“La bimba non è bianca, ma nera”: e la coppia lesbica fa causa alla banca del seme

Avevano spermatozoi di un donatore “bianco”, come loro, ma al centro di fecondazione assistita c’è stato evidentemente uno scambio di seme, e al momento della nascita si sono ritrovate con una bella neonata scura di pelle e con capelli neri e ricci. Questo è successo ormai cinque anni fa e la bambina è bella e cresce bene.
Ma una coppia lesbica americana ha deciso lo stesso di fare causa a un centro di fecondazione assistita del MidWest chiedendo un risarcimento di 50.000 dollari.
I giudici non hanno però appoggiato la richiesta delle donne, Jennifer Cramblett e la sua partner, Amanda Zinkon: poiché la piccola è sana, hanno detto, la causa non ha fondamento e la coppia non avrà diritto al risarcimento

 

La scelta: donatore biondo con gli occhi azzurri

I fatti risalgono al 2011 e la bimba ha adesso quasi 4 anni. La coppia aveva scelto il seme di un uomo bianco, con gli occhi azzurri e i capelli biondi, in modo che il nascituro avesse i tratti somatici delle due madri e somigliasse all’altro figlio della coppia, Peyton.
Subito dopo la nascita la Cramblett si è rivolta al tribunale della Contea di DuPage, ma il giudice Ronald Sutter, ha dato ragione alla banca del seme, che sosteneva che la causa non avesse merito legale.

 

“La bambina è sana, niente soldi”
I legali della banca del seme hanno sostenuto davanti alla giustizia che la rivendicazione di “nascita errata” non poteva applicarsi al caso perché il bambino era sano. Respinta anche la richiesta per “rottura del contratto” avanzata da Cramblett per l’errore commesso. Il giudice ha comunque detto a Cramblett che può ripresentare una nuova azione ma per negligenza.

 

Dalla tv al tribunale
Il caso Cramblett viene seguito dal 2014, quando la donna è apparsa anche in trasmissioni televisive per presentare la sua battaglia. Il punto di partenza, ha più volte spiegato, è che ama la bambina, non la scambierebbe mai e non ha problemi ad avere una figlia afroamericana. Quello che teme è che la bambina possa crescere sentendosi emarginata in un contesto prevalentemente bianco come quello in cui vivono.

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