Crisi: su i consumi grazie ad auto, pc e ristoranti

La crisi resiste, la disoccupazione giovanile non arretra, ma i consumi ripartono: dall’estate 2014 a quella del 2015 il Centro Studi di Confcommercio ha registrato un incremento del 2,1%, la variazione più alta degli ultimi 5 anni.
I dati riguardano lo scorso mese di luglio, periodo in cui l’Indicatore dei consumi di Confcommercio ha attestato una crescita dello 0,4% rispetto a giugno e un incremento del 2,1% tendenziale, la più alta dal 2010.

 

Auto e computer trainano la ripresa, ma anche turismo
A trainare la ripresa è l’acquisto di beni durevoli, come ha spiegato il direttore dell’ufficio studi Mariano Bella: “Attrattori dei consumi nei primi 7 mesi del 2015 sono i beni e i servizi per la mobilità, complici, anche gli aumenti dei carburanti e del trasporto pubblico (+6,2%) — ha spiegato Bella — e inoltre i beni e servizi per le comunicazioni, dunque apparecchi tecnologici come telefonini e computer (dei quali cresce anche l’import) e i consumi legati al turismo, alberghi e consumazioni fuori casa (+ 1%). L’aumento di alimentari, bevande e tabacchi è di solo lo 0,5%”.

 

Male l’abbigliamento
Non cita Bella abbigliamento e calzature, che solo la scorsa settimana un rapporto di Coop ha definito settori merceologici in forte crisi.

 

Aumenta il Pil
L’ufficio studi della Confcommercio ha inoltre confermato le previsioni sul Prodotto interno lordo italiano: il Pil è visto in crescita dell’1,1% nel 2015 e dell’1,4% nel 2016.

 

Sangalli: “Ora la scommessa”
“I segni meno ormai sono archiviati — ha commentato Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio — c’è un risveglio dei consumi e la fiducia delle famiglie è su livelli massimi. La ripresa c’è, ma la prudenza è d’obbligo”, e dopo “molti anni di crisi, il governo deve vincere la scommessa di trasformarla in una crescita robusta, duratura, diffusa tagliando le tasse su imprese e famiglie”.

 

“Dedurre l’Imu su negozi e imprese, tagliare Ires e Irap”
Riferendosi poi all’annuncio del premier Matteo Renzi sull’abolizione dell’Imu sulla prima casa, sangalli ha aggiunto: “Quello per le tasse sulla casa sarà l’unico funerale a cui gli italiani parteciperanno con gioia. Chiediamo — ha aggiunto — la totale deduzione dell’Imu sugli immobili delle imprese, inclusi gli alberghi e negozi”.
Altro punto irrinunciabile per Sangalli è il taglio dell’Ires e dell’Irap alle imprese.

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