Tamara: celebrati i funerali, la Procura apre un’inchiesta sulle offese web ai genitori

La Procura della Repubblica di Arezzo ha aperto un fascicolo sulle offese apparse sulle pagine Facebook di Ilaria Naldini e del marito Adriano Rossi i genitori della piccola Tamara, la bimba morta dopo essere stata lasciata dalla madre nell’auto posteggiata al sole davanti al comune di Castelfranco di Sopra.

Il pm Andrea Claudiani, che conduce le indagini insieme al procuratore Roberto Rossi, vuole appurare chi si è nascosto dietro ai “nickname” utilizzati per offendere i coniugi tanto da costringerli a chiudere entrambi i loro profili social.

Ad esaminare i messaggi gli uomini della polizia postale di Arezzo. C’è da dire, comunque, cpme può testimoniare la pagina Facebook di Consumatrici.it che, assieme alle offese, nettamente in minoranza, ci sono molte parole di sostegno per Ilaria Naldini e di cordoglio per la piccola Tamara, con l’invito che si ripete costantemente: “Riposi in pace”.

 

I funerali il 10 giugno in forma privatissima

Soltanto parenti e amici. I genitori non hanno voluto vedere nessun altro. Meno che mai fotografi e telecamere! La chiesa è stata tenuta segreta. Così, nel massimo riserbo, sono stati celebrati in mattinata – in forma strettamente privata – i funerali di Tamara (che tutti hanno chiamato Tatiana fin dal primo momento, forse per celarne l’identità), la bambina morta mercoledì a Castelfranco. “Riposa con gli angeli”, è la frase che hanno lasciato trapelare i genitori della piccola.

Intanto ieri sera a Terranuova si era tenuta, alla “chiesa nuova”, una veglia in ricordo di Tamara.

Lutto cittadino, annullata la “Notte bianca”

A Terranuova è stato proclamato per oggi il lutto cittadino, ieri è stata annullata 2la Notte bianca”.  “L’amministrazione comunale e tutti i dipendenti ” affranti per la tragedia che ha colpito la collega Ilaria, si uniscono al suo dolore e a quello dei familiari – fa sapere il giovane sindaco Sergio Chienni (nella foto sopra) – la nostra città è stata colpita da un grave lutto, un dolore infinito.  Chi conosce Ilaria sa quale è la sua dedizione verso la famiglia e verso la comunità. Questo è il momento del silenzio e della vicinanza a tutti i familiari della piccola. È difficile anche solo immaginare la disperazione che stanno vivendo. Ci stringiamo intorno a loro e faremo tutto il possibile per stargli vicino”.

 

L’autopsia: colpo di calore

È stato un colpo di calore. E sarebbe bastata un’ora di sole a picco per uccidere la bambina di 16 mesi. Per il resto, l’autopsia eseguita il 9 giugno ha accertato che Tatiana non aveva alcuna patologia particolare:  lo confermano gli esperti di medicina legale di Siena. C’è da pensare, insomma, che sarebbe stato dunque il calore sviluppatosi nell’abitacolo – in un’ora in particolare, quando il sole era a picco sulla piazza –  ad essere mortale. La mamma, Ilaria Naldini, ora indagata per omicidio colposo, era convinta di aver lasciato la bambina all’asilo, come tutti i giorni.

Il referto dell’esame autoptico è già stato depositato in procura ad Arezzo.

Chiusi i profili Facebook per gli insulti

Intanto Ilaria Naldini ha dovuto chiudere il suo profilo Facebook, per colpa degli insulti di ogni genere che si aggiungevano al dolore per la morte della figlia.  La signora ha deciso la cancellazione completa dle profilo. Anche il marito, Adriano Rossi, ha fatto la stessa cosa. Gli sciacali non mancano neanche nelle situazioni più dolorose.

 

È stata la sinfrome di amnesia dissociativa? Le notizie del 9 giugno

Ilaria Naldini ha dimenticato la piccola Tatiana (nella foto sotto) in auto per effetto di una “sindrome da amnesia dissociativa”? La segretaria comunale sarà sottoposta presto a un esame psichiatrico per capire se, nel momento in cui ha dimenticato la bimba, potesse essere stata colpita da amnesia dissociativa come ipotizzano i sanitari.

 

Secondo alcune testimonianze raccolte nel corso delle ore, Ilaria Naldini sarebbe uscita dal lavoro per la pausa caffè e, sicura di aver portato la bambina al nido, si sarebbe a prendere il pane fornaio senza più gettare un occhio alla sua Ypsilon, che aveva parcheggiato poco lontano.

Ma se fosse confermata l’amnesia dissociativa, la mamma diventerebbe non punibile, in base all’articolo 42 del codice penale: nessuno può rispondere di un reato di cui non aveva coscienza. L’ipotesi è che la giovane segretaria comunale mercoledì – quando è uscita di casa – la coscienza della presenza in auto della figlia potrebbe averla persa di colpo.

Accertarlo, però, tocca a uno specialista. uno psicologo o uno psichiatra. Probabile, dunque, che presto il Pm Claudiani si affidi alla perizia di un esperto. Se dovesse arrivare la conferma della sindrome dissociativa, si andrebbe probabilmente verso una richiesta di archiviazione.

Oggi, intanto  all’ospedale della Gruccia – sarà effettuata l’autopsia per stabilire le cause del decesso della bambina. A eseguirla l’equipe di medicina legale di Siena.

Esclusa l’ipotesi di abbandono: le notizie dell’8 giugno

Ilaria Naldini, la mamma di 38 anni che ha ieri dimenticato la figlia Tatiana in auto causandone la morte, vive a Terranuova Bracciolini. Chi la conosce la descrive come una madre “attenta e premurosa” e come “molto affidabile” sul lavoro. Invece ora è indagata per omicidio colposo.

Il Pm che segue il tragico caso, Andrea Claudiani, ha escluso – invece – l’ipotesi d’accusa di abbandono di minore non avendo rilevato, dalla ricostruzione dei fatti, alcun dolo nell’operato della donna.

Un po’ di tempo fa sulla sua pagina Facebook, Ilaria (nella foto in basso) aveva pubblicato un articolo di un quotidiano dal titolo “Maternità e lavoro perché le donne non ce la fanno più”, che può essere significativo per la tragedia che si è verificata ieri.

Ilaria Naldini e Adriano Rossi proprio oggi avrebbero festeggiato i 3 anni di matrimonio.

 

“Non l’ho vista nella macchina”, domani l’autopsia

L’esame autoptico sul corpo della piccola è stato fissato per domani – venerdì 9 giugno – nell’ospedale valdarnese della Gruccia. La madre ieri è stata ascoltata dai carabinieri e dal magistrato fino alle 21.Sono stati ricostruiti, in particolare, gli attimi che l’avrebbero portata a dimenticare la bambina in auto anziché accompagnarla al nido.

Tutti i soccorsi sono stati inutili. Disperata e sotto shock Ilaria Naldini, la mamma: “Non l’ho vista. Pensavo di averla lasciata all’asilo”.

 

 

Tatiana era figlia unica

Il sostituto procuratore di Arezzo, Andrea Claudiani, si è recato, ieri pomeriggio, per Castelfranco di Sopra per ascoltare la mamma trentottenne della bambina morta in auto nel paese dell’aretino. La donna, che è segretario comunale di Castelfranco-Piandiscò, è stata sentita nell’immediatezza dei fatti anche dai carabinieri. Ascoltati anche alcuni testimoni. Oltre alla mamma, i carabinieri hanno sentito anche alcuni testimoni e il padre della piccola, che era figlia unica.

Interrogata fino a tarda serata

Claudiani è rimasto nella caserma dei carabinieri di Castelfranco di Sopra fino a tarda serata. La mamma, accompagnata dal marito Adriano Rossi e dall’avvocato Andrea Frosali, avrebbe confermato di essere stata convinta di aver portato la piccola al nido. In tarda serata la coppia è rientrata a casa.

Il pm valuta l’omicidio colposo

Il pm, secondo quanto si apprende, starebbe valutando l’ipotesi d’accusa a carico della trentottenne che dovrebbe essere omicidio colposo e affiderà l’incarico per l’esame autoptico sul corpo anche se, stando ai sanitari che hanno cercato di rianimare la bambina, è quasi scontato che sia passata dal sonno alla morte.

La morte arriva a 16 mesi: le notizie del 7 giugno

Era convinta di averla portata all’asilo. Invece se l’era dimenticata in auto. Così la piccola Tatiana Rossi, di 16 mesi, è morta nel pomeriggio di oggi per arresto cardiaco, dopo essere rimasta alcune ore chiusa al sole nell’auto della madre, Ilaria Naldini, segretaria comunale a Castelfranco e in altri centri del Valdarno.

La tragedia è avvenuta a Castelfranco di Sopra (Arezzo). La bambina sarebbe stata già in arresto cardiaco quando è stata trovata proprio dalla mamma, entrata in macchina per metterla in moto, in piazza Vittorio Emanuele, una spianata senza un filo d’ombra (nella foto in basso).

 

Inutile anche l’elisoccorso

Immediatamente soccorsa da alcuni passanti con il defibrillatore e successivamente dai sanitari del 118 che avevano anche attivato l’elisoccorso Pegaso, la piccola non ce l’ha fatta ed è morta. Gli addetti del 118 confermano, anche in base alle testimonianze raccolte, che la bambina sarebbe stata dimenticata dalla mamma, che è una dipendente del Comune di Castelfranco.

Voleva lasciarla all’asilo, poi…

La signora sarebbe uscita stamani con a bordo la bimba e l’intenzione di lasciarla come tutte le mattine all’asilo ma, questa sempre una prima ricostruzione, sarebbe andata, invece, al lavoro.

Sarebbe stata roprio  la mamma, che lavora al comune di Castelfranco di Sopra, all’uscita dal lavoro, dopo le 14, a trovare la piccola che ha 16 mesi, morta nell’auto su cui era stata lasciata. Lo raccontano alcuni abitanti della piazza dove era parcheggiata la Lancia Ypsilon.

I testimoni: “Un urlo straziante”

“Abbiamo udito un urlo straziante”, dice chi abita sulla piazza e in quel momento era a pranzo a casa. “Nessuno prima si era accorto di niente e la bimba è rimasta nella vettura al sole per ore”. L’auto era stata parcheggiata di fronte al Comune.

 

Chiusa in auto dalle 8 alle 14

La piccola è rimasta in auto, con i finestrini chiusi, per tutta la mattina, dalle 8 circa fino alle 14 quando la madre è uscita dal lavoro. Il primo soccorso è stato dato alla bimba da chi era presente al ritrovamento, grazie al defibrillatore del comune. Poi, come raccontano alcuni testimoni, sono subito arrivati i soccorsi, ambulanza con il medico a bordo e l’elicottero Pegaso, ma purtroppo per la piccola non c’è stato niente da fare

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto