Si allarga l’allarme listeriosi: Coop e Simply richiamano la coppa di testa e altri salumi

Richiamata da Coop la coppa di testa prodotta dal Salumificio Monsano di Monsano, in provincia di Ancona, dopo la segnalazione di listeria nel prodotto che aveva portato a 2 morti e 13 infettati. Specifici i lotti ritirati: sono i 60111 con scadenza 11 febbraio 2016, 60112 con scadenza 12 febbraio 2016, 60118 con scadenza 18 febbraio 2016 e 60126 con scadenza 26 febbraio 2016.

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Richiamati anche altri salumi

A titolo precauzionale, poi, viene consigliato di non consumare altri prodotti della stessa azienda: sono il salate tipo Fabriano, la salsiccia dolce stagionata, la salsiccia al tartufo, il salsicciotto e il salsicciotto affumicato, il ciauscolo Igp, il salame monsanino, la lonza stagionata e la pancetta arrotolata nostrana.

“Pericolo per donne incinte e persone immunodepresse”

Dunque, chi avesse acquistato alcuni di questi prodotti è pregato di riportarti al punto vendita per il cambio o il rimvorso. “La listeriosi”, scrive Coop sul suo sito, “è particolarmente pericolosa per le persone immunodepresse (malati di cancro, diabete, aids, le persone anziane, i neonati e le donne in gravidanza)”.

Allarme listeriosi nelle Marche: 2 morti, bloccata la produzione di coppa di testa: le notizie dell’8 febbraio 2016

Produzione di coppa di testa bloccata nelle Marche a causa della listeria che ha fatto almeno 2 morti nelle Marche. Ora la palla passa all’Agenzia regionale sanitaria, ai dipartimenti di prevenzione dell’Asur e agli istituti zooprofilattici sperimentali Umbria-Marche e Abruzzo-Molise per individuare le cause. Anche perché, oltre ai decessi, ci sono 13 persone che hanno contratto l’infezione.

Il blocco è iniziato il 2 febbraio

La loro età media è di 72 anni, in 12 casi hanno patologie pregresse o sono sottoposti a trattamenti farmacologici che riducono le funzioni immunitarie. I morti, invece, avevano 77 e 78 anni e vivevano tra Ancona e Macerata. Dunque, afferma Alberto Tibaldi, dirigente della veterinaria e sicurezza alimentare dell’Agenzia sanitaria regionale delle Marche, “tutte le linee di produzione della coppa di testa sono state bloccate il 2 febbraio, così come la commercializzazione del prodotto”.

L’esperto: “Niente allarmismi, a rischio persone malate”

Niente allarmismi, però, Giuliano Tagliavento, dirigente della promozione e prevenzione salute dell’Agenzia sanitaria. “La maggior parte dei soggetti adulti in buona salute”, dice, “dopo il consumo di alimenti contaminati da listeria non presenta alcun sintomo o manifesta sintomi simili a quelli influenzali o gastroenteriti. Il rischio di sviluppare una malattia grave (sepsi e meningiti) è elevato solo nelle persone affette da altre patologie, che determinano la diminuzione delle difese immunitarie. Nelle donne in gravidanza l’infezione può causare aborti o sepsi neonatali”.

L’avviso del ministero della Salute

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministero della Salute: “In relazione a casi di listeriosi, si avvisano i consumatori che il prodotto denominato Coppa di Testa, lotto n. 51209 con scadenza 09/01/2016, della ditta Salumificio Monsano srl sito in via Toscana n.27, Monsano (Ancona) è risultato contaminato. Le autorità competenti della Regione Marche, dopo un sopralluogo effettuato, hanno sospeso l’attività produttiva dello stabilimento e la vendita di tutte le tipologie di alimenti, in quanto la listeria monocytogenes è un germe che contamina l’ambiente e, pertanto, anche gli altri prodotti dello stesso stabilimento potrebbero essere a rischio”.

Cos’è il batterio e quali sintomi provoca

L’agente patogeno della listeria monocytogenes – ricorda IlFattoAlimentare.it – è un batterio che sopporta le basse temperature e può trovarsi in alimenti come il latte crudo, formaggi molli, carne fresca e congelata, pollame, prodotti ittici e prodotti ortofrutticoli. Chi ne viene contaminato può risentire di due forme: da un lato quella più diffusa, caratterizzata da diarrea poche ore dopo aver ingerito il cibo contaminato.

A rischio immunodepressi e donne in gravidanza

La seconda, più grave, è invasiva o sistemica e può dare origine a sepsi, encefaliti e meningiti. Inoltre possono passare anche 90 giorni tra l’ingestione del cibo con il batterio e la manifestazione dei sintomi. Particolarmente a rischio sono le persone immunodepresse o affette da malattie croniche e le donne in gravidanza, che possono andare incontro ad aborti spontanei, parti prematuri o morte del feto.

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