“Cara Anna, mia madre mi ricatta, anche da vecchia…”

Cara Anna,

il mio problema è un po’ diverso da quelli che normalmente si dibattono sulla tua rubrica. I sentimenti di cui ti parlo non sono quelli che riguardano il cuore di san Valentino, ma il cuore stanco di un figlio per una madre.

Un figlio adulto per una madre vecchia. Un figlio che pur amando colei che lo ha messo al mondo, non la sopporta più. Una madre che continua, nella vecchiaia, ad essere lucida e continua a ricattarlo, come ha fatto da sempre, con il suo affetto.

Un figlio che cerca disperatamente di farsi la sua vita e che viene continuamente tenuto al guinzaglio da una madre che ripete che forse questo è il suo ultimo Natale, il suo ultimo compleanno, la sua ultima Pasqua, il suo ultimo giorno. A impedirgli un viaggio, una vacanza senza il continuo pensiero delle due o tre telefonate al giorno per sentire come sta; a non concedergli una giornata senza andare a farle visita e l’essere colpevolizzato dai suoi lamenti con cui ti dice che è infelice perché la lasci sola.

Eppure, nonostante lei, sono un uomo di successo, ho una moglie che mi ama e due figli sereni, ma in sua presenza ridivento il bambino di un tempo e non riesco mai dirle di no.

Armando

 

aaaAnnaPavignano

Caro Armando,

capisco tutto il tuo odio-amore per questa madre che ti ama e ti ricatta.

Bisognava staccarsi prima, quando le madri erano giovani. Magari si sarebbero arrabbiate, si sarebbero sentite abbandonate dopo tanti sacrifici (quante volte ci hanno fatto pesare i sacrifici fatti per allevarci?), ma alla fine ci avrebbero accettati come persone adulte e indipendenti.

Parlo al plurale, Armando, perché credo che questo problema sia più comune di quanto non sembri.

Adesso che la madri sono vecchie, che dire? Pietà e pazienza son ciò che ci rimane. E un bel po’ di egoismo, da utilizzare tutto. Non so quanti anni hai, ma se tua madre è vecchia, tu non sei un ragazzino.

Per essere cinica, quanto tempo ti lascerà, tua madre, per goderti la vita senza i suoi ricatti affettivi? Non sarebbe meglio prendertelo subito questo tempo, affrontando i sensi di colpa che ti strangoleranno nell’affidarla, per esempio, ad una brava badante e andartene in vacanza senza telefonarle continuamente, piuttosto che aspettare che sia, diciamo, il destino, a liberarti?

I genitori vanno simbolicamente uccisi per crescere; spesso molti di noi non hanno avuto il coraggio di farlo (simbolicamente, ripeto!) e son cresciuti di nascosto dai loro genitori: da una parte si sono costruiti la loro esistenza di adulti e dell’altra hanno finto, per farli contenti, per non scontrarsi con loro, di essere sempre i piccoletti di mamma o papà. Pensando che sarebbe stato indolore per tutti. Invece la vita chiede sempre il conto.

Un consiglio ai giovani: dovete andare, andare, andare, andare…ndare…ndare…ndare, finché siete in tempo!

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