Parigi: uccisi i terroristi, morti 4 ostaggi

Tutti i terroristi uccisi, almeno 4 staggi morti: è questo il bilancio di un’altra giornata di terrore, a Parigi, dove le operazioni sono giunte a conclusione solo dopo le 17, dopo ore di assedio, con due blitz in contemporanea che hanno portato all’eliminazione degli presunti jihadisti.

Resta aperta la caccia alla ventiseienne Hayat Boumedienne, la compagna di Amedy Coulibaly.

Qui la ricostruzione della giornata di ieri di SkyTg24.

 

La successione degli avvenimenti

Ecco gli ultimi avvenimenti: alle 13,30 nuovi colpi di kalashnikov a Parigi. Stavolta la zona è quella di Porte de Vincennes, nel quartiere ebraico, all’interno di un negozio di alimentari kosher. A sparare, in questo caso, sarebbe un solo uomo che avrebbe preso 6 ostaggi, tra cui un commesso, una donna e un bambino di sei mesi. L’area nel frattempo è stata circondata dalla polizia e si è in attesa di nuovi aggiornamenti, ma questo nuovo fatto conferma quanto sta circolando nella capitale francese da questa mattina: l’episodio in cui è rimasta uccisa una poliziotta l’8 gennaio, il giorno dopo la strage di Charlie Hebdo, è collegato all’assalto al giornale satirico.

 

Morti 4 ostaggi, salvi gli altri

Secondo l’emittente all-news francese, France Info, almeno quattro ostaggi sono morti, ma numerosi altri sarebbero stati tratti in salvo dalla polizia durante il blitz per liberarli nel supermercato kosher della Port de Vincennes.
Nell’assalto sono anche rimasti feriti almeno quattro agenti. Un agente del Gign, l’unità antiterrorismo della polizia francese, sarebbe rimasto gravemente ferito.

 

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Chi sono i 4 terroristi

L’uomo che ha assaltato il negozio di kosher sarebbe l’assassino di Montrouge, secondo fonti ufficiali. Si chiama Amedy Coulibaly, 32 anni, e l’8 gennaio avrebbe agito con la compagna ventiseienne Hayat Boumeddiene provocando la morte di un poliziotta municipale di 25 anni ancora nel suo periodo di addestramento, Clarissa Jean-Philippe. Anche la donna è ricercata e le autorità, che hanno diffuso le foto di entrambi, si rivolgono alla popolazione per eventuali segnalazioni. Ma poco dopo le 15.30 è giunta la conferma che la ragazza non era da cercare altrove perché anche lei si trova all’interno del supermercato ebraico.

 

L’ipotesi di una cellula formata da più persone

Dunque sta prendendo corpo l’ipotesi di una cellula composta da più persone in contatto con i fratelli Kouachi, ancora asserragliati nella tipografia di Dammartin-en-Goele. Il sequestratore di Vincennes, dopo aver urlato due volte agli agenti “sapete chi sono”, ha infatti dopo poco chiesto che i Kouachi fossero lasciati andare. Nel frattempo la zona intorno all’Eliseo è strettamente presidiata e l’allarme nazionale è stato portato a livello rosso. Poco prima delle 16 del 9 gennaio è giunta la conferma che i servizi segreti algerini, 24 ore prima dell’assalto al giornale Charlie Hebdo, avevano inviato ai colleghi francesi un’informativa in cui davato informazioni su quanto stava per accadere. Inoltre l’intelligence inglese parla di attentati in serie da compiere in occidente nei prossimi mesi, ma questa è una notizia che non può trovare riscontri al momento.

 

Fermata anche la metropolitana

Dopo aver parzialmente bloccato le piste dell’aeroporto Charles De Gaulle, nel frattempo è stata fermata anche la metropolitana. Alle 15, poi, la prefettura di Parigi ha ordinato la chiusura di tutti i negozi del quartiere ebraico e in via di evacuazione è anche l’area intorno alla Torre Eiffel. Dalla Farnesina è giunta una raccomandazione ai cittadini italiani presenti nella metropoli francese: prudenza negli spostamenti, da limitare a quelli indispensabili, e informazioni rintracciabili sul sito ViaggiareSicuri.it.

La Francia sotto attacco

Intanto, in relazione ai fatti della mattinata, la Francia si è svegliata ancora sotto attacco, con almeno 1 morto e diversi feriti. Dopo la sparatoria del 7 gennaio contro il giornale satirico Charlie Hebdo che ha provocato 12 vittime e quella del giorno successivo in cui è stata uccisa la poliziotta venticinquenne, per il terzo giorno consecutivo la giornata si apre con colpi di Kalashnikov e forse bombe molotov. Accade a Dammartin-en-Goele, dipartimento della Seine-et-Marne, a nord est di Parigi, e le notizie al momento sono ancora frammentarie, ma ciò che si sa è che la zona è quella in cui si sono concentrare le ricerche dei fratelli Kouachi, ritenuti i due killer di Charlier Hedbo.

Prigioniero un dipendente comunale

Inoltre, dopo la sparatoria, alcune persone si sono barricate nella sede di un’azienda prendendo con sé degli ostaggi. Quindi, da quello che sta scrivendo su Twitter l’emittente francese Rtl, gli aggressori sarebbero giunti qui dopo aver tentato di darsi alla fuga a bordo di una Renault Clio rubata a un donna. Con i fuggitivi, ritenuti i due fratelli Kouachi, ci sarebbe un prigioniero, un tipografo di 27 anni, il titolare dell’azienda. La zona è tenuta d’occhio dall’alto da tre elicotteri e a terra ci sono gli agenti del Gign e Raid, le unità speciali della polizia e gendarmeria.

Caccia all’uomo in tutta Parigi

Dalla prima ricostruzione che sta circolando, i due uomini del commando avrebbero passato la notte in un bosco di quell’area, escono, salgono sulla Clio rubata, arrivano nella cittadina francese, aprono il fuoco ed entrano nell’azienda (una tipgrafia) tenendo in ostaggio le persone che lì lavoravano. “Non si ricorda una caccia all’uomo così ampia”, sta dicendo SkyNews24, parlando nel complesso di 88 mila uomini che stanno braccando gli sparatori. Ai cittadini di Dammartin-en-Goele, inoltre, è stato ordinato di non uscire di casa mentre alcuni, nei quartieri più a ridosso della sparatoria, sarebbero in via di evacuazione. Il perimento intorno all’azienda è infatti di 200 metri. Confinati a scuola i bambini e i ragazzi che erano appena entrati a scuola o che vi stavano andando. Intorno all’ora di pranzo è stato creato un cordone perché i genitori potessero recuperarli iniziando ai più piccoli.

Una giornata senza fine

Pochi minuti prima delle 17 un’esplosione e colpi d’arma da fuoco sono stati avvertiti nei pressi e sul tetto della tipografia di Dammartin-en-Goele. Nell’immediato non è stato possibile capire se si tratta di un blitz della polizia o di qualcosa che avvenuto all’interno della fabbrica, dove sono ancora asserragliati i fratelli fratelli Kouachi. Nel frattempo, più o meno alla stessa ora, è partita l’operazione a Porte de Vincennes. Quattro esplosioni e colpi d’arma a ripetizione sono state sentite nella zona 4, nei pressi del negozio kosher. La polizia, per quanto riguarda l’assedio della tipografia, fa sapere che i fratelli Kouachi sono stati uccisi nell’assalto e l’ostaggio liberato mentre le prime notizie dalla zona 4 di Parigi dicono che Coulibaly ha provato a fuggire aprendo il fuoco e venendo abbattuto nel tentativo. Feriti anche due poliziotti.

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