Polmonite: grave un uomo di 29 anni, dei 148 colpiti è il primo paziente giovane

Un uomo di 29 anni, bresciano, è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva del San Gerardo di Monza, attaccato alla macchina “Ecmo” per la pulizia del sangue, dopo aver contratto il batterio della legionella. Presentatosi con i sintomi classici della patologia al pronto soccorso di Gavardo (Brescia), il giovane è stato trasferito a Monza.

Le altre vittime tutte anziane

Il trasferimento è stato determinato dal fatto che la struttura del bresciano non sarebbe stata in grado di garantire il corretto trattamento della malattia. Le sue condizioni, a detta dei medici, sono gravi ma stabili. La prima settimana di ricovero sarà decisiva per poter sciogliere la prognosi. Finora i casi di legionella più gravi hanno riguardato persone in età avanzata. In questo caso invece si tratta di una persona di 29 anni che, proprio grazie alla sua giovane età, sembra aver maggiori capacità di reagire alle cure.

Un fascicolo della procura

Intanto la procura di Brescia ha aperto un’inchiesta sui casi di polmonite che si stanno verificando da giorni nella Bassa Bresciana Orientale. Sono i carabinieri del Nas a raccogliere i dati relativi ai contagi e sono in contatto con i vertici di Ats. Il numero dei casi di persone che si sono presentate in Pronto soccorso nelle ultime ore è aumentato, toccando quota 148.

Polmoniti a Brescia, assessore lombardo: “Potrebbe essere legionella”, le notizie del 10 settembre 2018

La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta ufficiale sui casi di polmonite che si stanno verificando da giorni nella Bassa Bresciana Orientale.
Sono i Carabinieri del Nas a raccogliere i dati relativi ai contagi e sono in contatto con i vertici di Ats. Il numero dei casi di persone che si sono presentate in Pronto soccorso nelle ultime ore è aumentato, toccando quota 148.

Assessore al Welfare: “Forse è legionella”

“Abbiamo la certezza che si tratti di polmonite batterica”: ha dichiarato, intanto, l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, parlando degli episodi di polmonite che si stanno registrando nel Bresciano. In quanto al tipo di batterio, nell’ultimo periodo “sono in aumento i casi di legionella e questo ci fa pensare che il batterio in questione sia proprio la legionella”.

 

Le notizie del 10 settembre

Continuano le indagini in Lombardia dopo i casi di polmonite segnalati nelle ultime ore e che hanno supwerato i 130.

“Stiamo facendo tutto ciò che è nelle nostre possibilità. Fra qualche giorno avremo i risultati dei campionamenti che sono già stati effettuati”: ha detto l’assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera, evidenziando che sono 138 gli accessi per polmoniti ai pronto soccorso dei presidi ospedalieri di Montichiari, Manerbio, Desenzano Del Garda, Gavardo (Brescia), Asola e Castiglione delle Stiviere e Mantova. Di questi 124 sono stati ricoverati, mentre dal punto di vista dell’accertamento diagnostico, sono 2 i soggetti risultati positivi per legionella.

A caccia del batterio

“Oltre ai due casi confermati – ha spiegato l’assessore – la stragrande maggioranza dei casi sottoposti ad una prima e tempestiva indagine diagnostica ha avuto esito negativo. Questa indagine non esclude comunque la presenza del batterio, pertanto verranno effettuati ulteriori approfondimenti. La ricerca eziologica, inoltre, si indirizza anche verso altri possibili cause”.

“Ferme restando le inchieste epidemiologiche in corso – ha spiegato inoltre Gallera – per identificare eventuali luoghi comuni di possibile esposizione, è stata effettuata una verifica con i gestori degli acquedotti dei comuni bresciani interessati, confermando che non vi sono interconnessioni strutturate fra gli stessi che giustifichino un interessamento dei differenti comuni”.

“In ogni caso – ha proseguito – sono in corso le analisi conoscitive su acqua potabile prelevata nei comuni con più casi, vale a dire Carpenedolo, Calvisano, Remedello, Montichiari, Acquafredda, e sono state date le informazioni di rito nei confronti del rischio legionella.

Fino ad ora sono stati eseguiti 52 campionamenti in tutto: 24 sulla rete idrica, ovvero in fontanelle pubbliche, serbatoi d’acqua e casette dell’acqua, e 28 in case private”.

 

 

Numeri da epidemia: le notizie del 9 settembre

Sono numeri da epidemia. E sono aumentati nelle ultime ore. Hanno superato quota 150 i casi di polmonite nella Bassa bresciana Orientale. Sei i comuni particolarmente interessati: Carpenedolo, Montichiari, Calvisano, Visano, Acquafredda e Remedello e 121 le persone che si sono recate in ospedale.

Accertamenti su due casi mortali

Sono stati disposti accertamenti sulle morti di un 85enne di Carpenedolo e di una 69enne di Mezzane di Calvisano, nel Bresciano, per valutare se i decessi siano collegati ai casi di polmonite che hanno stanno interessando la Bassa Bresciana Orientale. Disposta l’autopsia per chiarire le cause della morte.

Non è esclusa l’ipotesi di un batterio presente nell’acqua. I casi riportano alla mente l’emergenza legionella scoppiata a luglio a Bresso, comune dell’hinterland milanese.

“Dei 121 accessi al Pronto soccorso per polmonite 109 sono residenti o domiciliati nel territorio di Ats Brescia, 12 sono residenti o domiciliati in Ats Valpadana. Sul totale degli accessi, 107 sono ricoverati”, fa sapere la Regione Lombardia attraverso l’assessore Giulio Gallera. Anche l’Istituto Superiore di Sanità è coinvolto nel percorso di valutazione della situazione. Nel pomeriggio a Brescia si è tenuto un vertice tra Ats, l’agenzia di tutela della salute, e i responsabili degli acquedotti della Bassa bresciana per valutare il possibile collegamento tra i casi di polmonite e la presenza di un batterio nell’acqua. “Il personale di vigilanza del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria e del Laboratorio di Sanità Pubblica di ATS Brescia – ha spiegato Gallera – è impegnato nella verifica della rete idrica dei comuni interessati. In particolare i tecnici dell’Igiene stanno realizzando campionamenti delle acque potabili mentre il Laboratorio ha in corso analisi specifiche i cui esiti saranno disponibili nei prossimi giorni”.

Alcune norme da seguire secondo la Regione Lombardia

Nel frattempo da Ats è stata inviata una nota ai sindaci dei comuni bresciani interessati, con alcune norme da seguire in questa fase anche se è stato assicurato che “non esiste alcun tipo di rischio per l’utilizzo dell’acqua alimentare e non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell’attività nelle varie comunità, tra scuole e luoghi di lavoro”, sottolinea la Regione Lombardia. Tra le richieste fatte alla popolazione ci sono quelle di sostituire i filtri dei rubinetti o di lavarli con anticalcare, di lasciar scorrere l’acqua calda e poi la fredda prima di utilizzarla, allontanandosi dal punto di emissione dopo l’apertura dei rubinetti ed aprendo le finestre. Viene anche suggerito di portare la temperatura dell’acqua calda a 70-80°C per tre giorni consecutivi assicurando il suo deflusso da tutti i punti di erogazione per almeno 30 minuti al giorno. A luglio nell’hinterland milanese è scoppiata l’emergenza legionella: 52 i casi accertati, quattro le persone morte.

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