In coma dopo il parto: l’anestesista non voleva essere disturbata

È in coma, in stato vegetativo, da quasi 2 anni, dalla notte del 6 maggio 2014, perché dopo il parto aveva sofferto di un deficit d’ossigeno che ha provocato danni neurologici gravissimi. Non si sveglierà Caterina Viscomi (nella foto di apertura), ricoverata all’ospedale Sant’Anna di Crotone (sotto), perché il volume dello strumento che doveva misurare la saturazione dell’ossigeno nel sangue era stato posto in modalità manuale invece che meccanica. Così avrebbe voluto l’anestesista Loredana Mazzei, che faceva abbassare il volume di queste attrezzature nella sala operatoria all’ospedale Pugliese di Catanzaro perché la infastidivano.

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Indagini da approfondire

Sulla vicenda era stata aperta una prima inchiesta, poi archiviata, e nel frattempo l’anestesista è morta, ma il marito di Caterina, Paolo Lagonia, attraverso il suo avvocato Giuseppe Incardona di Palermo, ha chiesto che le indagini proseguano e a lui ha dato ragione il gip di Catanzaro che ha rinviato gli atti alla procura. E da qui emergono dettagli sulla dottoressa Mazzei.

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Nel 2012 fu allontanata dal Bambin Gesù di Roma

A ricostruirli è il Corriere della sera che parla di “misticismo esasperato” che aveva fatto chiedere a fine 2012 al primario dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, Fabrizio Gennari, che la “dottoressa Mazzei non venga più assegnata la conduzione di nessuna delle sedute operatorie afferenti al Centro di chirurgie pediatriche”. Ne seguì un procedimento disciplinare poi archiviato, ma con obbligo che “in sala operatoria doveva andarci con un ‘tutor’, come ‘supporto psicologico'”.

Una collega: “È emotivamente instabile”

E ancora una collega, la rianimatrice Annamaria Grandi, il 30 giugno 2014, l’aveva descritta così: “La Mazzei è emotivamente instabile. Un giorno eravamo entrambe di turno in chirurgia pediatrica e lei, dopo aver preso in braccio un bambino per portarlo in sala operatoria, si inginocchiò davanti ai genitori dicendo: ‘Siamo tutti nelle braccia degli angeli'”.

L’immagine della Madonna su un neonato

Oppure aveva detto Antonio Raffaele Billa, medico di ostetricia e ginecologia: “La dottoressa mentre si trovava in servizio nel reparto di chirurgia pediatrica, prima di un intervento, ha poggiato una immaginetta della Madonna sul petto di un bambino e ha invitato la madre a pregare prima dell’intervento, dicendo che se fosse andato male, la Madonna avrebbe portato il figlio in cielo così diventava un angelo”.

Disposte nuove perizie

Dopo che Caterina Viscomi era finita in stato vegetativo, Loredana Mazzei, il 12 luglio 2014, era stata indagata dal pubblico ministero Emanuela Costa. Non venne però mai interrogata e 6 mesi dopo morì per cause naturali. Oggi il marito di Caterina, Paolo Lagonia, dice: “Le indagini non fanno passi avanti e che ci sono altri medici, in concorso con la Mazzei, che dovrebbero rispondere del danno neurochirurgico subito da mia moglie”. E cosi la pm di Catanzaro Debora Rizza ha già chiesto nuove perizie.

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