Elisabetta II, la regina inossidabile (le foto storiche)

Durante le cerimonie ufficiali la vediamo in carrozza, ma guida ancora una Land Rover. Pasteggia con champagne o Martini dry, ma l’aperitivo è rigorosamente con gin e ghiaccio. Ama i cani (ne ha posseduti più di 30) e i cavalli.
Abituati come siamo a soffermarci sui suoi cappellini, non ci siamo mai incuriositi del resto. Ma la Regina Elisabetta II, 90 anni ad aprile, da oggi è il sovrano che ha regnato più a lungo in Gran Bretagna, dimostrando di avere quel quid che la rende qualcosa di più di un personaggio anacronistico qui una fotogallery con le immagini piàù insolite (dal sito della Bbc).

 

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I suoi primati
Uno storico britannico come David Starkey, lapidario, ha detto di lei: “Non ha fatto o detto nulla che qualcuno ricorderà”, ma la frase Oltremanica ha fatto infuriare i più. Perché Elisabetta non sarà Lady D, ma nei suoi 63 anni e 217 giorni di regno non è rimasta seduta comodamente sul suo trono. Pochi ricordano, per esempio, che la Regina è stata prima regnante dell’Uk a entrare in una moschea del suo paese, nel 2002, la prima a ricevere un Papa dopo 450 anni, nel 1982, quando a essere accolto a Palazzo Reale fu Giovanni Paolo II.

 

Tra la gente
Parla correntemente francese, tanto che negli incontri ufficiali con i rappresentanti dei paesi francofoni non ha bisogno dell’interprete, e per prima nel mondo, pur essendo così schiva, ha compiuto il cosidetto “walkabout” reale: la passeggiata tra la gente. Era il 1970, non esattamente ieri, e lei insistette, durante un viaggio in Australia e Nuova Zelanda, per passeggiare tra la folla e chiacchierare con la gente che era lì per omaggiarla.

 

Moderna (cappellini aparte)
Non tradisca il suo stile retrò: Elisabetta è anche una sovrana moderna e tecnologia. È stata la prima monarca a inviare un’email, nel lontano 1976, durante una visita a una caserma dell’esercito; nel 2007 ha inaugurato personalmente il primo Royal Channel su YouTube, e lo scorso anno è stata la volta del suo primo tweet.

 

Il segreto di un regno longevo
È politicamente neutrale, per scelta. E la decisione di non far conoscere la sua opinione in pubblico e di non esercitare alcuna influenza politica, diversamente da come fece la sua predecessora Vittoria, le ha permesso di regnare in tranquillità e di assicurarsi l’appoggio di tutti i partiti politici. Una cosa non semplice, a pensarci bene, in un mondo in cui il solo concetto di monarchia sembra qualcosa di superato.
Anche per questo Elisabetta, pur non avendo segnato nessuna svolta o evento importante, è il simbolo stesso della continuità monarchica inglese, salda e stabile anche nella Gran Bretagna multietnica del XXI secolo.

 

L’etichetta prima di tutto
Silenziosa in pubblico, diversamente ha fatto la regina tra le mura di Buckingham Palace: decenni di indiscrezioni raccontano di come abbia sempre cercato di manovrare – senza successo – la vita privata dell’eterno erede Carlo, degli scontri con Diana, delle recenti ingerenze nella vita familiare di William e Kate, dei diktat per arginare al minimo i loro “strappi” all’etichetta reale, una delle cose su cui Elisabetta non transige.

 

Parca ed economa
Gli inglesi la amano anche per questo, per l’ostinazione con cui dai suoi pretende la forma: Elisabetta è una certezza, e – cosa che non guasta – non ama spendere i soldi dei contribuenti. Sua maestà costa ai cittadini britannici 62 pence a testa all’anno ed è molto parca. Buckingham Palace pesa sui bilanci statali quattro volte in meno del Quirinale, 57 milioni di euro contro 224. Altro che spending review.

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