Modena, nude su Internet: “Fanno le prove come al Grande Fratello”

Il numero esatto è 63. Sono le studentesse minorenni che frequentano un liceo di Modena finite alla gogna perché le loro foto osé inviate a un gruppo privato di Whatsapp l’estate scorsa sono state poi diffuse su Internet. Ora parla una di loro, 15 anni, che dice al Resto del Carlino: Questa primavera ho avuto una storia con un ragazzo di 17 anni. Lui mi aveva chiesto quattro mie foto tra marzo e aprile. Gliele ho spedite: in quegli scatti non ero nuda, ma in maglietta e slip davanti allo specchio. Mi fidavo di lui. Poi ci siamo lasciati”.

Un amico la informa

Il motivo della rottura stava nel fatto che lei, dice, non voleva un maggiore impegno sentimentale con lui. Poi inizia la storia degli scatti hot in rete. “Un mio amico ha visto il link e, senza dirmi nulla, mi ha chiesto: ‘Perché l’hai fatto?”, racconta ancora la minorenne. “Io gli ho detto: ‘Ma le ho mandate a te?’. Lui ha risposto di sì. Ma io quelle foto le avevo date solo al mio ex. Il giorno dopo mio fratello e i suoi amici mi hanno mostrato un link dove c’erano le foto di una trentina di ragazze. Ho chiesto al mio amico come mai non mi avesse detto subito del link e lui si è scusato”.

I genitori non sanno nulla

Il link, da cui si raggiungono – ma non sempre – le foto delle ragazzine, è stato segnalato agli inquirenti. Intanto la ragazza spiega ancora che le altre hanno la sua età, tra i 15 e i 16 anni. E in merito ai genitori dice che loro ne sono all’oscuro. “Per ora lo sanno solo mio fratello e le mie amiche. Non dirò nulla per ora perché sono imbarazzata. La sto vivendo male. Ho fatto uno sbaglio, ma pensavo che le foto rimanessero private, per il mio ex. E non mi sento sicura: temo che qualcuno se ne impossessi, anche un pedofilo”.

Il magistrato: “Pubblicità pregiudizievole”

Sulla vicenda è intervenuta Silvia Marzocchi, capo della procura dei minori di Bologna: “La pubblicità data a queste vicende è di pregiudizio per le minori, ancor più perché avviene prima che l’autorità giudiziaria sia informata e possa individuare eventuali reati, e impartire le opportune direttive, anche a tutela delle persone offese”.

Nicoletti (Radio24): “Spogliarello per la popolarità”

Sulla vicenda è intervenuto il giornalista di Radio 24 Gianluca Nicoletti, divenuto noto per aver scritto un libro sul rapporto con il figlio autistico. Nel video (sopra), ha detto che i rete i contenuti osé vengono messi perché “cercano visibilità, con l’illusione di uscire dall’anonimato, di costruirsi una loro popolarità speciale. Vi meravigliate? Perché mai allora di tutti i reality della tv generalista nei siti di informazione e gossip fanno notizia solo i frame di situazioni hot? Le ragazzine vogliono, attraverso lo spogliarello su WhatsApp, essere come i morti di fama adulti, che alla fine davanti alle telecamere di programmi di successo fanno le stesse cose. Anche loro, come i divi in disarmo o aspiranti divi, cercano quella che sembra essere l’unica via per la celebrità”.

Modena, nude su Internet: “Facevamo a gara su chi aveva il seno più grande”, le notizie del 9 novembre 2017

Parlano, per ora, solo due delle 60 ragazze finite nude su Internet, dopo un gioco iniziato sugli smartphone e finito su Internet. E lo fanno con un cronista de Il Resto del Carlino che per primo ha lanciato la notizia.
“Lo abbiamo fatto – dice un delle due giovanissime finite senza mutandine sul web – un po’ per noia, un po’ per scherzo. Ci mostravamo a vicenda i seni per far vedere quanto erano abbondanti, e le parti intime, per paragonarci tra noi. Ci piaceva esibirci in questo modo. Ma non avremmo mai immaginato che quel materiale sarebbe uscito dalla chat”.
Però da ieri non solo è uscito, ma ne parla tutta Modena, bel oltre il web.

Un passatempo hot tracimato su Internet

 

Una sessantina di ragazze iscritte a un liceo di Modena aveva scelto un passatempo hot per trascorrere l’estate: scambiarsi, su un gruppo Whatsapp, selfie erotici, sia fotografie che video, accompagnate anche da didascalie esplicite. Tra queste, “sono sdraiata nel letto. Accontentami”. Un gioco, dunque, per quanto pericoloso e infatti, a poca distanza quel materiale, che avrebbe dovuto rimanere privato, ha iniziato a circolare su Internet.

Il fidanzato di una ragazza ha chiesto aiuto

I contenuti multimediali, scaricati da qualcuno che conosce le adolescenti, sono stati salvati e accompagnati da nome e cognome. Dunque sono stati rimessi di nuovo in rete, a iniziare dai compagni di scuola, forse da un giovane legato sentimentalmente a una delle ragazze. Facile, per le ritratte, venirlo a sapere e ad agire è stato il fidanzato diciassettenne di una studentessa. Il ragazzo si è rivolto all’associazione anti pedofilia “La Caramella buona” che, per il tramite del suo presidente, Roberto Mirabile (nella foto sopra), ha presentato denuncia alla polizia postale di Reggio Emilia.

Mirabile: “In rete pedofili e maniaci”

“La rete è setacciata da pedofili e maniaci in cerca di immagini di bambini e ragazzini che non esitano a scaricare, scambiarsi e vendere”, afferma Mirabile al Resto del Carlino. “Le ragazze sono riconoscibili e rischiano di essere contattate e ricattate da gente senza scrupoli. Meglio prendersi una sgridata dai genitori e magari qualche sonora punizione, ma coinvolgere la polizia per l’avvio di indagini e accorgimenti che possano tutelarle”. Dal canto loro le ragazze, che hanno cominciato a raccontarlo ai genitori, ora affermano: “Non dormiamo più. È un incubo”.

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