Insolazione, l’esperto: “Ecco come si può intervenire”

Torna l’estate, periodo ideale per i patiti della tintarella. Stare al sole in effetti è piacevole, sia per il fisico sia per il tono dell’umore. Attenzione, però: esagerazioni e comportamenti non corretti possono avere sgradite conseguenze e portare a quella che comunemente viene definita “insolazione”.

Di cosa si tratta e i sintomi

“Questo termine, in realtà improprio, indica genericamente lo stato di malessere provocato da un’esposizione intensa e prolungata ai raggi solari”, commenta Riccardo Ristori (nella foto sopra), medico di pronto soccorso e 118 a Livorno e direttore scientifico della Salvamento Academy. “I sintomi possono andare, a seconda della situazione, dal semplice crampo alla perdita di coscienza (sincope da calore). Si possono avere inoltre: mal di testa, nausea, senso di spossatezza, dolore e affaticamento alle articolazioni, ipertermia, oltre che, naturalmente, scottature e comparsa di bolle sulla pelle”.

Cosa fare nella pratica

Che cosa bisogna fare in questi casi? “Mettere la persona all’ombra, rinfrescarla con asciugamani bagnati (anche con la stessa acqua di mare), se possibile applicare del ghiaccio specialmente in questi punti strategici: ai polsi, ai lati del collo (per rinfrescare le carotidi e quindi il capo), alle ascelle, ai lati dell’inguine (per rinfrescare le arterie femorali), alle caviglie”, afferma il medico. “Solo se la persona è pienamente cosciente, si può anche dare da bere, purché a piccoli sorsi e liquidi non freddi (altrimenti si rischia il vomito). Un controllo medico, anche una volta superato l’attacco acuto, sarebbe comunque sempre opportuno”.

Comportamenti da evitare

Un comportamento particolarmente a rischio? La classica partita a pallavolo (o qualsiasi altra attività sportiva) praticata nell’ora di punta sulla spiaggia. Ma anche l’addormentarsi durante il bagno di sole può essere molto pericoloso, dato che si perde la cognizione del tempo. “Vale sempre la pena ricordare anche quelli che sono i comportamenti corretti”, osserva Ristori. “E cioè utilizzare creme con filtri solari adeguati (la cosa migliore è applicare la crema a casa e poi rimetterla in spiaggia ogni due ore circa o comunque ogni volta che ci si bagna); proteggersi con cappello e occhiali da sole; evitare le ore centrali della giornata. Particolare attenzione va riservata ai bambini: è proprio nell’età pediatrica, infatti, che una protezione solare non adeguata espone in modo significativo al rischio di sviluppare un melanoma in futuro”.

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