Fabriano: bimba di 4 mesi muore all’asilo nido, si ipotizza il decesso in culla

Muore a 4 mesi all’asilo nido. È accaduto a Fabriano, in provincia di Ancona, e la vittima è una bambina che non si è risvegliata dopo il sonnellino. In base ai primi accertamenti, si tratterebbe della sindrome della morte in culla e finora non sono state addebitate responsabilità alle operatrici dell’asilo, il Fantaghirò, che per prime si sono accorte di quanto era accaduto e hanno dato l’allarme. All’arrivo dei soccorritori, tuttavia, non c’era più nulla da fare.

Si era addormentata intorno alle 9

Sulla vicenda indagano i carabinieri per confermare la prima ricostruzione o per capire se la vicenda sia andata in modo diverso. Il pubblico ministero Andrea Laurino della procura di Ancona ha già disposto l’autopsia. La bimba si sarebbe addormentata intorno alle 9 di questa mattina, mercoledì 10 febbraio, e a mezzogiorno non si era ancora risvegliata. Così un’educatrice è andata a prenderla per darle da mangiare rendendosi conto che la piccola non respirava più. Escluse al momento responsabilità di adulti e anche la culla era in regola, fatta con materiale traspirante che impedisce il soffocamento.

Cos’è la sindrome della morte in culla

La sindrome della morte improvvisa del lattante (Sids, da Sudden infant death syndrome) ha ancora ragioni misteriose, non spiegate dalla scienza, ed è la principale causa di morte tra i bambini sani che si verifica nello 0,5 per mille dei casi circa. Sono stati individuati dei fattori di rischio, tra cui il sesso del bambino (ne sono colpiti di più i maschietti), l’età (sotto i 5 mesi), un’eventuale prematurità e la stagione (episodi del genere si verificano più di frequente in inverno).

Fattori predisponenti per i genitori

Tra i fattori che riguardano i genitori, invece, sono compresi il fumo sia passivo che attivo, soprattutto in gravidanza (e anche l’uso di palliativi, come i cerotti anti sigarette), abuso di alcol o di sostanze stupefacenti (soprattutto eroina), obesità, temperatura ambientale troppo elevata, eccesso di vestiti o coperte e infezioni all’apparato respiratori.

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