. Non è escluso che il legale di Veronica Panarello, l’avvocato Francesco Villardita, possa chiedere il rito abbreviato.

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