San Valentino: da McDonald’s si paga in amore. Ma non sempre funziona

Se l’amore dichiarato davanti alle loro casse durasse quanto uno dei loro panini, allora sarebbe davvero per sempre. Almeno nelle intenzioni e con un conto in meno da pagare. Di qualche giorno fa era la notizia dell’ultimo hamburger di McDonald’s venduto in Islanda: era il 31 ottobre 2009, giorno in cui il ristorante del Paese aveva chiuso, e a 6 anni di distanza pane e companatico sono un po’ acciaccati, come testimoniato dalle fotografie, ma neanche così malridotti. Un fatto, questo, che potrebbe essere di buon auspicio per una campagna che la catena di fast food, in vista di San Valentino (e in contemporanea al Super Bowl), ha lanciato in 50 centri degli Stati Uniti: “Pay with lovin'” in cui, come si evince dal nome, un fortunato, estratto tra i clienti della giornata, paga in amore e non in denaro.

The Wall Street Journal: “Toccante in televisione, meno nella realtà”

“Sembra carino”, scrive la rivista Slate.com introducendo la non entusiastica esperienza della giornalista Kate Bachelder del Wall Street Journal che esordisce scrivendo: “Se l’iniziativa appare toccante in televisione, lo è meno nella vista reale”. E prosegue raccontando di una scatola a forma di cuore da cui pescare un biglietto. “Chiedi a qualcuno di ballare”, è stata la prova a cui un cliente deve sottoporsi per pagare in amore invece che in denaro. Ne sono seguiti imbarazzo e scene scomposte di danza.

“Di’ ‘ti amo’ a un familiare”. E una madre pensa al suicidio del figlio

C’è poi chi, come il magazine Uproxx, parla di una campagna “che si ritorce contro”. “Hanno detto che tutto quello che dovevo fare era dire ‘ti amo’ a un componente della mia famiglia”, spiega un cliente. Ma è un disastro perché chiama la madre che, a conoscenza della recente depressione del figlio, ha pensato al peggio. Ne è scaturita una situazione talmente kafkiana che, meglio di niente, il cliente ha ricevuto una serie di buoni sconto con cui pagare per sé e per gli amici. “È stata la migliore risata che si è fatto da quando fa quel lavoro”, ha raccontato riferendosi al generoso direttore del ristorante.

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