Bambini: La piccola grande guerra

La guerra, quella Grande, come è stata chiamata, fu brutale, sanguinosa, inumana. Come è una guerra. Sempre. Il distacco, l’attesa, l’angoscia, la paura, la sofferenza segnano la vita di chi è coinvolto. Nessuno si salva da questo tormento e dallo scandalo della tenerezza azzerata.
In “La piccola grande guerra” (Lapis, 32 pagine, euro 14,50), la vicenda si apre su una bella vita quotidiana, dove c’è una casa tranquilla, un padre affettuoso e un bambino che  gioca coi soldatini.

Quel padre sta per andare via. Chiamato nell’esercito, indosserà una divisa, imbraccerà un fucile, vivrà in trincea, uscirà allo scoperto per combattere, rischiando la vita…

 

La tregua e la salvezza

Il bambino, rimasto a casa, giocherà alla guerra coi suoi soldatini ma, proprio il gioco e un particolare soldatino, lo spingono a cercare la tregua prima, la salvezza dopo: per il soldatino e per suo padre.
Sebastiano Ruiz Mignone racconta con levità una realtà brutale, componendo una parabola che si schiera dalla parte della pace e dei bambini. E che fa dei bambini gli attori fondamentali della salvezza degli adulti, sia dalla guerra che dalla disumanizzazione. Intense e bellissime le tavole di David Pintor, costruiscono i quadri di una storia coinvolgente.

Dai 6 anni.

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