Zingaretti: “Corro alle primarie Pd, congresso sulle idee, non sui nomi”

È l’unico ad aver portato a casa un risultato elettorale positivo dopo la catastrofe elettorale per la sinistra del 4 marzo. E ora rilancia.

Nicola Zingaretti, appena rieletto governatore del Lazio per la seconda volta, scende in campo per la segreteria Pd dopo le dimissioni di Matteo Renzi.

“Io ci sarò”: risponde a Repubblica, aggiungendo, “Non escludo nulla”.

“No all’intesa coi 5 Stelle”

Sull’intesa con M5S Zingaretti è netto: “Restiamo all’opposizione”. Il motivo dei 341.000 voti presi in più presi nel Lazio dal Pd alle politiche? “Buona amministrazione e rilancio dello spirito dell’Ulivo”.

Ma su Renzi il governatgore del Lazio si fa cauto: “Un’esperienza che non possiamo liquidare”, mentre invita il segretario dimissionario del Pd a spingere “verso la rigenerazione”.

“Congresso sulle idee, non sui nomi”

“Io mi auguro che ci sia un congresso delle idee e non un referendum tra persone, il mio contributo è nella richiesta ora di affrontare i temi della ricostruzione di un progetto per l’Italia. A volte le nostre regole interne hanno messo in evidenza i nomi e non il dibattito e il confronto. La prima cosa di cui abbiamo bisogno come comunità dem è darci delle regole che riaccendano il confronto e la rigenerazione”: così si è espresso il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che si è dichiarato disponibile a correre alle primarie per la segreteria del Pd.

Apertura nel Lazio ai 5Stelle

Zingaretti apre anche nel Lazio ad un confronto con M5S e aggiunge: “Vedrò la sindaca Raggi, bisogna collaborare per il bene di Roma”.

 

Chiamparino: “Potrebbe essere la scelta giusta”

La candidatura di Zingaretti trova subito l’appoggio di un altro governatore in carica, quello del Piemonte.

“Nicola Zingaretti – afferma Sergio Chiamparino, nella foto qui sopra – potrebbe essere una di quelle candidature di peso su cui investire per ricostruire un campo democratico e di sinistra in Italia”. Per il governatore del Piemonte, il presidente del Lazio, appena riconfermato dal voto regionale e pronto a correre per le primarie, potrebbe essere l’uomo giusto per guidare il Partito democratico. E “ritrovare l’unità per rifondare un’identità in cui una comunità politica possa riconoscersi”.

“La stagione di Renzi ora è finita”
Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto