La Wada chiede la squalifica per 2 anni di tutti gli atleti russi

Decisione clamorosa dell’Agenzia anti-doping. La Wada ha chiesto ieri alla Federazione internazionale di Atletica leggera (Iaaf) a sospendere tutti gli atleti russi per 2 anni da ogni competizione di atletica leggera e ha accusato il governo russo di “intimidazioni dirette” nei confronti del laboratorio antidoping di Mosca.

Se la richiesta fosse accettata, la Federazione russa di atletica non potrebbe partecipare alle Olimpiadi di Rio.

Sono alcune delle accuse choc di un Rapporto di una commissione d’inchiesta dell’ Agenzia antidoping mondiale. È stata anche chiesta la squalifica a vita della Savinova, vincitrice dell’oro negli 800 metri delle Olimpiadi di Londra e della Poistogova, bronzo nella stessa gara.

Se la squalifica fosse deliberata, la radiazione assegnerebbe l’oro alla sudafricana Semenya, l’argento alla keniana Jelimo e il bronzo alla statunitense Johnson-Montano.

Nella foto il podio degli 800 di Londra: da sinistra la sudafricana Semenya, argento, al centro la russa Marya Savinova, oro, a destra Ekaterina Poistogova, medaglia di bronzo. Nella foto di apertura le due russe che festeggiano alle Olimpiadi di Londra subito dopo l’arrivo.

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L’accusa: 1.417 test manipolati

Il report della Wada accusa il direttore del laboratorio di Mosca, Grigory Rodchenko. di aver distrutto 1.417 test per evitare che l’inchiesta potesse scoprire la truffa. Le disposizioni sarebbero partite direttamente da Vitaly Mutko, ministro dello Sport.

Inoltre alla periferia di Mosca è stato creato un laboratorio-ombra dove i test venivano controllati prima che approdassero all’Antidoping ufficiale russo, cui ovviamente poi arrivavano solo gli esami che non presentavano anomalie, mentre gli atleti sospetti o positivi venivano avvertiti della loro situazione.

Inoltre, durante l’Olimpiade di Sochi, membri dei Servizi Segreti russi si sarebbero infiltrati nelle strutture antidoping per manipolare i risultati dei test degli atleti loro connazionali.

 

Mosca risponde: “Motivazioni politiche”

“Hanno una motivazione assolutamente politica, come le sanzioni contro la Russia”: così Vladimir Uiva, capo dell’Agenzia federale medico-biologica russa, ha commentato le conclusioni del rapporto Wada che ha chiesto alla Iaaf di sospendere gli atleti russi dalle gare di atletica.
”Non c’è alcun motivo di privare i nostri atleti delle medaglie, anche olimpiche, o di squalificarli, e nemmeno gli allenatori”: lo ha detto Vladimir Uiva, capo dell’agenzia federale medico-biologica russa, commentando le conclusioni del rapporto della Wada.

 

L’Iaaf: “Informazioni allarmanti sulla Russia”

“Le informazioni contenute nel rapporto Wada sono allarmanti. Abbiamo bisogno di tempo per analizzarle correttamente e comprenderne i risultati. Nel frattempo ho invitato il Consiglio ad aprire un procedimento nei confronti della Federatletica russa”: così il nuovo presidente Iaaf, Sebastian Coe, sul rapporto dell’agenzia antidoping mondiale.

 

Nella foto Tatiana Lysenko che ha vinto l’ultimo titolo mondiale di lancio del martello.

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