Alta velocità: addio agli abbonamenti, pendolari in rivolta

Italo (Ntv, Nuovo trasporto viaggiatori) l’ha già fatto e Trenitalia potrebbe farlo a partire dal 1° gennaio 2017. Si tratta della soppressione degli abbonamenti ai treni ad alta velocità, considerati dalle aziende ferroviarie “non remunerativi” e “improduttivi” perché portano via posti a sedere ai passeggeri che pagano le tratte a prezzo pieno.

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Circa 12.000 pendolari coinvolti

Alla vigilia di Ferragosto, il clima si incendia per un braccio di ferro tra pendolari – circa 12.000 quelli coinvolti – e società di trasporto. Coinvolte soprattutto alcune tratte, come la Torino-Milano, la Reggio Emilia-Milano, la Bologna-Firenze, la Roma-Napoli e la Napoli-Salerno. Non bastano, infatti, cifre che vanno su determinati percorsi dai 203 ai 417 euro al mese per avere diritto a un viaggio sulle linee veloci.

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Le avvisaglie un anno fa

“La questione ha cominciato a complicarsi un anno fa quando Trenitalia ha palesato la necessità della prenotazione obbligatoria del posto per questioni di sicurezza”, spiega al Corriere della sera, Leonardo Pellegrini, portavoce del comitato Torino-Milano che ha presentato un esposto al Tar piemontese. “Al momento l’ipotesi è però rimasta sulla carta, perché quasi mai c’è posto per tutti gli abbonati”.

Scende in campo anche Federconsumatori

Sulla vicenda è intervenuta anche Federconsumatori, ma i tagli non sembrano fermarsi. Infatti sulla Venezia-Milano stanno per esempio scomparendo i Frecciabianca, meno cari, a favore dei Frecciarossa, più esosi, senza che ci siano certezze per i pendolari. Ntv, al momento, ha mantenuto gli abbonamenti solo sulla Roma-Napoli e sulla Bologna-Milano. Niente per tutto il resto, in attesa della decisione di Trenitalia.

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