Paracetamolo e ictus, l’esperto lo scagiona

L’antefatto: una review pubblicata dal Leeds institute for rheumatic and musculoskeletal medicine ha messo in evidenza che nuovi e pericolosi effetti collaterali sono associati all’uso prolungato del paracetamolo. Ictus, infarti, ulcere ed emorragie sarebbero più frequenti in chi assume questa molecola come antidolorifico.

Una notizia che mette in allarme migliaia di persone, abituati a considerare il paracetamolo tutto sommato un “innocente” rimedio contro febbre e dolori. Dopotutto, proprio l’uso disinvolto di questa molecola provoca ogni anno migliaia di casi di intossicazione soprattutto a danno dei bambini.

 

 

“Il rapporto “causa effetto” effetto è tutto da provare”

 

La review in questione, però, nulla ha a che vedere con tutto questo. Soprattutto, commenta un esperto di fama come il farmacologo Silvio Garattini, non va interpretata in maniera letterale. Il fondatore dell’Istituto Mario Negri mette in guardia da conclusioni affrettate: “Quello del Leeds institute for rheumatic and musculoskeletal medicine è uno studio nel quale sono state messe sotto osservazione persone affette da diverse patologie, e che assumevano paracetamolo come antidolorifico. Ciò ha permesso di stabilire un’associazione tra l’insorgenza di quegli effetti e l’uso di questa sostanza, ma non consente di stabilire un rapporto causa effetto tra le due cose. In altre parole, nessuno può affermare che quegli effetti sono stati provocati dal paracetamolo”. Per farlo, spiega il farmacologo, ci sarebbe bisogno di uno studio di altro tipo, che metta a confronto due gruppi di persone omogenei (stessa età, stesse patologie, etc) di cui solo uno viene trattato con paracetamolo.

 

 

Troppi effetti per un solo  medicinale

“Oltretutto”, aggiunge Garattini, “anche il fatto che gli effetti registrati – che vanno da problemi di tipo cardiovascolare a problemi gastrointestinali e renali – siano così tanti e diversi tra loro, fa sospettare che non siano causati dalla molecola in quanto tale”.

 

 

“Tendiamo ad abusarne”

Quali conseguenze trarre, dunque, da questa review?

“I numeri di questo studio (600.000 persone osservate, ndr), sono importanti, e vanno capiti”, dice il farmacologo, “nel frattempo, questo medicinale va usato ‘bene’, evitando di ricorrervi ogni qualvolta si ha un piccolo dolorino o qualche linea di febbre. Il punto è che noi tendiamo ad abusare di farmaci considerati ‘leggeri’, perché convinti che non abbiano controindicazioni, invece i foglietti illustrativi e la posologia di ogni prodotti vanno letti con attenzione”.

È questa una raccomandazione valida per tutti i medicinali da banco, ma vale in particolar modo per questo farmaco a noi così ‘familiare’. “Essendo il paracetamolo un antidolorifico più blando degli altri, anche sul piano dell’efficacia, tendiamo ad assumerne in maggiore quantità”, conclude Garattini, “dimenticando che non è una caramella”..

 

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