Extravergine: arriva il marchio “italiano al 100%”, oggi la presentazione

La concorrenza è sempre più forte. I prezzi dell’olio di oliva salgono in tutta Europa e l’esecutivo Ue propone un incremento del contingente di olio di oliva a dazio zero dalla Tunisia. In Italia – scrive l’esperta Monica Rubino su Repubblica.it –  i piccoli produttori italiani (oltre 700.000 aziende) lanciano una nuova iniziativa per difendere l’extravergine di qualità made in Italy.

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Arriva un super-contrassegno

Si tratta di un “super contrassegno” che si aggiunge alle indicazioni obbligatorie già in etichetta e certifica l’olio extravergine 100% italiano. “Uno strumento in più per i consumatori per mettersi al riparo dalle frodi, che colpiscono sempre più di frequente questo prodotto e sottraggono al settore 1,5 miliardi di euro all’anno”, ribadisce la Rubino.

Non è stato ancora varato, oggi la presentazione a Roma

L’annuncio è stato dato dal Cno (Consorzio nazionale degli olivicoltori) che, con l’appoggio di Cia (Confederazione italiana agricoltori) e Poligrafico e Zecca dello Stato, ha messo a punto il bollo speciale che ricorda quelle già esistenti per il vino.

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Il marchio, però, simile a quello che vedete nell’immagine qui sopra, non ha ancora ricevuto il sostegno né del ministero delle Politiche agricole e di quello dello Sviluppo economico: “Non ci hanno dato il loro imprimatur – spiega ancora la Cia – forse per ostacoli tecnici o di natura politica, non lo sappiamo con certezza. Speriamo che la presentazione ufficiale del progetto (che si tiene oggi, giovedì 11 febbraio a Roma) sia l’occasione per avere anche il loro appoggio e chiudere il cerchio”.

È già arrivata la prima risonanza magnetica per l’extravergine

Arriva la prima risonanza magnetica per l’olio che ha lo scopo di per smascherare gli extravergine fasulli. La novità è stata presentata da Coldiretti nel corso della Giornata nazionale dell’extravergine italiano e lo strumento è stato realizzato dal gruppo di ricerca del laboratorio di chimica generale e inorganica del dipartimento di scienze e tecnologie biologiche e ambientali dell’università del Salento.

A caccia della reale identità dell’olio

Il dispositivo, messo a punto dallo staff guidato da Francesco Paolo Fanizzi, che si occupa di caratterizzazione di oli extravergine di oliva (blend e monovarietali) e utilizza la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (Nmr), in combinazione con l’analisi statistica multivariata, per scoprire la reale identità dell’olio di oliva e mettere in luce le frodi. Il campione di olio viene diluito in cloroformio deuterato e trasferito in un tubo per la risonanza magnetica nucleare, dove viene analizzato nello spazio di una decine di minuti.

Sotto osservazione le caratteristiche dell’olio

In pratica, la Tac “fotografa” – spiega la Coldiretti – tutto quello che c’è dentro l’olio, creando un’immagine visualizzata su un monitor. Qui il campione viene confrontato con quelli contenuti nel database di riferimento, dove sono presenti le differenti varietà di oli italiani, per capire se ha le stesse caratteristiche oppure no. Utilizzando sia la varietà della pianta che la provenienza geografica come discriminante, è oggi dunque possibile compiere un’analisi più approfondita del prodotto in relazione alla propria origine geografica.

Coldiretti: “Garantire il made in Italy”

“Si tratta di un’innovazione tecnologica che sostiene la battaglia che stiamo portando avanti per garantire la trasparenza dell’olio made in Italy”, ha commentato il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel ricordare che l’attività di controllo da parte delle forze dell’ordine ha portato nel 2014 a sequestri per 10 milioni di euro, grazie a oltre 6 mila controlli sul comparto da parte dell’ispettorato repressione frodi.

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