Biglietto di Antonio: “Ora li ammazzo”

“Confesso l’omicidio di Fabio Giacconi e Roberta Pierini”: è questa la frase scritta da Antonio Tagliata, 18 anni, da domenica in stato di fermo con la fidanzata sedicenne, Martina Giacconi, per l’omicidio della madre della giovane,  in un biglietto sequestratogli in casa dopo il fermo.

”Ero sicuro che sarei morto – si sarebbe giustificato il giovane nell’interrogatorio – ho scritto il biglietto per proteggere mio padre, che ha avuto problemi con la giustizia”.

Tanta confusione anche nelle parole di Martina: “Cosa faccio ora? Dove devo andare? E la scuola…”.

La sedicene, ospitata per ora al Centro di prima accoglienza per minori, ha incontrato oggi il difensore Paolo Sfrappini.

 

Si accusano reciprocamente

Si accusano l’uno con l’altra. “Lei mi ha detto spara”. “Non sapevo che la pistola fosse vera”. Come accaduto nel 2001 a Novi Ligure, con Erika e Omar, i due fidanzatini di Ancona, 18 anni lui e 16 lei, hanno iniziato a confessare, ma confessano storie non compatibili tra di loro. Prosegue così l’inchiesta sul delitto di Ancona, che ha portato all’omicidio di Roberta Pierini (nella foto sotto), 49 anni, e alla riduzione in stato di coma irreversibile di Fabio Giacobbi, sottufficiale dell’Aeronautica. Accusati del delitto Martina Giacobbi, la figlia adolescente della coppia, e il suo fidanzato, Antonio Tagliata.

aaaaanconamamma

Domani l’autopsia della mamma, il padre sempre più grave

Domani sarà effettuata l’autopsia sul cadavere della mamma, che dovrebbe confermare i risultati del primo esame del medico legale: la signora Pierini è stata colpita due volte con una calibro 9, il colpo mortale l’ha centrata alla testa.

Intanto dall’ospedale Torrette con un bollettino fanno sapere che le condizioni neurologiche di Fabio Giacconi sono “stabili nella loro gravità”, il paziente è “in coma, sedato farmacologicamente” e “sono comparse problematiche di carattere generale che compromettono ulteriormente la prognosi a breve termine”.

 

Un crescendo di tensione per la relazione

Ora i due giovani si trovano uno in carcere e l’altra in una struttura protetta. E per i pm, Andrea Laurino per Tagliata e Anna Weger della procura dei minori per la sedicenne, devono cercare di ricostruire cos’è avvenuto pochi giorni fa. Il giovane viene descritto come in preda a crisi di panico mentre lei arrabbiata, ma anche confusa. Di certo, a scatenare la furia omicida, sono state le difficoltà che i genitori di Martina frapponevano a quella relazione, iniziata 4 mesi fa. La tensione, in famiglia, era in crescendo da quando, a settembre, alla ripresa della scuola, la ragazzina era andata a vivere per 20 giorni con Antonio (nell’immagine sotto).

aaaantonio

La versione di Antonio

Quando Martina era tornata a casa, erano iniziate le liti, i divieti di uscire, il silenzio nei confronti del padre e gli scontri con la madre. Fino agli intenti suicidi di Antonio, testimoniati da alcuni biglietti trovati a casa del giovane. Ma chi ha ideato il piano? E quale ruolo hanno avuto i due ragazzi quando sono passati all’azione? “Lei sapeva tutto, anche che avevo una pistola. Gliel’ho passata tenendola per la canna. Lei mi ha detto: ‘Piantala, andiamo dai miei'”, ha spiegato Antonio, assistito dall’avvocato Luca Bartolini. “Il padre è stato aggressivo. Io avevo paura. Lei mi ha detto: spara”.

aaaaromantici

La confessione di Martina

“Ha fatto tutto lui”, ribatte Martina aggiungendo che l’ha seguito per paura che le potesse accadere qualcosa di brutto. A parlare di lei è stato il suo legale, l’avvocato Paolo Sfrappini, che ha detto: “È una ragazza emotivamente turbata. Succube di un ragazzo più grande”. Nel frattempo, per capirci qualcosa di più, sono in corso accertamenti sull’arma, una pistola 9×21 con numero di matricola abraso, rilevando impronte, tracce di polvere da sparo e Dna. E per domani, martedì 10 novembre, sono previste sia l’autopsia sul corpo di Roberta Pierini e l’udienza per la convalida del fermo.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto