Melegatti: 1,5 milioni di pandori sfornati, ma torna la cassa integrazione

L’immissione di denaro maltese proveniente dal fondo Open Capital Fund ha fatto tirare il fiato, la produzione è ripartita ed è stato sfornato un milione e mezzo di pandori. Ma la crisi alla Melegatti, nonostante il tam tam sui social per sostenere l’azienda dolciaria veneta, non è ancora scongiurata. Dalla settimana prossima, infatti, i lavoratori potrebbero finire in cassa integrazione.

I sindacati: “Richiesta spiazzante”

Lo racconta il Corriere della Sera riferendo di un incontro tra la società e i sindacati. Incontro nel quale la produzione potrebbe bloccarsi in questi giorni perché i pandori arriverebbero sugli scaffali troppo sotto Natale, quando sono già partiti gli sconti. “Non possiamo nascondere che questa nuova richiesta di cassa integrazione ci ha spiazzato”, ha detto Maurizio Tolotto della Fai Cisl di Verona.

“Grande senso di frustrazione”

“Contavamo”, ha aggiunto, “che i lavoratori potessero passare direttamente a lavorare per la campagna delle colombe pasquali. Vigileremo con grande attenzione sulle prossime scelte dell’azienda. Il fatto di lasciare tanti ordini insoddisfatti lascia anche ai lavoratori un grande senso di frustrazione”.

La Melegatti riparte: sfornato il primo pandoro per il Natale 2017, le notizie del 22 novembre 2017

Sembrava destinata alla chiusura o, per lo meno, a rischio c’era la produzione per il Natale 2017. Invece la Melegatti, la storica azienda del pandoro veronese, ha ripreso a sfornare i dolci per le festività nel suo stabilimento di San Giovanni Lupatoto, dove le linee di produzione sono ripartite.

Fondo da 6 milioni

È accaduto grazie i 6 milioni del fondo maltese Abalone. Con questa iniezione di denaro, saranno prodotti 1,75 milioni tra pandori e panettoni entro il prossimo 25 dicembre. Salvi quindi i lavoratori (90 fissi e 220 stagionali), che tornano a percepire gli stipendi dopo lo stop di pagamenti di dicembre.

Potrebbe riprendere la produzione nell’azienda che inventò il pandoro, le notizie del 7 ottobre 2017

La famiglia Turco, socia di minoranza della Melegatti, è intenzionata ad assumere il controllo dell’azienda dolciaria per portarla fuori dalla crisi e rilanciare la produzione dello storico marchio, fondato a Verona nel 1894. “Sono alla Melegatti da 40 anni, conosco uno per uno tutti i dipendenti e sono addolorato da questa situazione”, ha spiegato Michele Turco per annunciare l’intenzione di “prendere in mano la Melegatti e farla uscire dalla crisi”.

Brevettò il pandoro

L’azienda fondata 123 anni fa da Domenico Melegatti, che brevettò il pandoro, nel 2016 ha fatturato 70 milioni di euro, ma sta attraversando una pesante crisi finanziaria che ha provocato il blocco della produzione (i fornitori hanno fermato le consegne di materie prime) e la messa in cassa integrazione di 70 lavoratori diretti, che non ricevono lo stipendio da agosto e hanno proclamato lo stato di agitazione. L’azienda veronese solitamente occupa anche circa 250 lavoratori stagionali e produce dolci da ricorrenza e croissant nei due stabilimenti di San Giovanni Lupatoto e San Martino Buon Albergo.

Melegatti in crisi: niente stipendi, in pericolo la produzione natalizia, le notizie del 5 ottobre 2017

Niente pandoro Melegatti per Natale. Dopo oltre un secolo di storia, la celebre azienda dolciaria veronese rischia di saltare la produzione a causa di pesanti difficoltà finanziarie. “Siamo senza stipendio da due mesi, i fornitori non sono stati pagati e manca liquidità”, racconta un dipendente Melegatti all’Adnkronos, “in questo momento non si può produrre ed entrambi gli stabilimenti sono fermi”. Una fase d’impasse, dunque, scattata dopo diversi anni di criticità.

Sindacati in allarme già a settembre

Già a settembre i sindacati avevano manifestato “un’enorme preoccupazione” per le sorti dell’azienda attiva fin dal 1894 e da qualche anno alle prese con una “gestione deficitaria”. Una gestione che non è riuscita a tamponare la crisi, nonostante le misure adottate e i sacrifici dei lavoratori. A partire da turni 7 su 7 senza preavviso, contratti non coperti da completa retribuzione e condizioni di sicurezza insufficienti.

La mediazione del comune di San Giovanni Lupatoto

Una situazione difficile che non accenna affatto a migliorare. Melegatti sarebbe in ritardo con la produzione di almeno un mese e mezzo rispetto alla concorrenza. Per la prima volta in 123 anni, quindi, il pandoro potrebbe non essere presente sulle nostre tavole, peggiorando ulteriormente la situazione economica dell’azienda, considerando che il 70% del suo fatturato deriva proprio dalla produzione natalizia. Ma non è ancora detta l’ultima parola. La giunta comunale di San Giovanni Lupatoto, il Comune che ospita uno dei due impianti produttivi, tenterà di trovare una soluzione alla crisi insieme ai proprietari dell’azienda.

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