“Intitoliamo a Frizzi gli studi Dear”, lanciata una petizione

Non cala l’onda di emozione che ha travolto molti italiani, ma anche colleghi e amici di Fabrizio Frizzi, morto lo scorso 26 marzo.

E dopo i funerali in piazza del Popolo, il conduttore Rai, venuto a mancare a 60 anni, continua a far parlare di sé.
Tantissimi i messaggi di cordoglio da ogni parte d’Italia, tanti i programmi tv che a distanza di tutti questi giorni continuano a parlare di lui per ricordarlo al meglio.

Una petizione su Change.org

Per Fabrizio Frizzi c’è anche chi ha creato una petizione su Change.org per chiedere che vengano intitolati al popolare conduttore gli studi televisivi della Dear di Roma.

A lanciare l’iniziativa l’Associazione Rai Bene Comune-IndigneRAI che raccoglie cittadini e lavoratori della tv pubblica. In questa petizione si chiede alla Rai di intitolare a Frizzi gli studi nei quali registrava L’Eredità, quegli stessi che lo hanno coccolato negli ultimi mesi fino agli ultimi giorni della sua vita. Nella petizione si legge che è doveroso farlo anche perché “Frizzi condusse l’ultimo programma prima della chiusura per lavori degli studi televisivi Dear”.

“Chiedi chi erano i Beatles”

“Il programma si chiamava: ‘Chiedi chi erano i Beatles’ ed era stato fortemente voluto dallo stesso Frizzi, che era un grande esperto di musica ed un grande appassionato dei mitici Fab Four di Liverpool. Recentemente poi – continua la petizione -, gli studi della dear sono stati riaperti e sempre Frizzi ha continuato li la conduzione dell’Eredità”.

Simona dalla Chiesa: “Ufficiale e gentiluomo”

“L’ho sempre chiamato ‘ufficiale e gentiluomo’, come un film che abbiamo amato molto”: Rita Dalla Chiesa ha ricordato Fabrizio Frizzi, con cui ha condiviso un tratto di vita, ieri sera nello studio di Amici, che ha tributato una standing ovation al conduttore, morto qualche giorno fa a 60 anni.

Ci sono stati anche momenti difficili per la professione

“Ufficiale per la correttezza nel rapportarsi con gli altri – ha spiegato Dalla Chiesa – e per il rispetto per qualunque persona gli fosse davanti. Fabrizio ha avuto una vita bellissima dal punto di vista professionale, ma ha conosciuto anche momenti di caduta, vissuti con estrema umiltà e voglia di ricominciare. Non ha provato mai rancori, probabilmente ha avuto delle malinconie, che nascondeva anche molto bene. E soprattutto voleva bene davvero a tutti”.

E poi era “un gentiluomo perché i sentimenti valgono nella vita”.

“Non sgomitate, cercate di aiutarvi”

Poi la Dalla Chiesa, che è apaprsa provatizzima ai funerali di Frizzi, ha esortato i ragazzi di Amici a “non aver mai paura di essere buoni. Non dovete sgomitare, ma cercare di aiutarvi: è questo il segreto reale per poter avere successo nella vita”.

 

Un cancro inoperabile, le notizie del 30 marzo

 

Lo avevamo scritto – tra i primi – noi di Consumatrici.it nei giorni scorsi, ma ora anche il direttore di Chi, Alfonso Signorini, conferma che Fabrizio Frizzi non è morto per le conseguenze di un’ischemia, ma perché aveva un cancro inoperabile.

A Matrix il direttore di Chi ha raccontato che il motivo della debolezza e della sofferenza del conduttore era dovuto a delle gravi metastasi. Dopo il malore, l’ischemia che gli è costata un immediato ricovero – questa la sua versione – i controlli fatti nei giorni successivi avevano mostrato un tumore che aveva ormai colpito diversi organi ed era quindi inoperabile .
Frizzi sapeva che non avrebbe potuto fare molto”.

E Fabrizio a quel punto era a un bivio: o rimanere a casa e aspettare il momento oppure andare in televisione a fare il suo lavoro e a portare ancora una volta il sorriso a casa della gente”, spiega Signorini. Il conduttore ha preferito registrare puntate di L’Eredità fino alla fine, anche se alle persone dello studio Rai sembrava “sempre più pallido e stanco”.

La conferma di Magalli

La conferna arriva su Facebook da Giancarlo Magalli, suo amico e collega, che scrive sulla sua pagina Facebook: “Il telefono che suona molto presto la mattina fa sempre temere cattive nuove, ma mai avrei pensato stamattina che mi avrebbe raggiunto una notizia così dolorosa, così straziante pur se non del tutto inattesa.
Aprire gli occhi venendo a sapere che Fabrizio Frizzi li ha chiusi per sempre è stato terribile. Se ne va un amico carissimo ed un grande collega, ma soprattutto una persona buona. Uno che non ha mai fatto finta di essere buono, come spesso avviene nel nostro ambiente, uno che lo era veramente e che credeva profondamente nell’amicizia. Lo dimostra il fatto che oggi lo piangono milioni di amici”.

 

“Combatteva una battaglia disperata”

Sapevamo che stava male. Sapevamo che combatteva una battaglia disperata. Sapevamo che non voleva che se ne parlasse per paura di dover smettere di lavorare ed abbiamo tutti rispettato questo suo desiderio, la Rai per prima. Sapevamo anche che la sua paura più grande non era andarsene, ma il pensiero di lasciare sole Carlotta e Stella, le sue ragazze.

“Spero di portare a casa la pellaccia”

Nell’ultimo messaggio che ci siamo scambiati qualche settimana fa mi scriveva: “La terapia c’è e la sto facendo. Non sarà facile, ma spero di portare a casa la pellaccia”. Era riuscito ad infilare un sorriso anche in una comunicazione drammatica come quella. Ed è proprio quel sorriso che non ci abbandonerà mai. E per ogni sorriso che lui ha regalato a noi gli saremo grati. Sempre.

 

 

Ora riposa nella tomba di famiglia: le notizie del 28 marzo

La storia, questa parte della storia, oggi è finita. Fabrizio Frizzi riposa nella tomba di famiglia a Bassano Romano, a metà strada tra il lago di Bracciano e il lago di Vico.

In questo centro dove era nato, a 30 chilometri da Roma, Frizzi tornava in ogni occasione importante della sua vita o della sua carriera, anche quando i genitori – la madre e il padre Fulvio, grande distributore cinematografico – non c’erano più: un legame forte, mantenuto nel tempo. E lì ora è tornato, a trovare pace, come mostra la foto in apertura di pagina.

Tutto lascia credere che alla guida dell’Eredità sarà sostituito dall’amico Carlo Conti.

 

Tanta folla e un maxi-schermo

Transenne per contenere la folta folla e un maxischermo su piazza del Popolo, davanti alla Chiesa degli artisti di Roma, dove a mezzogiorno si celebrano i funerali di Fabrizio Frizzi, ucciso a 60 anni da un tumore al cervello.

“Il nostro Dio non è il Dio dei morti ma il Dio dei vivi”, ha detto don Walter Insero, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Roma e cappellano della Rai all’inizio della cerimonia fune. “Per questo Fabrizio rimane qui, in mezzo a noi, testimone di questa incredibile manifestazione d’affetto e d’amore”. Gremita la chiesa e gremita anche la piazza. La messa è accompagnata dai canti eseguiti dal coro della diocesi di Roma diretto da monsignor Marco Frisina. All’inizio della celebrazione don Insero ha portato la vicinanza e la preghiera dell’arcivescovo vicario Angelo De Donatis.

Una folla in anticipo

Giù in abbondante anticipo rispetto all’inizio, sono state le persone che sono confluite per assistere alle esequie. E in altrettanto anticipo hanno iniziato ad arrivare i primi vip, a cominciare da Milly Carlucci, seguita dopo poco da Giancarlo Magalli e da Alba Parietti.

Tra gli altri volti noti, Monica Maggioni, presidente della Rai, l’artista Ivana Spagna e diverse vallette che hanno affiancato il presentatore della sua carriera televisiva.

Sono arrivati anche Giorgia con il marito, Michele Guardì, Paolo Bonolis, Antonella Clerici e l’organizzatrice di Miss Italia, Patrizia Mirigliani. Poi Massimo Ranieri, Claudio Lippi, Valeria, la ragazza a cui Frizzi ha donato il midollo osseo e Paolo Belli. Presenti anche Simona Ventura, Anna Foglietta, Paola Cortellesi con il marito Riccardo Milani, Zoro, Paola Saluzzi, il grande amico Max Biaggi, Emanuela Aureli, Paolo Bassetti, Max Tortora, Marco Columbro e Flavio Insinna.

Il calore della piazza

Il feretro è arrivato in chiesa con una ventina di minuti di anticipo e, dopo quello alla camera ardente, il passaggio della bara è stato accompagnato da un lungo e intenso applauso.

Polizia e tensioni

Da segnalare il massiccio dispiego di forze dell’ordine per il timore di attentati che, nei giorni scorsi, ha portato a un innalzamento delle misure di sicurezza. C’è stato un po’ di caos all’ingresso della Chiesa degli Artisti. Alcuni volti noti, tra i quali Marina Cicogna, hanno avuto dei brevi alterchi con la polizia che inizialmente filtrava l’ingresso. La situazione è rimasta agitata anche a chiesa quasi gremita.

Un mare di omaggi floreali, nel frattempo, già affolla la chiesa e il portico all’ingresso. Molte le corone inviate dalle redazioni dei programmi Rai, da Unomattina a I Fatti Vostri. Colpisce, tra i tanti omaggi di amici e colleghi, il cuscino di lunghe rose rosa con un nastro firmato semplicemente: Rita. Probabilmente inviato dall’ex moglie di Frizzi, Rita dalla Chiesa.

In 10.000 alla camera ardente

Si avvicina il momento dell’ultimo congedo da Fabrizio Frizzi. Ieri, martedì 27 marzo, oltre diecimila persone si sono recate a rendergli omaggio alla camera ardente, allestita alla Rai di viale Mazzini. Quando è giunto il feretro, dalla folla già numerosa (migliaia le persone radunate) è partito un lungo applauso.

Stamattina – mercoledì 28 marzo – l’ultimo saluto con i funerali, a mezzogiorno, nella chiesa degli Artisti a piazza del Popolo.

 

 

Giornalisti e fotografi non sono ammessi per volere della famiglia e da fuori potranno raccontare cosa succede.

Ma tanti sono stati anche i vip. Accanto al feretro c’è il fratello Fabio.

A salutare l’amato i fratelli Fiorello, Flavio Insinna (entrambi nella foto sopra), Tiberio Timperi, il direttore generale della Rai Mario Orfeo, Luca Cordero di Montezemolo, il ministro uscente Marianna Madia, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il direttore di Repubblica Mario Calabresi (nell’immagine sotto), Alessandro Haber, Bianca Guaccero, Giulio Scarpati, Bruno Vespa, Emilio Carelli, Andy Luotto, Riccardo Rossi e Stefano D’Orazio dei Pooh.

L’annuncio della famiglia

Il conduttore della Rai si è spento a 60 anni (compiuti appena il 5 febbraio scorso), nella notte tra il 25 e il 26 marzo, all’ospedale Sant’Andrea di Roma, in seguito ad una emorragia cerebrale. A dare l’annuncio è stata la famiglia del conduttore in una nota. “Grazie Fabrizio per tutto l’amore che ci hai donato”: queste le parole della moglie Carlotta, del fratello Fabio e dei familiari.

Venerdì scorso l’ultima puntata dell’Eredità, con Fabrizio che sembrava in forma (guarda il video).

I post di Alba Parietti

Anche Alba Parietti, su Instragram, ricorda commossa Fabrizio. Ecco gli ultimi due post di Alba.

L’ultimo saluto

Già in fase di organizzazione l’addio al conduttore, fa sapere su Twitter l’ufficio stampa della Rai. Dopo la camera ardente, che resterà aperta fino alle 18 oggi nella sede Rai di viale Mazzini 14, i funerali si celebreranno mercoledì 28 marzo alle ore 12 nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato ai familiari di Frizzi un messaggio di cordoglio nel quale ricorda “il garbo, la professionalità , la simpatia” del presentatore scomparso.

Raffaella Carrà si è fatta sentire con un tweet, in cui scrive: “Quanto dolore. “Sono bravo seguo le cure e ce la farò” – scrive la Carrà – e aggiunge: “Così mi hai detto giorni fa. Prego piangendo una persona perbene, un amico”.

Lottava per la figlia

Lascia una figlia, Stella, che ha appena 5 anni. E pensava proprio a lei quando, colpito dai primi e serissimi problemi di salute, aveva detto: “Lotto per continuare a veder crescere la mia creatura, per esserle d’aiuto e un punto di riferimento”.

Fabrizio e l’amore per Carlotta Mantovan

C’è un rapporto particolare che ha legato Fabrizio Frizzi a Miss Italia. Il conduttore televisivo, scomparso la scorsa notte, ha guidato per 18 edizioni il concorso di bellezza e nel 2002 ha conosciuto la giornalista Carlotta Mantovan, anche ex concorrente di Miss Italia (insieme nella foto qui sopra). È stato un amore forte e autentico: dopo 12 anni si sono sposati e nel 2013 hanno avuto una figlia, Stella (con i genitori nella foto in basso).

Frizzi in prime nozze aveva sposato Rita Dalla Chiesa, anche lei oggi molto dispiaciuta per la notizia della sua morte prematura.

Il cordoglio dei colleghi

Sono piovuti sui social migliaia di messaggi di addio da colleghi e spettatori, ma la testimonianza più sentita è arrivata da Pippo Baudo che, in collegamento telefonico con UnoMattina, si è commosso nel ricordare il conduttore che, dopo di lui, ha presentato in assoluto più programmi.

L’ischemia del 23 ottobre

Il 23 ottobre scorso Fabrizio Frizzi venne colto da un malore, una ischemia, durante la registrazione di una puntata del programma “L’Eredità”. Venne ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma dove fu dimesso alcuni giorni dopo. Il conduttore tornò in tv a dicembre, sempre alla guida del programma di RaiUno.

“L’Eredità è una gioia”

“L’Eredità è una gioia, fa bene anche al fisico – scherzò con Vincenzo Mollica annunciando il suo ritorno sugli schermi -. L’adrenalina sento che mi aiuta a stare meglio”. Lo scorso 5 febbraio Frizzi ha compiuto 60 anni.

Parlando della malattia disse: “Non è ancora finita”. “Se guarirò – sottolineò – racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca. Ora è la ricerca che mi sta aiutando”.

Poi aveva aggiunto: “Lotto come un leone“. Ma con queste parole aveva già allarmato chi credeva che era scampato al male. Purtroppo così non è stato. Il leone che era in lui non ce l’ha fatta.

 

Commendatore in incognito

Ora cominciano ad affiorare gli aneddoti. Quando l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo nominò commendatore, nel 2015, non si è fatto pubblicità. “Non l’ho detto a nessuno perché sono una persona schiva e non sento il bisogno di dare visibilità a queste cose. Conoscevo Napolitano perché sotto la sua presidenza ho condotto nove volte la cerimonia ufficiale per l’inizio dell’anno scolastico. Fuori dal protocollo istituzionale è sempre stato cordiale e affettuoso, ma sia chiaro, proprio non mi aspettavo d’essere nominato commendatore”.

 

In prima fila per la solidarietà

Frizzi è sempre stato prima fila melle battaglie per la solidarietà. Ha condotto per anni La partita del cuore. Raccontò di aver donato il midollo, invitando gli italiani a seguire il suo esempio: “All’epoca il mio midollo risultò compatibile con quello di una bimba, Valeria Favorito (oggi si conosce il nome di quella che non è più una bambina), le cui condizioni erano preoccupanti. Ricordo di essere uscito dall’ospedale e di aver subito condotto la Partita del cuore di quell’anno.

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