La sindaca di San Lazzaro contro le speculazioni: una storia emiliana

La domanda gliela fece una studentessa, durante un dibattito in un liceo. A colpirla erano state le pressioni che Isabella Conti, 32 anni, dal giugno 2014 sindaco di San Lazzaro, comune di 32 mila anime in provincia di Bologna, aveva subito dopo aver annunciato che la colata di cemento non ci sarebbe stata, che quell’affare da 300 milioni in una zona agricola di notevole pregio paesaggistico non ci sarebbe stata. “Cominciarono coi consigli ‘per il mio bene'”, racconta il sindaco, poi ci fu un’evoluzione o, se si preferisce, un’escalation.

Sui “consigli” indaga la procura di Bologna

Dalle parole apparentemente amichevoli si passò agli avvertimenti. Blandizie e suggerimenti, seguiti da sussurri a mezza voce, pronunciati anche per strada, o a margine di occasioni pubbliche. A riceverli non fu solo Isabella Conti, anche alcuni consiglieri comunali e dirigenti dell’amministrazione cittadina furono avvicinati con modalità tanto irrituali da convincere il sindaco a rivolgersi ai carabinieri. Ora sul caso indaga la procura di Bologna, che ha allargato l’orizzonte investigativo alla compravendita del terreno su cui dovevano sorgere decine di appartamenti e un immancabile centro commerciale.

“Essere giovane e donna? A qualcuno ha dato fastidio”

Più che un insediamento, una sorta di isola, dicono i detrattori, che da anni puntano il dito, ad esempio, sull’assenza di servizi di collegamento. Ed ecco la domanda della studentessa: le pressioni sarebbero arrivate ugualmente se il sindaco fosse stato un uomo? “Essere giovane e donna ha ingenerato in qualcuno fastidio e risentimento”. E forse l’illusione di potersi permetter gesti e parole che non sarebbero mai stati usati con interlocutori di sesso maschile. Forse. Di sicuro il no al progetto è arrivato da una donna e mai era stato pronunciato da un amministratore.

Le ipoteche temporanee sul futuro

Quanto conta il genere in faccende di delibere e fideiussioni? “Per quanto mi riguarda moltissimo. Amo il mestiere di sindaco perché a mio parere più di altri permette di incidere sulla realtà, di cambiare il mondo aiutando gli altri. Ma per farlo ho temporaneamente ipotecato la mia vita, per i prossimi cinque anni ho messo ad esempio in stand by la possibilità di avere un figlio. È una scelta che ho fatto con gioia, ma dare dignità alle mie rinunce mi impone di lavorare bene, restando fedele ai miei principi. Questo è il patto che ho fatto con me stessa”.

Don Ciotti: “Contro di lei pressioni dettate da ‘mafiosità'”

A febbraio una delibera ha stralciato dal Piano operativo comunale (Poc) il progetto presentato da Coop costruzioni e da privati, ritenuti inaffidabili per non aver presentato per tempo le fideiussioni bancarie indispensabili. La new town da 582 alloggi che doveva sorgere sul territorio tra San Lazzaro e la frazione di Idice è archiviata. Naturalmente solo per il momento, perché i soggetti interessati hanno annunciato cause milionarie contro l’amministrazione, in difesa della quale si è mosso anche don Luigi Ciotti, storico protagonista di battaglie contro la criminalità organizzata, che commentando le pressioni subite da Isabella Conti ha usato il termine “mafiosità”.

“Scelta dettata dal buon senso”

Il sindaco ha usato toni più sommessi nella forma, ma duri nella sostanza e negli effetti che hanno prodotto sulle relazioni tra il suo partito, il Pd, e le Coop, vera spina dorsale dell’economia emiliano-romagnola. “Non siamo eroi, facciamo una scelta di buon senso. Abbiamo il dovere di non proseguire su una strada fallimentare, di dimostrare che non siamo schiavi di micragnose tattiche da quattro soldi. Il consorzio dei costruttori non ha offerto le garanzie necessarie”.

Dopo le polemiche, un conflitto a bassa intensità

Coop costruzioni ha annunciato il licenziamento di 200 lavoratori, che secondo i soliti sussurri potrebbero manifestare sotto le finestre della prima cittadina di San Lazzaro. Il conflitto, almeno per il momento, è di quelli a bassa intensità e Isabella Conti ha potuto tornare alla routine: “Sono in ufficio alle 8,30, spesso ne esco alle 11. Quando partecipo a iniziative pubbliche, mi capita di ritirarmi anche alle due del mattino”. Vita da sindaco. Nel caso di Conti, che fa l’avvocato e ha uno studio condiviso con due colleghi, l’esito di un compromesso nato durante il delicato passaggio tra il liceo classico – lo storico Galvani di Bologna, l’equivalente del Berchet o del Parini di Milano – e l’università.

La formazione di un’amministratrice

La metà degli anni Novanta non brilla per vivacità dei movimenti, quella della giovane Isabella è considerata una generazione ripiegata su se stessa. Lei adora le materie umanistiche, studia il romanticismo inglese e quello tedesco. Sono gli studi che vorrebbe coltivare anche all’università, naturalmente continuando a fare politica: “Ho cominciato a 14 anni, spinando birre alle Feste dell’Unità e all’Estragon di Bologna (tempio bolognese della buona musica e delle etichette alternative, ndr)”. I genitori propendono per una materia scientifica: “Vuoi dedicarti agli altri? Allora studia medicina”. Isabella, nonostante il numero chiuso, supera la prova d’ammissione. A quel punto si fa coraggio e propone una mediazione. L’unica materia umanistica con risvolti pratici – ottimo punto di incontro tra le virtù cardinali dell’otium e del negotium, nell’antica Grecia – è il diritto. Si iscrive a giurisprudenza, si laurea con una tesi sul “Vizio di mente dell’infraquattordicenne”, per quattro mesi frequenta a Boston una scuola internazionale dove studia inglese giuridico.

“Mi sarebbe piaciuto insegnare”

Per fare il sindaco non è ovviamente necessario essere avvocati (Conti ha superato l’esame di Stato nel 2010), ma sicuramente può aiutare. “Penso che studiare ed essere preparati dia l’opportunità di fare meglio il proprio mestiere”, spiega oggi. “Per esempio, la mia professione mi ha permesso di capire subito che l’annuncio di una causa da 20 milioni di euro contro la nostra delibera era infondata. Per questo mi sarebbe piaciuto molto insegnare. Trasmettere il sapere ai giovani ti dà la possibilità concreta di cambiare il mondo, e mi piace ripeterlo agli studenti che incontro”.

“Meglio l’insonnia, ma con la coscienza a posto”

Esperienza importante, se si considera che la ventilata possibilità di penali milionarie non ha consentito ad altri amministratori di bloccare il progetto bolognese di bus a guida ottica (Civis): col risultato che molti, costosi esemplari del mezzo di trasporto, una via di mezzo tra tram e autobus, sono rimasti ad arrugginire nei parcheggi dell’Azienda trasporti, oggi Tper. “Ho passato molte notti sveglia, chiedendomi cosa mi sarebbe potuto capitare – racconta oggi Conti – poi ho pensato che è meglio stare sveglia a farsi domande del genere e avere la coscienza a posto. Così il sonno mi è tornato”.

 

Chi vuole può scriverci a questo indirizzo

C’è chi perde il lavoro, chi lo aspetta da anni, chi lavora e non accetta ricatti e intimidazioni. Hanno chiamato la nostra l’epoca dell’incertezza, “liquida” nei valori e soprattutto nelle possibilità che offre all’individuo.

Pubblicando la storia di Isabella Conti, una sindaca che ha bloccato una colata di cemento nel proprio comune, iniziamo a raccontare le storie al femminile di chi reagisce a crisi, pericoli o semplici problemi della quotidianità. Saremmo felici di sapere come le nostre lettrici hanno reagito a un licenziamento o magari a una promozione, con quale ricetta affrontano la vita di ogni giorno, superano ostacoli o tentano comunque di non farsi sopraffare. Chi vuole, può scrivere all’indirizzo redazione@consumatrici.it. Se richiesto, la firma non verrà pubblicata.

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