Marcia per i migranti: andiamo da soli scalzi sul bus o al supermercato, è più efficace

Non riesco ad andare alla marcia delle donne e degli uomini scalzi.

Sono una delle tante o dei tanti che vorrebbero ma non hanno tempo, non hanno testa, che non ce la fanno ad organizzarsi, che alle manifestazioni si sentono a disagio per quel di più di massificazione che ogni manifestazione comporta.

Gli slogan gridati tutti insieme mi mettono a disagio non meno delle preghiere recitate in chiesa tutti insieme…

Eppure è un’idea che mi piace e il sostegno dei migranti, che toglie calze scarpe a tante persone, è uno dei problemi che più mi appassionano in questo periodo.

Che fare? Proposta: andiamo scalzi al supermercato, in farmacia, a portare fuori il cane, alle riunioni di lavoro. Perché essere dalla parte dei migranti è più facile, quando si è tutti insieme in una bella manifestazione. Ma esserlo quando si è soli, per strada di notte. Esserlo quando hai la tua bella borsetta con i soldi appena ritirati al bancomat. Esserlo quando c’è uno grande e grosso accanto a te che abbaia: “Se ne tornassero al loro paese” lo è di meno.

Ecco, lancio per pigrizia e per coraggio messi insieme, una marcia individuale: ognuno, quando ha tempo, fa una cosa scalzo. Dobbiamo avere il coraggio di sostenere individualmente, senza la forza del gruppo, il nostro antirazzismo.

Avere la forza di andare a piedi scalzi nella propria via, sul proprio autobus, da Ikea, allo stadio (ma no, allo stadio no, che poi ti danno un pestone!).

Non facciamolo sempre, ma una volta. Avere, per una volta, il coraggio di sentirsi soli e diversi, circondati da gente che non capisce perché. Non capisce perché sei scalzo così come non capisce perché sei nero e sei venuto a cercare cosa, da noi che a malapena ci restano gli occhi per piangere?.

Magari non oggi, che a Roma piove. Va bene anche un altro giorno.

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