Sharapova su Facebook: “Voglio tornare a giocare”

Stangata in arrivo per Maria Sharapova? Dopo le voci tranquillizzanti delle prime ore, sembra proprio di sì. Lo testimonia la durezza del commento di Dick Pound, ex-capo Wada dal 1999 al 2007 e a capo della commissione che ha scoperchiato gli scandali russi nell’atletica. Ieri intanto altri tre atleti russi sono stati trovata positivi al Meldonium, a xconferma che la pratica è piuttosto diffusa nel mondo dei campioni russi.

Si tratta di Semyon Yelistratov,  e della campionessa di short-track skater Ekaterina Konstantinova.

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Pound (nella foto) non è stato convinto dalle spiegazioni di Maria Sharapova: “Non ho nessuna simpatia verso di lei, ce l’ho avuta in passato. È stata ai vertici dello sport per 10, 12 anni, sveglia, c’è qualcuno a casa?

Merita di essere squalificata, la durata non spetta a me deciderla. È un caso difficile da capire perché con l’entourage che la segue come è possibile che nessuno se ne sia accorto?”

 

“Come puoi essere così stupido?”

“Come puoi essere così stupido? – si è chiesto retoricamente Pound –  Se prendi qualcosa che è nella lista dei prodotti banditi, mi dispiace ma è un tuo grosso errore: avresti dovuto saperlo. Ha assunto un farmaco non permesso per scopi medici nel suo Paese di residenza, gli Usa, quindi deve averglielo prescritto un medico”.

 

Un primo avviso già il 30 settembre

“Ogni volta che si fa un cambio nella lista – ha ribadito Pound inchiodando le sue croci su MaSha – prima di aggiornarla, il 30 settembre si avvisano tutti gli atleti. Hai ottobre, novembre e dicembre per smettere. In dicembre i tennisti furono avvisati 5 volte del cambio nella lista Wada e lei ha uno staff sanitario. C’è stata avventatezza eccessiva”.

 

Maria: “Voglio tornare a giocare”

Intanto la Sharapova, nel primo commento successivo alla sua clamorosa conferneza stampa, scrive su facebook che spera di tornare presto a giocare, come mostra l’immagine in basso.

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Le prime parole di Masha in conferenza stampa
“L’Itf (International Tennis Federation) mi ha comunicato che sono risultata positiva a un controllo antidoping durante gli Australian Open di Melbourne”: è questa la frase scioccante di Maria Sharapova che ha aperto la conferenza stampa che ieri aveva indetto a Los Angeles. Il farmaco incriminato è il Meldonium e la russa ha aggiunto: “Il medicinale l’ho assunto, peraltro come faccio da anni, ma mai ero risultata positiva all’antidoping. Lo prendevo come medicinale e francamente non ero consapevole delle conseguenze”.

 

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Il Meldonium, un ipertensivo
Ma che cos’è questo Meldonium? È un farmaco usato per trattare l’angina e l’infarto del miocardio.

MaSha, come lei stesso ha ammesso, lo usava per trattare “una serie di problemi di salute. Mi ammalavo spesso ed avevo una carenza di magnesio dovuta a un principio di diabete ereditario, per questo il mio medico me l’ha prescritto.”. Non scarica le colpe però: “La colpa è mia, il corpo è mio e la responsabilità è soltanto mia”. Il farmaco, che la siberiana conosceva con il nome generico Mildronate, è diventato illegale dal 1° gennaio 2016 per la Wta, perchè migliora il metabolismo e l’approvvigionamento energetico dei tessuti.

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Dimenticanza che può costare cara
Il Meldonium, nello stesso giorno della conferenza di Maria, ha fatto un’altra vittima illustre: la pattinatrice Ekaterina Bobrova (nella foto sopra), che utilizzava questo farmaco per combattere le cefalee. Questo errore però, può costare caro, forse carissimo, alla bella tennista che ha laconicamente detto: “Ho deluso i miei fan, lo sport che amo così profondamente dall’età di quattro anni. Ho ricevuto l’aggiornamento dei farmaci illegali il 22 dicembre dalla Itf, con un link a cui fare riferimento ma francamente… non l’ho aperto. Ho commesso un errore enorme”.

 

L’azienda specifica: “Non per 10 anni”

Un’importante precisazione (e una sorta di sconfessione per MaSha) arriva dall’azieenda produttrice dle farmaco sotto accusa.

La società proprio oggi ha fatto sapere che la normale assunzione del farmaco è di 4-6 settimane, non 10 anni come detto dalla Sharapova nella conferenza stampa di lunedì. L’inventore del Meldonium, Ivar Kalninsh, non chiederà però alla Wada spiegazioni sul perché il suo farmaco sia stato incluso nella `lista nera´.

“La Wada non adduce prove, prende solo le decisioni”, dice  Kalninshl ala Tass. “Penso che in un certo senso sia diretto verso gli atleti dell’est. La Wada non ha nessuna prova scientifica che il Meldonium sia doping”: ha  sottolineato Kalninsh.

 

Probabilmente due anni di squalifica
Questa leggerezza potrebbe costare la carriera alla Sharapova che rischia tanto. Difficile stabilire l’entità della sanzione, ma la base dovrebbero essere i due anni di squalifica che cominceranno a decorrere da questo 11 marzo, ecco il perchè del forfait a Indian Wells. La speranza è che la carriera immacolata di 14 anni di sport, l’ammissione di colpe e l’assunzione del farmaco per scopi non “sportivi” (non prendeva la sostanza per migliorare le sue prestazioni) possano indurre la corte a diminuire la condanna.

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“Spero di avere un’altra possibilità”
Nonostante il volto tetro e triste la campionessa siberiana ha avuto anche la forza di fare dell’ironia: “So che molti di voi pensavano che stessi annunciando il mio ritiro, ma quando accadrà non succederà certo in un albergo nel downtown di Los Angeles con questo orrendo tappeto a fare da contorno” riferendosi al tappeto color ocra dell’albergo angeleno.

 

Sharapova:  sta alla Wada stabilire l’entità della pena

Maria ha chiuso con: “Spero mi diano un’altra chance. Non voglio che la mia carriera si chiuda in questo modo”.
Uno sbaglio che può costare carissimo, una carriera che potrebbe essere infamata da questo gesto poco avveduto. Le parole di MaSha sembravano piene di rammarico e di sincero dispiacere, ora sta alla Wada (World Antidoping Agency) stabilire l’entità della pena. Certo è che non leggere una circolare dell’Itf sull’aggiornamento delle sostanze stupefacenti è un errore che, forse, può essere perdonato a un novellino del circuito, non a una campionessa esperta come lei…

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