“Trio delle cicciotelle”: sospeso direttore di Qs dopo la gaffe sulle arciere azzurre

L’editore Andrea Riffeser Monti ha sospeso – e non licenziato, come detto in un primo momento – “con effetto immediato” Giuseppe Tassi (nella foto sotto), direttore del Qs Quotidiano Sportivo. La causa: il titolo comparso sulle testate del gruppo che definiva “trio delle cicciottelle” le arciere azzurre Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia.

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L’editore: “Ci scusiamo”

Riffeser Monti “si scusa con le atlete olimpiche del tiro con l’arco e con i lettori del Qs Quotidiano Sportivo, per il titolo comparso sulle proprie testate relativo alla bellissima finale per il bronzo persa con Taipei”. Lo si legge in una nota del direttore personale e organizzazione della Poligrafici editoriale.

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La protesta di social e federazione

La decisione segue le proteste sui social e alla lettera del presidente della Federazione Italiana Tiro con l’Arco, Mario Scarzella: “Dopo le lacrime che queste ragazze hanno versato per tutta la notte, questa mattina, invece di trovare il sostegno della stampa italiana per un’impresa sfiorata, hanno dovuto subire anche questa umiliazione”.

La petizione dell’Associazione nazionale atlete

Sulla vicenda, intanto, è intervenuta anche Assist (Associazione nazionale atlete) con una petizione pubblicata su Change.org. Quel titolo, per loro, “è tra le uscite più sessiste del giornalismo italiano. E non è un caso isolato”. Per questo parlano di episodio di “sessismo” che “conferma la gravità di una cultura che non abbandona il vizio atavico di considerare le donne per il loro aspetto fisico”.

“Spazio per spiegare le ragioni contro il sessismo”

Per le atlete di Assist, però, non basta la sospensione del direttore di Qs. Domandano anche altro: “Chiediamo che venga previsto uno spazio all’interno del giornale dove possiamo spiegare perché un simile atteggiamento rappresenta un grave danno per tutti e il peggior messaggio che si possa dare alle atlete di oggi e di domani. E lo chiediamo anche a tutti gli altri giornali: il vostro ruolo, direttori, è importante e le vostre testate troppo spesso trattano queste tematiche con superficialità e a volte con totale mancanza di rispetto”.

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