Onde gravitazionali: cambia la fisica, Einstein ha ragione 100 anni dopo (video)

Cento anni dopo il suo annuncio, la scienza ha dato ragione a Albert Einstein e cambia la visione della fisica. La notizia, attesa da giorni, è stata lanciata oggi, giovedì 11 febbraio 2016.

Le onde le ha rilevate il Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), in Usa, e i dati sono stati analizzati dalle collaborazioni internazionali Ligo e Virgo. Nel video sotto il suono che le onde genererano e che è stato registrato dal Ligo.

C’è anche un pezzo d’Italia

Quest’ultima fa capo allo European Gravitational Observatory (Ego) fondato e finanziato da Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) dell’Italia e da Consiglio nazionale delle ricerche francese (Cnrs).

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L’annuncio dato a Cascina e il mondo del cinema e della musica

L’annuncio è stato dato oggi a Cascina (Pisa), dove si trova lo strumento Virgo. E – viene fatto notare sui social – che oltre ad Einstein, si dà così ragione (in termini più pop) Franco Battiato nella sua canzone “La cura” (nel video sotto), anche se nel testo si parla di “correnti gravitazionali”. Inoltre la cinematografia ha ripreso più volte il concetto. Tra questi “Punto di non ritorno”, “Contact”, “Doctor Who” e il notissimo “2001: odissea nello spazio” di Stanley Kubrick.

La scoperta, pubblicata online sulla rivista Physical Review Letters, in un articolo liberamente accessibile, e in altri 12 articoli sul sito ArXiv, è stata annunciata oggi contemporaneamente negli Stati Uniti e in Italia, a Cascina.

“È la prima rilevazione diretta delle onde gravitazionali” ed “apre un nuovo capitolo dell’astronomia”, ha detto all’Agenzia Ansa il coordinatore della collaborazione scientifica Virgo, Fulvio Ricci, presentando i dati.

Previste da Einstein 100 anni fa

Previste un secolo fa da Albert Einstein, le onde gravitazionali sono le increspature dello spazio-tempo generate da eventi cosmici violenti, proprio come le onde prodotte quando si lancia un sasso in uno stagno.

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L’avvertimento da due buchi neri

È stata la collisione tra due buchi neri avvenuta un miliardo di anni fa a provocare il primo segnale delle onde gravitazionali mai scoperto, rilevato dalle antenne dello strumento Ligo ed analizzato fra Europa e Stati Uniti dalle collaborazioni Ligo e Virgo, alla quale l’Italia partecipa con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Per la fisica è un risultato senza precedenti, doppiamente sorprendente perché, oltre a confermare l’esistenza delle onde gravitazionali, fornisce anche la prima prova diretta dell’esistenza dei buchi neri.

“Abbiamo osservato il primo evento in assoluto nel quale una collisione non produce dati osservabili, se non attraverso le onde gravitazionali”, ha detto all’Ansa il coordinatore della collaborazione Virgo, Fulvio Ricci. Tutto, ha aggiunto, “è durato una frazione di secondo, ma l’energia emessa è stata enorme, pari a 3 masse solari”.

 

Uno scontro nel cosmo a velocità impressionante

I due buchi neri formavano una ‘coppia’, ossia un sistema binario nel quale l’uno ruotava intorno all’altro. “Avevano una massa rispettivamente di 36 e 29 volte superiore a quella del Sole. Si sono avvicinati ad una velocità impressionante, vicina a quella della luce. Più si avvicinavano, più il segnale diventava ampio e frequente, come un sibilo acuto; quindi è avvenuta la collisione, un gigantesco scontro dal quale si è formato un unico buco nero. La sua massa è la somma di quelle dei due buchi neri, ad eccezione della quantità liberata sotto forma di onde gravitazionali.

 

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