Compito in classe a coppie in un liceo scientifico emiliano

Matteo De Benedittis, giovane docente di italiano in un liceo scientifico emiliano, ha creato un nuovo modo di mettere alla prova gli studenti. Non solo infatti si dovrà dimostrare di conoscere alla perfezione la lezione, ma anche di saper lavorare in team.

È il sogno di ogni studente impreparato: fare il compito in classe con l’aiuto del compagno di banco. E se addirittura è proprio il prof a proporlo ai ragazzi?

 

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Un liceo in provincia di Reggio Emilia

È ciò che succede davvero nel liceo scientifico San Gregorio Magno, in provincia di Reggio Emilia. Il giovane prof di Italiano sottopone ai propri ragazzi un paio di volte l’anno una prova di ripasso che deve essere svolta proprio a coppie.

Una passeggiata? Non proprio: come il prof spiega a Skuola.net, il metodo innovativo stimola i ragazzi a dare il meglio, non solo sul piano dello studio, ma anche su quello relazionale. E se questo non succede, arriva il brutto voto sul registro.

 

Si copia tutto dal compagno?

“Evviva! Per il compito in classe non studierò, tanto copierò tutto dal mio compagno!” Questo potrebbe essere il pensiero di uno studente che, per la prima volta, si cimenta sul compito in classe a coppie. Ma dopo qualche votaccio, si renderà conto che non è proprio così.

Come spiega infatti il prof, “se tutti gli studenti facessero questo discorso, sarebbe un fiasco in primo luogo per la loro pagella!”. Questo tipo di verifica, poi, viene svolta a fine quadrimestre sul ripasso degli argomenti affrontati: solo dopo, quindi, che ogni studente sia già stato valutato sui singoli temi nelle settimane precedenti.

Il vero scopo non è perciò capire semplicemente quanto i ragazzi conoscano della materia, ma stimolarli ad imparare gli uni dagli altri in modo cooperativo.

 

Ma il voto fa media

Una rivoluzione quindi, da non prendere sotto gamba. La valutazione ottenuta infatti viene riportata sul registro e fa media: “il voto è il mezzo più efficace per far affrontare la prova in maniera seria agli studenti” sostiene il prof. Ognuno dei ragazzi compila tuttavia il proprio compito personale, pur potendosi confrontare con il compagno, per poter rispondere a modo suo in caso di vedute differenti. Di solito si ottengono voti più alti del solito: per questo, come spiega il docente di Italiano, per non falsare il profilo complessivo dello studente la verifica deve essere proposta “non più di due o tre volte nel corso di un anno scolastico”.

Ma può essere “più lunga o più difficile delle tradizionali, e può contenere anche più materie”

 

Nuove alleanze in classe (e c’è il sorteggio)

Nuove alleanze tra i banchi di scuola: con il compito in classe al coppie il “problema” della verifica a due riguarda tutti i componenti della squadra. Non si va d’accordo? Bisogna superare i problemi. Non si capita con qualcuno del “gruppetto” dei migliori amici? Si deve stringere un nuovo rapporto fin dalla preparazione al compito, soprattutto nel caso in cui le coppie siano state stabilite dal prof (o sorteggiate) in anticipo.

 

I “secchioni” le nuove star

Senza contare che i compagni “secchioni” diventano le nuove star della classe e sorpassano in popolarità il bulletto. A patto però di saper condividere le conoscenze. E il prof? “Il docente, nella vita di tutti i giorni, è visto dagli studenti come un allenatore, un arbitro e contemporaneamente anche un componente della squadra avversaria. Per una volta in questo modo è l’aspetto migliore a prevalere: il prof è colui che ti stimola e che ti mette a fianco un alleato per vincere la sfida”.

 

Nota: le foto sono d’archivio e non si riferiscono alle studentesse dei liceo di cui si parla nell’articolo.

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