Bossetti scrive al Tgcom24: “Non ho mai fatto male a nessuno”

Dopo la decisione del gip di Bergamo Ezia Maccora, Massimo Bossetti, il muratore in carcere dal 16 giugno del 2014 perché accusato dell’omicidio della piccola Yara Gambirasio, ha preso carta e penna e ha scritto alla redazione del Tgcom24 per professare ancora una volta la sua innocenza.

Lo sfogo del muratore: “Sono Innocente”

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“Sono prostato [sigh] di fronte a tanta ingiustizia”, esordisce nelle poche righe fatte recapitare alla testata Mediaset, e aggiunge: “Ogni giorno subisco una cattiveria senza limiti e con me tutta la mia famiglia. Non ho mai fatto male a nessuno, ho sempre vissuto amando mia moglie e i miei figli, ai quali dico ancora una volta con tutta la forza che ho dentro che sono Innocente. È diventata per me una ragione di vita, non mollerò mai fino alla fine. Sono Innocente, vi prego di credermi”

L’errore di grammatica, ma soprattutto l’iniziale maiuscola della parola “innocente” sono frutto dello sfogo di Bossetti che si è visto respingere l’istanza della difesa che chiedeva la scarcerazione sulla base della mancata corrispondenza tra il Dna mitocondriale e quello nucleare. Per il gip c’è il pericolo di reiterazione del reato. La vicenda, comunque, è più tormentata di quanto appaia, perché finora non c’è la prova che inchioda l’accusato, mentre i suoi difensori parlano di altre piste non battute dagli inquirenti.

Le ragioni dell’accusa

L’accusa porta a suo favore i file anche recenti ritrovati nel computer di Bossetti che riguardano minori e la testimonianza d’una donna che ha detto d’averlo visto l’estate prima dell’omicidio di Yara con una ragazzina fuori dalla palestra di Brembate. Secondo il giudice Maccora, inoltre, non è scalfita dalle motivazioni della difesa la validità del Dna nucleare attribuito al muratore trovato sul corpo di Yara. Un indizio che non è messo in discussione dal fatto che non sia riconducile a Bossetti quello mitocondriale riscontrato nei reperti piliferi analizzati dai consulenti. Infatti il Dna mitocondriale, come sostenuto dalla Procura, non è “identificativo” di un soggetto. Tra le motivazioni del gip c’è anche il fatto che rimangono i gravi indizi di colpevolezza per Massimo Bossetti e, alla luce di quanto depositato di recente dal pm, si è ampliata la gravità degli indizi nei suoi confronti.

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