Insonnia: d’estate aumenta, come combatterla

L’insonnia interessa circa il 9% della popolazione italiana con una prevalenza sul versante femminile. Il dato emergente rispetto al passato è che, negli ultimi anni, il disturbo è in aumento soprattutto nelle fasce dei più giovani: “Succede perché spesso i ragazzi non hanno rispetto del proprio sonno, dormono in modo un po’ strampalato e questo finisce col generare una vera e propria insonnia”, spiega il professor Luigi Ferini Strambi, primario di neurologia del Centro del sonno dell’ospedale San Raffaele di Milano.

I criteri per definire l’insonnia

Quali sono i criteri per definire l’insonnia? “Si parla di insonnia quando il problema comincia ad avere ripercussioni negative durante la giornata (sonnolenza, apatia, mancanza di concentrazione) si manifesta per almeno tre giorni a settimana e per almeno tre mesi”, afferma lo specialista. “Il disturbo può presentarsi in diversi modi: con difficoltà al momento dell’addormentamento, frequenti risvegli durante la notte oppure risveglio precoce al mattino”.

Esistono anche i brevi dormitori

Gli insonni vanno distinti da quelli che vengono chiamati “brevi dormitori”: “Questi ultimi sono persone che dormono soltanto 3-4 ore per notte, ma in questo breve lasso di tempo riescono a trarre il giovamento che altri guadagnano in 7-8 ore”, dice il professor Strambi. “Semplicemente, hanno un’esigenza di sonno ridotta e questa piccola quantità è per loro sufficiente”.

Problemi più frequenti d’estate

Generalmente, in estate è più facile avere problemi di insonnia: “Le cause di frammentazione del sonno sono più numerose”, spiega il professor Ferini Strambi. “Il caldo, i rumori che entrano dalle finestre aperte, il fatto che magari si esce di più la sera e ci si corica più tardi sono tutti elementi che possono influenzare negativamente la qualità del nostro riposo notturno. E se il comportamento non adeguato si protrae, il disturbo di sonno può diventare persistente, trasformandosi in insonnia”.

L’influenza dello stile di vita

Rivedere il proprio stile di vita è la prima cosa da fare. “Le regole per dormire bene sono semplici: cercare di essere regolari nel coricarsi e nell’alzarsi al mattino, non abbuffarsi a cena, evitare le fonti luminose, come lo schermo del computer”, osserva lo specialista. “Anche l’attività fisica non andrebbe praticata oltre le 19-20”.

Alla ricerca di una terapia

Se il problema persiste, è bene chiedere consiglio al proprio medico di famiglia, che eventualmente indirizzerà verso uno specialista. “La terapia adeguata può risolvere il problema immediatamente”, afferma l’esperto. “Soprattutto, può evitare che si cada in quel fenomeno che noi medici chiamiamo ‘condizionamento negativo’: non si riesce a dormire per una notte, due, tre e alla fine si resta svegli per la paura di non riuscire a dormire. A volte è così che l’insonnia diventa cronica”.

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