Alex Schwazer condannato a 8 anni, carriera finita, “Sono distrutto”

La sentenza del Tas è arrivata in Italia  a tarda sera ed è pessima. Alex Schwazer non solo non potrà garaggiare in questa Olimpiade, ma non potrà gareggiar come professionista mai più.

Come aveva chiesto la Iaaf è stato squalificato, infatti, a 8 anni di sospensione dall’attività aginistica per doping.

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Avvertono in molti come si tratti di una vera ingiustizia. Comunque è così. Alex, presente all’udienza come mostra la foto qui sopra,  ha detto solo “Sono distrutto”, poi è rimasto in silenzio per 45 minuti.

Sandro Donati: “Sabotaggio”

L’unico a parlare è Sandro Donati, amareggiatissimo allenatore di Alex: “Nell’udienza del Tas – spiega – abbiamo scoperto che il famoso controllo antidoping a sorpresa era stato pianificato e comunicato agli ispettori del prelievo 15 giorni prima! Una situazione incredibile, mettendo a rischio la riservatezza del controllo. Perché controllarlo il primo gennaio e non il 28 dicembre? Perché l’obiettivo era quello di effettuare tutto il primo gennaio, con il laboratorio chiuso, e con la possibilità di tenere la provetta un giorno intero prima di portarla a Colonia”.

Le “trame” della Iaaf per allungare i tempi

Donati rivela anche un retroscena sul mancato anticipo delle controanalisi. “In udienza, il direttore del laboratorio tedesco ha detto che la sua struttura sarebbe stata disponibile. Cosa che la Iaaf non ci ha detto per allungare i tempi e restringere il nostro diritto alla difesa”.

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Non resta che la giustizia penale

Ora prossima tappa sarà la giustizia penale. Il tentativo è chiaro: dimostrare che c’è stato un sabotaggio o una manomissione, affidarsi all’inchiesta delle procure di Roma e di Bolzano. Si comincerà con la richiesta dell’esame del Dna.

Donati parla, infine, del rapporto con le istituzioni sportive. “Devo parlare di eccezioni positive. Il presidente del Coni, il segretario e il vicesegretario generale ci sono sempre stati vicini. Per il resto, nulla”.

“Avrebbe vinto la 20 e la 50 chilometri…”

Infine un’amarissima considerazione: “Schwazer avrebbe vinto sia la 20 sia la 50 chilometri. Perché è un grandissimo campione ed è un atleta pulito”

 

È stato considerato recidivo

Il marciatore altoatesino è stato considerato recidivo. Per questo la sentenza è durissimo. Ora è appellabile soltanto presso un tribunale svizzero. Ma sarà una storia lunga, se sarà.

Nelle prossime ore, Schwazer rientrerà in Italia con Sandro Donati, l’allenatore “antidoping” che lo ha difeso tenacemente in tutte queste settimane e ha creduto in lui. Purtroppo invano.

Sconsolato l’allenatore Sandro Donati: “Hanno accolto in toto le tesi della Iaaf”.

Di rinvio in rinvio fino alla condanna

Un altro rinvio, un’altra beffa. Nessuna decisione, neppure ieri, per Alex Schwazer, che dovrà continuare ad allenarsi ma che già sa che – con ogni probabilità – salterà  la 20 km in programma per il 12 agosto. Dopo un’udienza interminabile, il Tas ha chiuso – infatti – l’ascolto delle testimonianze e ha promesso una decisione entro venerdì, che è lo stesso giorno della prima  gara.

 

I tre arbitri si prendono tempo

Ma, a conclusi gli interventi degli avvocati e finito l’ascolto delle testimonianze, i tre arbitri hanno deciso di prendersi un po’ di tempo e l’avvocato Bruno Sorcinelli, dello staff di Schwazer, ha comunicato che l’appuntamento per la “sentenza” è previsto “entro venerdì”.

 

La Iaaf ha chiesto 8 anni di squalifica

La Iaaf avrebbe insistito nella sua linea draconiana, chiedendo 8 anni di qualifica per un marciatore che ne ha già subit e socntati 4. Un’enormità, visto c he – anche nell’atletica e in gare prestigiose – sono in pista atleti che erano stati squalificati per doping, come il centometrista Gatlin. Due pesi e due misure, chissà perché da parte della Federazione internazione di atletica. Alex ha concluso la sua ennesima difficile giornata senza dire una parola.

Le notizie del 19 luglio

Non è ancora finita la tormentata vicenda di Alex Schwazer. Il Tas di Losanna ha respinto, infatti, stasera la richiesta dell’atleta di sospensiva del divieto di aprtecipare alle Olimpiadi, ma ha offerto un’udienza urgente per riesaminare tutta l’abbondante documentaizone che le parti hanno inviato al Tribunale dello sport. All’udienza dovrebbero partecipare entrambe le parti, cioé sia la Iaaf che il maratoneta.

Per il bolzanino e il suo allenatore Donati si tratta di una parziale vittoria, di cui però mancano ancora le conseguenze concrete, cioé il sì a Rio. Al momento decade per l’atleta anche la deadline per l’iscrizione alle Olimpiadi. Essa coinciderà con la decisione definitiva del Tas.

La squalifica in extremis della Iaaf: le notizie precedenti

Il peggio che si temeva, è arrivato. La Iaaf, la federazione internazionale di atletica leggera, ha sospeso con effetto immediato il marciatore azzurro Alex Schwazer. Niente Olimpiadi. L’altoatesino era risultato positivo ad un controllo antidoping effettuato a inizio anno e reso noto le scorse settimane. Secondo quanto si apprende, le analisi del campione B hanno confermato i risultati del campione A. Ciò significa che per Schwazer svanisce la possibilità di partecipare ai Giochi di Rio 2016.

La sospensione sarà impugnata

Ma il suo legale Gerhard Brandstaetter, ha subito annunciato: “Cercheremo immediatamente di impugnare la sospensione, probabilmente già lunedì”.

“A questo punto reagiremo immediatamente – dice l’avvocato Brandstaetter (nella foto sotto). È  triste vedere come la Iaaf abbia sospeso immediatamente Schwazer, senza riconoscere in alcun modo i passi che erano già stati fatti”.

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“Abbiamo in mano la prova che non si tratta di doping – ha aggiunto il legale – e che nella condotta di Schwazer tutto è stato regolare. C’è stato un intervento esterno sul prelievo, è evidente, già nel mese di maggio e ciò è estremamente grave”. “Ora ricorreremo contro la sospensiva con l’auspicio che si arrivi in tempo a stabilire la verità”, ha concluso l’avvocato.

L’allenatore Donati: “Un vile agguato”

Non avevamo il minimo dubbio della conferma delle prime analisi perché crediamo nel laboratorio di Colonia, ma questo non conta nulla perché si tratta di una positività costruita a tavolino in maniera ributtante. Alex Schwazer è un’atleta pulito vittima di un vile agguato”: afferma Sandro Donati, l’allenatore del marciatore altoatesino, una volta appresa la notizia della conferma della positività al testosterone del marciatore azzurro in merito ad un controllo fuori competizione effettuato nel gennaio scorso.

 

La Fidal altoatesina: “Frode benfatta”

Bruno Cappello, presidente della Fidal altoatesina, difende Schwazer a spada tratta: “Se è stata una frode – afferma – è chiaro che è stata una frode ben fatta”. “Lo difendo – precisa Cappello – e ciò perchè Alex si è messo nelle mani di Donati, che non è uno qualunque. Alex non può essersi dopato perchè ha accettato un protocollo severissimo, trasferendosi a Roma e pagando di tasca sua, come ha pagato di tasca propria anche parecchi controlli antidoping eseguiti su base volontaria”.

“È chiaro – dice ancora il dirigente sportivo – che anche dal timing della vicenda nascano dei sospetti, visto che l’esito dell’esame è stato comunicato a meno di un mese da Rio, con tempi evidentemente strettissimi per fare qualunque cosa”.

Durissima la prima reazione del marciatore: le notizie precedenti

Durissima reazione di Alex Schwazer alle nuove accuse di doping.

“Siamo di fronte a una vicenda sporca, di sicuro faremo subito una denuncia penale contro ignoti”. Così il legale di Schwazer, Gerhard Brandstetter (nella foto sotto), nella conferenza stampa in corso a Bolzano.

“Non possiamo accettare tutto questo – ha sottolineato – è ingiusto. Alex in questa vicenda non ha alcuna responsabilità, cercheremo di acclarare la verità. La vicenda è strana: una prova a gennaio negativa e a maggio dopo che ha vinto a Roma risulta positiva con sostanze anaboliche che nulla hanno a che fare con sport di resistenza.

 

“Qualcuno non mi vuole alle Olimpiadi”
“Qualcuno non vuole che io vada alle Olimpiadi, i tempi sono stretti, ma io andrò fino in fondo per chiarire tutto. Come 4 anni fa sono qui a metterci la faccia, ma oggi non ci saranno scuse perché non ho commesso alcun errore, allora ho sbagliato, stavolta no”. Così Alex Schwazer sul caso della sua nuova positività.

“Da un anno e mezzo con tanta fatica sto facendo di tutto con Sandro (Donati, un allenatore protagoniste della lotta al doping n.d.r,) per dimostrare che il mio ritorno sia pulito. È un incubo, la peggior cosa che mi poteva succedere ma giuro che si andrà fino in fondo”.

 

Le accuse emerse dalla Gazzetta del 22 giugno

Davvero assurdo! Secondo quanto riporta oggi la Gazzetta dello Sport, il marciatore Alex Schwazer, 31 anni, è stato trovato nuovamente positivo al doping. Già squalificato per uso di eritropoietina (epo) prima delle Olimpiadi di Londra 2012 e tornato a gareggiare l’8 maggio scorso, l’atleta altoatesino non avrebbe superato un controllo fatto a inizio anno durante la sua preparazione per il rientro. Il suo ritorno alla vittoria aveva fatto anche insospettire qualcuno, ma il suo nuovo allenatore, Sandro Donati, forte del suo rigoroso curriculum nella lotta al doping, aveva garantito per lui. Invece Alex – a quanto pare – ci è ricascato.

E ora addio alle Olimpiadi e, presumibilmente, anche allo sport attivo.

 

 

L’avvocato: “Accuse false e mostruose”, in giornata conferenza stampa

Immediata la reazione dell’avvocato Gerhard Brandstätter, legale di Alex: “Si tratta di accuse false e mostruose”. “Ora è successo quello che Alex ha sempre temuto, ma noi ci difenderemo e faremo causa”, ha aggiunto Brandstätter (nella foto sopra), annunciando in giornata una conferenza stampa.

Si terrà, a quanto si è saputo, alle 18 , all’hotel Laurin di Bolzano. Il marciatore parlerà affiancato dal suo coach, Sandro Donati. A questo punto è probabile che l’accusa di aver usato degli anabolizzanti verrà contestata.

E la linea l’anticipa il suo legale: “Tutta questa vicenda ci sembra illogica, dobbiamo capire che cosa sia successo, non capisco perché il test effettuato il primo gennaio abbia dato esito negativo e la stessa provetta ritestata il 12 maggio abbia dato esito positivo. Prima di fornire ulteriori aspetti dobbiamo parlarci tra di noi e capire che cosa sia accaduto”.

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