Avevamo ragione e Rossi non conquista il 10° mondiale (purtroppo)

Mettiamoli sulla bilancia, i sì è i no. E pesiamoli.
L’avevamo scritto prima dlela gara di Valencia che Valentino oggi non sarebbe riuscito a conquistare il decimo titolo mondiale. L’atteso miraoclo non c’è stato.

 

Avrà 24 piloti davanti su una pista stretta
Pista stretta e piena di curve dove non è facile superare. Valentino avrà 24 piloti tra sé e Lorenzo: se il pilota maiorchino riuscirà a mantenere in gara il ritmo del giro record e arriverà primo, l’unico modo per conquistare il titolo per Rossi è arrivare secondo.

Una curva lenta per per chi è costretto a recuperare posizioni su posizioni poi, non è certo un’alleata.

 

14 curve, molte a rischio caduta

A questo si aggiunge l’insidiosità del circuito valenciano con le sue quattordici curve, molte delle quali ad enorme rischio di caduta. Le moto sono chiamate ad affrontare staccate con grandi angoli di inclinazione e la possibilità che la ruota anteriore perda aderenza facendo cadere il pilota, aumentano di parecchio.
Le qualifiche di ieri parlano chiaro: record e pole per Lorenzo, ben mezzo secondo rifilato ad un pur velocissimo Marquez e Valentino a terra, costretto al rientro ai box, dopo aver registrato solamente il dodicesimo tempo. La speranza di tutti i tifosi è che il passo gara di Rossi non sia affatto questo ma ad ora resta un’incognita, mentre è  certezza che le Honda di Marquez e Pedrosa vanno fortissimo.

aaavalefrancese

Il morale di Vale è minato dal nervosismo

Le scivolate fanno poi sempre male al morale, morale minato già dal nervosismo che della scivolata né è stata causa non di piccola parte.
Non si dimentichi infine che si è arrivati a Valencia dopo otto mesi e diciassette gare di battaglie: team e piloti sono stressati, tesi.

Se a questo si aggiunge il carico delle polemiche infuocate delle ultime due settimane, il peso sulle spalle del folletto di Tavullia rischia di essere del tutto incompatibile con la leggerezza necessaria nelle risalite faticose da affrontare.

 

Solo Ludwig Feuerbach ci può qualcosa
Perché sì: il miracolo, esaminato attentamente, null’altro esprime se non appunto la potenza taumaturgica della fantasia, che senza contraddizione adempie tutti i desideri del cuore (Ludwig Feuerbach).
Il desiderio è vedere Valentino campione oggi.

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