Condannato a 6 mesi per stupro, il padre: “Troppi per 20 minuti”

“Sei mesi di pena per un’azione di 20 minuti sono troppi”. Anche se quell’azione si chiama stupro. È l’incredibile reazione di un padre alla condanna inflitta al figlio, Brock Turner, 20 anni, studente ed ex campione di nuoto della Stanford University, che violentò dietro a un cassonetto a una ragazza di 23 priva di conoscenza. I fatti risalgono alla notte tra il 17 e del 18 gennaio 2015.

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Per il giudice, l’alcol bevuto è un’attenuante

Già il giudice Aaron Persky si è dimostrato fin troppomagnanimo: a fronte di una pena massima a 14 anni e una richiesta dell’accusa di 6 (sempre intesi come anni), il giovane dovrà restare un semestre dietro le sbarre (oltre ai successivi 3, ancora anni, di libertà vigilata) perché – ha valutato la corte – sia lui che la ragazza erano sotto l’effetto dell’alcol. E già questo, secondo Persky, sarebbe un’attenuante.

Il padre: “La nostra famiglia è distrutta della condanna”

Mentre negli Stati Uniti esplode la polemica contro la condanna mite, ecco che ci si mette pure il padre di Brock Turner. Secondo lui la pena è “troppo dura” perché il rapporto sessuale non consenziente è stato un “gesto di 20 minuti”. E ha aggiunto: “La vita di Brock è stata modificata profondamente. Ogni suo minuto di veglia è consumato da preoccupazione, ansia, paura, e depressione. Questa sentenza ha distrutto lui e la nostra famiglia”. Ha alla fine concluso: “Questo è il prezzo da pagare per 20 minuti d’azione su più di 20 anni di vita”.

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