Negoziazione assistita: al via l’accordo per gli incidenti (e per le liti fino a 50.000 euro)

Si chiama negoziazione assistita e il suo scopo è quello di snellire le cause civili evitando il ricorso al tribunale, che rimane comunque un’opzione se non si arriva a una soluzione che soddisfa i contendenti. È un accordo tra le parti che, tramite i propri avvocati, stabiliscono un risarcimento danni equo e quell’accordo vale come la sentenza di un giudice.

In quali casi vale? Per gli incidenti stradali senza limiti d’importo e per le liti fino a un importo massimo di 50 mila euro.

 

L’accordo va raggiunto entro 90 giorni

Ecco come funziona. Nel caso di un danno, chi l’ha subito può incaricare un legale perché provveda alla negoziazione. Questi, quindi, prende contatto con la controparte proponendo un accordo e alla proposta si deve rispondere entro 30 giorni. Se la risposta è positiva, allora, entro 90 giorni si cerca di chiudere la questione. Che non viene regolata da istituti già esistenti, come la mediazione, nella quale comunque interviene un giudice-arbitro per sancire quanto stabilito dagli avvocati, né il ricorso al giudice di pace, a cui ci si rivolge per le cause fino a un massimo di 5 mila euro.

Ci sono alcune esclusioni, come le cause di lavoro

Ci sono delle esclusioni previste per la negoziazione: non la si può utilizzare nel caso di cause di lavoro, per le quali la procedura rimane invariata e nemmeno per le questioni che insorgono tra professionisti e consumatori. Quando invece la questione è legata a un recupero crediti, la negoziazione può essere una strada a meno che, per rientrare della somma di denaro, il creditore non decida di procedere con un decreto ingiuntivo. Ma rimangono ancora degli ambiti da chiarire.

Dubbi ancora da chiarire nella riforma

Il provvedimento che introduce la negoziazione assistita è infatti una delle novità contenute nella riforma della giustizia civile del ministro Andrea Orlando. E se si va a formalizzazione in modo più preciso quello che, nella pratica, gli avvocati tentavano già di fare, i legali lamentano il fatto che non sempre è chiaro quando si può rinunciare alla mediazione obbligatoria optando per questa via più snella. Per arrivare a chiarirli, questi dubbi, non c’è quindi che la via della pratica che, per alcune cause, almeno in fase iniziale, potrebbe contrarre i tempi, ma non entro i 90 giorni previsti.

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