8 marzo: mille iniziative e un film “speciale” per la Festa delle donne

Nell’anno del #metoo, la campagna diventata virale in solidarietà con le attrici coinvolte nel caso Weinstein, lo scandalo sessuale che ha travolto Hollywood, e con le vittime silenziose degli abusi, giovedì 8 marzo, giornata internazionale della donna, assume un significato diverso. Tante le iniziative, dalle piazze alle librerie, per riflettere sulla condizione delle donne (in basso un volantino con le iniziative a Bologna).

#nonunadimeno

Torna lo sciopero promosso dalla rete Non una di meno. In tutta Italia sono previste astensioni dal lavoro per lo “sciopero femminista perché – spiegano le promotrici – pretendiamo una trasformazione radicale della società: scioperiamo contro la violenza economica, la precarietà e le discriminazioni. Lo sciopero femminista coinvolgerà il lavoro produttivo e riproduttivo, andrà oltre il corporativismo delle categorie e i confini nazionali, unirà le molteplici figure del mondo del lavoro e del non lavoro”.

Tante le iniziative in tutta Italia (qui l’elenco degli scioperi indetti e qui quello delle manifestazioni in continuo aggiornamento) che vedranno le donne sfilare in corteo.

Al cinema

Un’idea nata tre anni fa, quando erano le molestie sul lavoro non facevano notizia. Nasce così “Nome di donna”, l’ultimo lavoro di Marco Tullio Giordana nelle sale dall’8 marzo (nella foto sopra il regista con due delle protagoniste).

La trama: Nina (Cristiana Capotondi) si trasferisce da Milano in un piccolo paese della Lombardia, dove trova lavoro in una residenza per anziani facoltosi. Un mondo elegante, quasi fiabesco. Che cela però un segreto scomodo e torbido. Quando Nina lo scoprirà, sarà costretta a misurarsi con le sue colleghe, italiane e straniere, per affrontare il dirigente della struttura, Marco Maria Torri (Valerio Binasco) in un’appassionata battaglia per far valere i suoi diritti e la sua dignità.

“Non è – ha raccontato il regista –  un film di denuncia. Indaga più che sul fatto, sulle conseguenze che ne  derivano. Racconta l’omertà, la compiacenza, il disonore generale e il
coraggio invece di una giovane donna che sfida tutto questo e si ribella dimostrandosi più forte del luogo comune”.

“Nome di donna – ha spiegato Cristiana Mainardi, autrice del soggetto è nato tre anni fa dal desiderio di guardare alla condizione femminile nel mondo del lavoro, escludendo le discriminazioni più macroscopiche – come la disparità salariale – per studiare invece quelle più sottili – e dunque subdole – assunte come una sorta di (sotto)cultura diffusa. Con “Nome di donna”, ho cercato di dare vita a un personaggio che potesse uscire da quell’esercito relegato nel limbo del silenzio e di raccontare una storia che restituisse almeno in parte la complessità e il dolore rappresentato dalla molestia anche quando si agisce la volontà di affrontarla anziché subirla. La volontà di non sottostare all’abuso di potere. Di non accettare il ruolo di vittima predestinata. Di ribellarsi”.

Women in motion: iniziativa Fs

È il progetto che ha lanciato Ferrovie dello Stato per promuovere e incentivare le carriere al femminile nelle aree tecniche del Gruppo FS Italiane, dove solo il 14,6% dell’intera forza lavoro è donna: dato che scende al 2,5% nella manutenzione e allo 0,8% fra i macchinisti.

Per questo FS Italiane ha promosso al suo interno un percorso di change management incentrato nelle aree della manutenzione di Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana, con l’obiettivo di analizzare la situazione lavorativa delle donne in questi settori, migliorarne la condizione professionale e abbattere le barriere culturali e gli stereotipi legati alla presenza femminile in ruoli considerati storicamente maschili.

“L’obiettivo – ha spiegato Renato Mazzoncini, AD e DG del Gruppo FS Italiane – è di portare entro il 2020 la percentuale di donne nelle posizioni manageriali di line al 20%, dall’11% di partenza, e di staff al 30%, dal 21% di partenza. È un incremento del 9% in entrambe le aree aziendali”.  

Inoltre, il gruppo è impegnato anche nella promozione degli studi tecnici con incontri nelle scuole medie e superiori e nelle Università per informare le ragazze sulle prospettive lavorative. Sono circa 70 le donne del Gruppo FS Italiane impegnate negli incontri nelle scuole. Questo percorso è possibile grazie alle nostre mentor: circa 70 donne del Gruppo FS Italiane incontrano le studentesse nelle scuole dando loro consigli sul percorso di studi e il futuro lavorativo.

La campagna di diversity management è sostenuta dal Gruppo FS Italiane e patrocinata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con “Valore D”.

100 economiste esperte

Dopo le esperte nell’ambito delle Science, Technology, Engineering and Mathematics (STEM), ora tocca alle economiste. Il progetto 100esperte, ideato e promosso dall’Osservatorio di Pavia e dall’associazione di Giornaliste GiULiA, cresce e lo fa partendo da 100 donne contro gli stereotipi. Le economiste contano, iniziativa in programma giovedì 8 marzo a Roma e a Milano. A un anno e mezzo dal lancio del progetto “100 donne contro gli stereotipi” e dalla messa online della banca dati #100esperte, i partner hanno organizzato, presso le sedi di Roma e Milano della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, un evento per illustrare i risultati fin qui raggiunti e per presentare i nuovi sviluppi. Dopo il successo avuto con le ricercatrici e le donne di scienza, ora il focus è dedicato alle economiste. In occasione dell’8 marzo viene presentata la nuova banca dati che raccoglie i curricula di autorevoli donne italiane. Valorizzare il lavoro delle economiste vuol dire avere uno sguardo lungimirante sul nostro futuro, in cui una partecipazione femminile in linea con quella maschile significa più ricchezza, per tutti.

8 marzo solidale

Ancora un 8 marzo solidale per la ong Mani Tese. In occasione della festa della donna, mercoledì 7 marzo sarà lanciato il progetto “Libere dalla violenza: diritti ed emancipazione per le donne in Guinea-Bissau”, promosso da Mani Tese in collaborazione con ENGIM (Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo), FEC (Fundaçao Fé e Cooperaçao), GEIOJ (Gabinete Estudos Informaçao e Orientaçao Juridica) e RA (Rede Ajuda), cofinanziato dall’Unione Europea.
“In tutto il mondo, la violenza contro le donne lascia trasparire l’eredità storica di una società marcata dalla discriminazione di genere – ha spiegato Paola Toncich, coordinatrice del progetto di Mani Tese – ma in Guinea-Bissau assume forme diverse e ancora più atroci rispetto a quelle conosciute in Europa, come il matrimonio forzato, il matrimonio precoce e la mutilazione genitale femminile”.

Secondo uno studio realizzato nel 2011 da organizzazioni di difesa e promozione dell’uguaglianza di genere, l’85% della violenza contro le donne guineensi si manifesta nell’ambiente familiare e nel 67% dei casi gli aggressori sono i coniugi, mentre nel 33% altri membri della famiglia.Nonostante nel 2014 in Guinea-Bissau sia stata promulgata la “Legge sulla criminalizzazione di tutti gli atti di violenza praticati nell’ambito delle relazioni domestiche e familiari”, non esistono a oggi casi giudicati. Nel Paese, tra il 2006 e il 2010 sono stati registrati dalle autorità giudiziarie e di sicurezza 23.193 casi di violenza domestica, ma il 71% delle vittime intervistate non ha mai sporto denuncia. In media, solo 5 casi di violenza domestica vengono denunciati al giorno in tutto il Paese.
Inoltre, in Guinea-Bissau è pratica comune quella del matrimonio forzato: il 41% delle donne intervistate in uno studio del 2011 ha dichiarato di non aver partecipato alla scelta del marito.
Il progetto vuole rafforzare i centri di accesso alla giustizia e la polizia locale attraverso una formazione specifica sull’argomento e costruendo una rete integrata di accompagnamento e servizi specifici per le vittime, in cui saranno coinvolti anche i responsabili dei servizi psicosociali.

Oltre alla formazione, saranno promosse campagne di sensibilizzazione nelle comunità selezionate sui diritti delle donne e delle ragazze e saranno rafforzati i centri regionali per il sostegno alle vittime e la linea telefonica esistente per le denunce. In particolare, sarà attivato un corso di formazione professionale in hoteleria e gestione domestica rivolto alle ragazze dai 12 ai 14 anni residenti nel settore autonomo di Bissau per favorire l’acquisizione di competenze professionali e garantire nel contempo una celere segnalazione dei casi sospetti di violenza. “Libere dalla violenza” promuoverà anche quattro microimprese di donne e la creazione della prima agenzia di occupazione per le donne.

 

In libreria anche un thriller

Tante le proposte in uscita in questi giorni. Tra queste segnaliamo “Le spose sepolte”, l’ultimo libro di Marilù Oliva uscito pochi giorni fa per Harper Collins. Come sarebbe il mondo se al potere ci fossero le donne? È attorno a questa domanda che si sviluppa il thriller dell’autrice bolognese e che ha per protagonista l’investigatrice Micol Medici. Uno dopo l’altro, i corpi di donne misteriosamente sparite da anni, di cui i mariti sostengono di non sapere nulla, vengono ritrovati grazie a un killer che costringe chi le ha fatte scomparire a confessare dove si trovano le loro ossa e poi uccide i colpevoli, sempre assolti dai tribunali per mancanza di prove.

Anche per i bimbi tra i 6 e i 12 anni

È dedicato, invece, ai più piccoli, tra i 6 e i 12 anni, “L’8 tutti i giorni”, l’ultimo nato della piccola casa editrice indipendente L’Io e il Mondo di TJ. Il libro prova a rispondere alle domande che spesso pongono i bambini: perché si festeggia la festa della donna, perché non siamo tutti uguali?

Al libro hanno contribuito Sara Cardin, campionessa mondiale di karate, Liliana Cavani, regista e sceneggiatrice, Jaia Pasquini, scrittrice e psicologa, e Maria Chiara Risoldi, psicoanalista e presidente del Centro delle donne per non subire violenza di Bologna. I disegni sono di Tommi (Tommaso Rebecchi).

E, infine, segnaliamo anche un omaggio floreale per l’8 marzo di Youtube.

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