Primari arrestati a Milano, la manager ai domiciliari: “Da noi piano anticorruzione”

Due primari dell’ospedale Pini di Milano, due del Galeazzi e un direttore sanitario sono stati posti agli arresti domiciliari. Si aggiunge un imprenditore che è finto in cella nell’ambito di un filone di indagine sulla sanità milanese coordinato dai procuratori aggiunti Eugenio Fusco e Letizia Mannella. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza. L’accusa è corruzione.

Vicenda emersa da precedente inchiesta

La vicenda è emersa dall’inchiesta su Norberto Confalonieri, ex primario del Pini Cto, arrestato lo scorso anno. Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip Teresa De Pascale ricostruisce le assegnazioni di forniture di protesi ortopediche e apparecchiature mediche al Galeazzi e al Gaetano Pini, due tra i principali ospedali milanesi.

La dichiarazione a Porta a Porta

“Il Piano Anticorruzione verrà attuato al Pini al più presto”. Così si esprimeva il 27 marzo 2017, nel corso della trasmissione televisiva Porta a Porta, dopo l’arresto del primario Confalonieri, Paola Navone (nella foto sopra), direttore sanitario dell’Istituto Ortopedico Cto-Pini, finita oggi agli arresti domiciliari assieme a quattro medici e a un imprenditore.

Era responsabile del nucleo di controllo

“Abbiamo fornito alle autorità che ce l’hanno chiesta”, aveva spiegato Navone, 60 anni, che è stata, tra le altre cose, anche responsabile del Noc (Nucleo operativo di controllo della Asl di Milano), “la lista di tutte le attività sugli impianti protesici, che fanno parte di un flusso di dati che è controllato”.

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