Trenord e caldo: treni pendolari soppressi per “prevenire malori”

I treni pendolari sono così caldi, sotto il caldo torrido dei giorni scorsi, che sono stati soppressi per “prevenire malori” e l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Sorte dice che “tra novembre e aprile li sostituiremo”. La storia, raccontata dall’edizione bergamasca del Corriere della sera, riguarda Trenord, la società che si occupa del trasporto locale su rotaia e che è una partecipata di Ferrovie Nord Milano il cui presidente è stato indagato per spese pazze da 600 mila euro.

“Stillicidio” di cancellazioni

Stavolta, invece, non si parla di inchieste giudiziarie, ma del calvario quotidiano di chi si deve spostare in treno e vive nell’incognita non più del ritardo accumulato dal convoglio che attende, ma se quel convoglio partirà o meno. Le soppressioni sono all’ordine del giorno e se Trenord smentisce che caldo, guasti e disservizi siano collegati tra loro, di tutt’altro parere è l’assessore Sorte: “Ormai è uno stillicidio. Il fenomeno però riguarda soprattutto quelli dal capoluogo lombardo nelle ore del rientro, tra il tardo pomeriggio e la sera. L’altoparlante prima annuncia 5 minuti di ritardo, che diventano 10, poi 20, poi 30 e 40. Infine, il treno è cancellato senza una spiegazione o un’informazione”.

Saltati gli impianti di condizionamento

Lunedì, quando l’anticiclone africano Flegetonte ha iniziato a picchiare ancora più duro facendo schizzare le temperature, si è registrato il picco di cancellazioni, con 4 corse soppresse. E ammette ancora l’assessore lombardo alle Infrastrutture: “Le soppressioni di questi ultimi 10 giorni sono da collegare al caldo straordinario con la temperatura esterna che arriva anche a 40 gradi. Questo ha messo a dura prova tutto il materiale rotabile”. Soprattutto gli impianti di aria condizionata, saltati su molti convogli. Senza che al Comitato pendolari vengano date risposte in tempi rapidi.

I pendolari: “La Regione da che parte sta?”

“In questo scenario”, ha infatti commentato Lucia Ruggiero, del comitato pendolari di Bergamo, parlando anche di collegamenti per Expo e l’arrivo degli orari autunnali a settembre, “ci chiediamo la Regione da che parte sta. Si deve dare una mossa. Ha rinnovato il contratto a Trenord ma cosa ha chiesto? Quali investimenti ha concordato? Non solo in termini di sostituzione di treni, ma anche per la manutenzione di quelli che vecchi che continueranno a circolare”.

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