Diventa mamma, la licenziano nel marketing e si reinventa pasticciera

Altro che tutela della maternità. Elisa Benedetto, quarantenne torinese, ha una bambina e, dopo tre anni come manager occupandosi di comunicazione e marketing, le viene dato il benservito. Ma lei non si arrende e si scopre per caso una pasticcera così richiesta da trasformare un’attività casalinga in un nuovo lavoro, in proprio stavolta.

“Resto incinta, verso di me risentimento”

La storia di Elisa la racconta TgCom24 nella rubrica “Di necessità virtù”, dove trovano spazio vicende personali che hanno portato a sconfiggere l’assenza del lavoro e la crisi. E la donna, rievocando la sua precedente vita professionale, dice: “Dal momento in cui ho comunicato la gravidanza, ho avuto un sentore di ‘risentimento’ verso di me, malgrado l’abbia comunicato praticamente al momento del test, abbia lavorato fino all’ultimo e sia rientrata quando mia figlia aveva 4 mesi”.

Alla ricerca di nuovo lavoro che non si trova

Rimasta senza l’impiego in un’azienda in cui lei era l’unica donna, Elisa Benedetto si prende cura della figlia fino a quando ha un anno e poi si mettere alla ricerca di nuova occupazione. Ma niente da fare, non salta fuori nulla. Allora, credendo in un primo momento di fare un semplice favore alle amiche, prepara una prima torta, poi un’altra e un’altra ancora perché i suoi dolci piacciono. Che sia una strada per superare la mancanza di entrare e di prospettive nel mondo del lavoro?

L’idea: l’atelier delle torte

La risposta è positiva ed ecco che, dopo corsi di specializzazione e d’aggiornamento che segue ancora, nasce L’atelier delle torte. “Creo pezzi unici su misura”, spiega Elisa, “torte, cupcakes, cakepops, biscotti, il tutto decorato secondo il mio estro e fantasia seguendo le richieste dei clienti, wedding cakes monumentali anche a 8 piani, pasticceria moderna e creativa seguendo sempre però ricette dal gusto tradizionale. Il tutto rigorosamente da sola”.

“Lavorare in proprio? Soddisfazioni e responsabilità”

E rigorosa lo è anche con gli obblighi di legge, sanitari e fiscali, sui quali si è informata mentre il budget per avviare la sua pasticceria, 30 mila euro, lo ha ottenuto con un finanziamento dopo aver redatto in business plan valutato efficace. “Ormai sono più di 3 anni che ho aperto il mio atelier”, afferma ancora, “e di soddisfazioni ne ho avute veramente tante, come le preoccupazioni, di arrivare a pagare tasse e Inps, affitto, bollette, il non portarmi mai a casa lo stipendio per paura di non poter far fronte a spese impreviste… Insomma lavorare in proprio è difficilissimo e pieno di responsabilità”.

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