Sposini: “Voglio 10 milioni dalla Rai”, ma il ricorso sarà esaminato solo il 5 luglio 2016

Lamberto Sposini ha deciso di non arrendersi. E chiede 10 milioni di euro dalla Rai per i soccorsi tardivi in occasione del suo gravissimo malore in dirette. Sposini, la cui richiesta è stata respinta in primo grado, fa ricorso alla Corte di Appello in veste di giudice del lavoro. Il giornalista fu colpito da un ictus devastante ormai oltre quattro anni fa, il 29 aprile del 2011, mentre stava per andare in onda la quotidiana di “La vita in diretta”.
Il ricorso sarà esaminato soltanto 5 luglio del 2016 davanti alla Corte d’Appello di Roma in funzione di tribunale del lavoro.
Richiesta bocciata in primo grado

La richiesta di Sposini è già stata esaminata e respinta in primo grado dal giudice Mariapia Magaldi. In particolare nella sentenza del 26 febbraio scorso, tra l’altro, il magistrato dichiarò che né Rai né i primi soccorritori potevano essere responsabili di errori.

Infatti furono subito chiamati negli studi di Saxa Rubra Nell’imminenza un medico e un’infermiera.

 

La mancata tempestività dovuta all’ambulanza non alla Rai

La mancanza di tempestività nei soccorsi, aggiunse il giudice, era da attribuire non alla Rai, ma ai tempi attesi per l’arrivo dell’ambulanza del 118. Nessuna responsabilità può essere attribuita perciò al datore di lavoro.

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La figlia e la moglie costituite in giudizio

Nel giudizio di secondo grado saranno presenti come ricorrenti ancora una volta la figlia di Sposini, Francesca, e Sabina Donadio, moglie del giornalista, che rappresenterà un’altra figlia minorenne (nella foto di qualche tempo fa ripresa con lei e Lamberto, quando stava ancora bene). Citate anche tre compagnie di assicurazioni che erano state già chiamate in causa nel processo di primo grado.

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