Venezia manda al rogo 49 libri per bambini e scoppia la rivolta in tutta Italia

Il neo-eletto sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, dice che la polemica sui 49 libri da lui sequestrati nelle scuole dell’infanzia del territorio è una speculazione culturale. Speculazione è concetto alto, sinonimo di pensiero ma Brugnaro – certamente – non ha usato il termine con questo intento. Il succo della sua dichiarazione è semplice: ce l’hanno con me!

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“Ho dato l’ordine di ritirarli”

Lui, il sindaco (nella foto qui sopra),  ce l’ha con 49 libri per bambini : “Ho dato ordine agli uffici che vengano ritirati tutti i libri con genitore 1 e genitore 2 dalle scuole, ma non dalle biblioteche, dove c’è libertà di scelta”.

La temperie cultural-politica, del resto, è quella già efficacemente descritta qualche settimana fa da Consumatrici.it.

 

Un’azione di dubbia legalità

Il tono è perentorio, l’atto significativo. L’agire, di fatto, illegale. Un sindaco non è un comandante in capo né un monarca plenipotenziario. Ma si sa, il potere è spesso interpretato e Brugnaro deve averne un’idea assolutistica e inalienabile.
I libri “inopportuni” – così li ha successivamente definiti il sindaco – sono inseriti in una lista che richiama sinistri intenti censori, interventi autoritari, proibizioni, divieti. E di censura si tratta, nonostante il sindaco lo neghi.

 

Li leggerà “qualcuno che se ne intende”…

Dice che adesso li farà leggere a qualcuno che se ne intende.
Adesso… Già, perché lui e i suoi zelanti collaboratori questi libri non sanno di cosa parlano. L’ignoranza – perché di questo si tratta – li ha spinti a vietare. E punto. La polemica nata in seguito a questo gesto da Inquisizione, li spingerà ad aprire i libri, a sfogliarli, a leggerli perfino!
Non sarà il sindaco, ovviamente, a farsi carico di una simile fatica ma non meglio identificate “persone adatte a questa selezione”.

 

Niente Genitore 1 e Genitore 2 in pubblico

Il criterio che useranno? Il Sindaco ha le idee chiare: “…Nelle case si possono far chiamare papà 1 e papà 2, ma io devo pensare alla maggioranza che si chiamano mamma e papà”.
A scorrere la lista dei libri “pericolosi” – peraltro messi a disposizione dei nidi e delle scuole dell’infanzia dalla precedente amministrazione e, comunque, senza obbligo di lettura – incontriamo testi variegati, pensati per i bambini, lavorati con cura e che raccontano storie. Storie. E si sa, le storie fanno paura, perché fanno pensare, discutere, scatenano confronti, aprono dibattiti, rendono problematico e interessante l’incontro, aprono prospettive.

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All’indice anche il capolavoro di Leo Lionni

In base a qualche articolo apparso in questi giorni, il sindaco si è accorto che “… Molti libri, che trattano i temi legati alla discriminazione fisica, religiosa e razziale, sono notoriamente straordinari e verranno certamente ridistribuiti, come ad esempio le opere di Leo Lionni “Piccolo blu e piccolo giallo” e “Guizzino”.  Un risveglio tardivo: “Piccolo blu e piccolo giallo” sono un successo internazionale dal 1959!
Resta il fatto che la compilazione della lista dei libri proibiti è un atto grave e sul quale non c’è niente da ridere. È grave senza sconti. È una iniziativa stupida e, dunque, pericolosa. Ignorarla, sminuirla, seppellirla con una ristata sarebbe un gesto monco.

Una catena di voci contrarie

Una catena di voci serie e responsabili  (Associazione Italiana Editori – AIE -; Associazione Italiana Biblioteche – AIB) si stanno esprimendo su questa vicenda. Ne hanno scritto, tra le altre,  Loredana Lipperini, Daria Bignardi, la giornalista francese Marie Durand.

 

La petizione  che si può firmare
Sul web è attiva una petizione di Change.org, che sta già raccogliendo migliaia di firme e che si può continuare a firmare.
Lo sconcerto è costante. Lo stupore, anche. L’indignazione diffusa. In molti sorridono, invocano il vecchio slogan “Una risata vi seppellirà”.

 

L’imbecillità di mandare al rogo dei libri

 

A me viene in mente la giovane Malala, che ha detto: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.

L’imbecillità al potere ha capito bene la forza di questa affermazione e prepara i roghi dei libri. Metaforici o reali non fa differenza.

L’elenco e le copertine di tutti i libri

 

Ecco l’elenco dei 49 libri pubblicato da corriere.it

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