I pomodori? Arrivano dall’Olanda: quando il made in Italy è straniero

Latte, carne, formaggi di pasta filata e cagli per mozzarelle. E persino i pomodori, simbolo per eccellenza del made in Italy. Dall’estero, ogni giorno arrivano tonnellate di alimenti stranieri, ma dalla “faccia” tricolore. E la tendenza in aumento.

 

Importazioni su del 28%
“Dall’inizio della crisi ad oggi le importazioni di prodotti agroalimentari dall’estero sono aumentate in valore del 28 per cento”, scrive Coldiretti, che ha analizzato i dati relativi al commercio estero nei primi cinque mesi del 2015.
Di qui la protesta dei coltivatori italiani, che ieri e oggi si sono ritrovati numerosi al confine del Brennero per manifestare contro il boom di importazioni.

 

COX5KwaWgAAmOO9Le immagini degli arrivi
Sulla pagina Twitter dell’associazione ecco quindi che compaiono le immagini dei pomodori freschi a grappolo – oggi ne sono arrivati 22.000 chili – dall’Olanda, pasta filata in arrivo dalla Germania, mozzarella polacca destinata ai supermercati.

 

Carne di maiale, cereali e riso ai primi posti
Gli alimenti più gettonati? Secondo un’analisi di Coldiretti sono cresciuti del 12 per cento gli arrivi di carne di maiale spesso destinati a diventare prosciutti italiani, mentre le importazioni di cereali, pronti a diventare pasta e riso spacciati per Made in Italy hanno fatto registrare addirittura un vero e proprio boom (+59 per cento), con un +77 per cento per il grano e un +80 per cento per il riso.

 

Frutta e pomodori
La crescita delle importazioni di frutta e verdura, +44 per cento, con un vero e proprio boom per il pomodoro fresco (+78 per cento), ma cresce anche quello concentrato (+72 per cento). Aumentano anche – continua la Coldiretti – gli arrivi di succo di frutta dall’estero, +29 per cento spesso venduti come italiani perché sulle etichette non è obbligatorio indicare l’origine ma solo il luogo di confezionamento industriale.

 

L’etichetta? Non dice tutto
“Attualmente in Italia l’obbligo di indicare la provenienza è in vigore tra l’altro per carne bovina (dopo l’emergenza mucca pazza) e per il pollo (dopo l’emergenza aviaria), uova, miele, e extravergine di oliva, ma ancora molto resta da fare e l’etichetta è anonima per circa la metà della spesa dalla pasta ai succhi di frutta, dal latte a lunga conservazione ai formaggi, dai salumi fino al concentrato di pomodoro e ai sughi pronti.

 

“Più trasparenza per i consumatori”
“In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato – conclude il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – il valore aggiunto della trasparenza e dare completa attuazione alle leggi nazionale e comunitaria che prevedono l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti. Ma è necessario che sia anche resa trasparente l’indicazione dei flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero.

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