Spese pazze: fine indagine per 41 consiglieri Emilia-Romagna

La Procura di Bologna ha inviato 41 avvisi di fine indagine per l’inchiesta sulle “spese pazze” della Regione Emilia-Romagna.

Sarebbero coinvolti i partiti di tutti i gruppi consiliari. Gli avvisi che chiudono l’inchiesta sono firmati dai Pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, vistati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini.

 

I capigruppo rispondono di peculato

I primi ad essere notificati dalla Guardia di finanza sono relativi ai capigruppo, che rispondono, secondo quanto si apprende, di peculato sia per le spese in proprio che per omesso controllo dei rimborsi dei consiglieri del loro gruppo. Ai capigruppo è dunque contestata l’intera cifra che si ritiene un gruppo abbia speso senza pertinenza con l’attività di consigliere regionale.

 

L’inchiesta è partita a ottobre 2013

Da ottobre 2013 risultavano indagati i nove capigruppo che hanno ricevuto le notifiche. Hanno tutti ricevuto le notifiche, ad eccezione di Mauro Manfredini, il presidente del gruppo della Lega Nord, deceduto lo scorso 10 ottobre. L’inchiesta riguarda il periodo giugno 2010-dicembre 2011.

 

Archiviata la posizione di Bonaccini

A fine settembre era stata stralciata e chiesta l’archiviazione per la posizione del candidato del centrosinistra alle Regionali, Stefano Bonaccini.
Gli avvisi sono partiti a pochi giorni dalle prossime elezioni regionali che si tengono 23 novembre.

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