È morto Piero Ostellino, diresse il Corriere della Sera dal 1984 al 1987

È morto, a Milano, il giornalista Piero Ostellino. Ne dà notizia il Corriere della Sera, quotidiano che lo stesso Ostellino guidò dal 1984 al 1987. Aveva 82 anni. Convinto liberale, aveva fondato il Centro Einaudi di Torino ed era stato corrispondente da Mosca e da Pechino.

Contrastò sempre lo statalismo dirigista, come si legge sul sito del Corriere della Sera.

Aveva lasciato il quotidiano di via Solferino per Il Giornale. Fu spesso criticato per le posizioni di centro-destra.

 

Prima a Mosca, poi in Cina

Ostaellini nel 1973 era diventato corrispondente da Mosca, in piena stagione di Breznev. Mai tentato da indulgenze verso l’ideologia comunista o il sistema sovietico – scrive oggi il Corriere della Sera – “si era tuttavia accostato a quella realtà con spirito laico, cercando di individuare i meccanismi concreti che muovevano la società dell’Urss e regolavano la vita dei suoi cittadini, senza lasciarsi guidare dai pregiudizi né tanto meno influenzare dalla propaganda del regime”.

Aveva pubblicato anche un libro di successo, Vivere in Russia (Rizzoli, 1977).

Dopo l’Urss era venuta nel 1979 la Cina del dopo Mao, avviata verso le riforme radicali promosse da Deng Xiaoping, che Ostellino aveva seguito in presa diretta a Pechino con attenzione e curiosità.

Anche da quell’esperienza aveva tratto un saggio, Vivere in Cina (Rizzoli, 1981). Quindi era tornato sul mondo sovietico, all’epoca nella stagnazione che aveva preceduto l’avvento di Gorbaciov, con il volume In che cosa credono i russi? (Rizzoli, 1982).

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